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La scala delle prove

Settantacinque resoconti di sperimentazioni cliniche e undici revisioni sistematiche pubblicate ogni giorno: i numeri che uscivano fuori sette anni fa dallo studio di Hilda Bastian, Paul Glasziou e Sir Iain Chalmers sono purtroppo… peggiorati. Si continua a pubblicare sempre di più e orientarsi tra le prove e raccomandazioni proposte dalla letteratura sugli interventi sanitari è una missione impossibile, o quasi. Anche le revisioni sistematiche della letteratura forniscono informazioni essenziali, ma non sufficienti per prendere decisioni ben informate. “Gli autori e le persone che fanno uso di tali revisioni, implicitamente o esplicitamente, traggono conclusioni circa la qualità delle prove e tali conclusioni influenzano le decisioni successive”, spiega Laura Amato, del Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio ed editor di un gruppo Cochrane.

Un approccio sistematico e metodologicamente trasparente ed esplicito per la valutazione critica degli studi è quello proposto dal GRADE Working Group (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation). Nato nel 2000, GRADE è oggi lo strumento di riferimento per la valutazione della affidabilità delle prove scientifiche e per la formulazione di raccomandazioni cliniche basate sulle evidenze: ad oggi più di 100 organizzazioni in 19 paesi in tutto il mondo supportano o utilizzano questo metodo. Un aspetto peculiare del sistema GRADE è l’integrazione della valutazione della qualità metodologica delle prove disponibili con altri aspetti essenziali: fattibilità e trasferibilità dell’intervento proposto; benefici e rischi attesi e loro rilevanza; implicazioni organizzative, economiche, sociali e finanziarie (rispetto al contesto).

In Italia, il tema dello sviluppo delle linee guida e della loro qualità metodologica è all’ordine del giorno alla luce del recente decreto sulla responsabilità professionale che ha sottolineato il ruolo delle linee guida come documento di riferimento per la valutazione dell’appropriatezza delle decisioni dei professionisti sanitari.

Il Dipartimento di epidemiologia – ASL Roma1 della Regione Lazio è il primo centro GRADE in Italia (Lazio Region – ASL Rome 1 GRADE Center) e ha organizzato una serie di iniziative utili a far conoscere ancora di più lo strumento GRADE e le attività del working group: ottime opportunità per sviluppare collaborazioni a livello regionale e nazionale la produzione o per la revisione e aggiornamento di linee-guida e raccomandazioni cliniche basate sulle migliori prove scientifiche, utilizzando gli approcci più innovativi disponibili a livello internazionale.

Commento

  1. Patrizia Laffranchini 3 maggio 2017 at 15:07 Rispondi

    Molto interessante, anche il workshop, è possibile pensare di ripetere l’iniziativa, magari non nel periodo estivo?

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