Commenti

Parole in libertà: o tutto il contrario?

Su Va’ Pensiero, Slow Medicine e l’Associazione Alessandro Liberati – Network Italiano Cochrane si sono confrontati su due decreti di legge molto discussi in ambito sanitario: il primo chiama in causa l’appropriatezza per limitare la prescrizione di prestazioni e l’altro la responsabilità professionale in medicina. Teniamo aperto questo dialogo interrogandoci sul reale peso delle linee-guida e dell’informazione (auspicabilmente indipendente) delle scelte dei professionisti sanitari. | Continua...

Appropriatezza? Non per decreto ma per scelta

In questi giorni è entrato in vigore il decreto “Appropriatezza” che tanto ha fatto discutere il mondo politico, i sanitari e i cittadini e sul quale anche Slow Medicine aveva già espresso molte riserve. Un altro decreto è in corso di approvazione ed è legato ad un altro termine: responsabilità. Su questo tema è in diverse sedi intervenuta l’Associazione Alessandro Liberati – Network Italiano Cochrane.In un “dialogo aperto” Antonio Bonaldi e Sandra Vernero di Slow Medicine e Luca De Fiore dell’Associazione Alessandro Liberati - NIC esprimono le loro perplessità. | Continua...

Conflitto di interessi: una questione non solo etica

Il conflitto di interessi è onnipresente. Ci sono interessi economici, più o meno nascosti, che minano l’indipendenza delle società scientifiche, dell’ECM, dell’agire del medico e non da ultimo della ricerca, interviene Rodolfo Saracci spostando l'accento dal singolo al sistema: il conflitto di interessi quale espressione di una “disfunzione del funzionamento sociale di quello che dovrebbero essere in un mondo ideale lo sviluppo della ricerca e lo sviluppo dell’applicazione della ricerca”. | Continua...

Conflitti non economici: ideologia, religione e salute

Oltre agli interessi di tipo economico ci sono anche interessi ideologici e religiosi che possono compromettere la qualità dell’assistenza ed entrare in conflitto con la libertà di scelta dei singoli individui. Un ambito problematico è quello della salute riproduttiva della donna, considera Serena Donati spiegando come un “modello bioetico basato su interessi condivisi, piuttosto che conflittuali, e sul riconoscimento di una visione relazionale dell’autonomia può restituire alle donne parole nelle scelte riproduttive”. | Continua...