• Aristide Paci

Aristide Paci: anima critica

Disponibile

 28,00

ISBN: 978-88-490-0534-9 Tipologia: , Argomento: Autore/Curatore: Giuseppe Fatati
Anno: 2015
Pagine: 248
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Descrizione

Quando ho conosciuto Aristide Paci, lui era già uno di cui si pronunciavano nome e cognome tutti di seguito, senza pausa, senza affiliazioni, senza qualifiche: Aristidepaci e basta. Mai avrei pensato che, un giorno, avrei provato a costringere entro le pagine di un libro il suo vissuto pubblico. I personaggi con cui è venuto in contatto sono stati tanti e tanto importanti che per chiunque dovrebbe essere un fatto naturale sentirsi inadeguato. Una sfida talmente intrigante che mi ha portato ad accettarla subito, lusingato dall’incarico di “narratore”. Il libro racconta gli ultimi sessant’anni della sanità italiana ripercorsi da diverse angolazioni: quella del sindacato, dell’Ordine dei Medici, dell’ONAOSI, del medico ospedaliero ma anche di un cittadino che vive la propria città e le contraddizioni che la percorrono. Adriano Marinensi nella postfazione afferma che il libro va letto per conoscere un tratto rilevante della nostra storia sanitaria e per cogliere i molti aspetti d’interesse che emergono dai numerosi contributi. E ha certamente ragione: gli scritti di Mauro Barni, Amedeo Bianco, Leopoldo Di Girolamo, Carlo Lusenti, Giulio Maira, Michele Alessandro Martella, Nicola Molè, Enrica Moschini, Alberto Oliveti, Pierfausto Ottaviano, Aldo Pagni, Paolo Cirino Pomicino, Adolfo Puxeddu, Paolo Raffaelli, Mario Raimondi, Giuseppe Renzo, Americo Sbriccoli, Maurizio Verducci, Gilberto Vincenzoni e Gianfranco Visci testimoniano l’azione condotta su diversi fronti per far passare il modello di un sistema sanitario di alto profilo. Un esempio su tutti: l’11 febbraio del 1987 un lungo corteo di camici bianchi si snoda per le vie di Roma, con striscioni, fischietti e altoparlanti. Alla testa Aristide Paci e uno slogan: “La Repubblica tutela la salute come diritto del cittadino e interesse della collettività”. Tra i tanti anche il sottoscritto, orgoglioso della sua provenienza: la stessa città del leader. In uno degli ultimi capitoli confesso di essermi posto, più volte, la domanda: ma chi è veramente Aristide Paci? La mia impressione è che, indipendentemente dal contesto, sia un uomo che difende le sue idee con la forza di un condottiero antico. Sempre in prima linea, in piazza o sulle pagine di un giornale poco importa. Non è nato per fare la comparsa: in prima fila nella foto della scuola come nella vita. Un leader. Un uomo sincero che ha conservato un profondissimo senso della famiglia e della città: Aristidepaci e basta.

Giuseppe Fatati

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