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Il convocato riferisca in modo sintetico…

In questi giorni la frenetica attività della Commissione Sanità del Senato è caratterizzata dalle numerose audizioni per raccogliere pareri, opinioni e suggerimenti relativi al Decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73. Questo il riassunto dell’audizione di Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno infantile dell’IRCCS Mario Negri di Milano.


La vaccinazione è uno degli interventi di salute pubblica più efficaci e con un elevato beneficio di costo-efficacia nel ridurre la mortalità e morbilità dovute ad alcune malattie infettive.

Il successo di un intervento rivolto alla comunità è condizionato dalla partecipazione e condivisione dei beneficiari, quindi dalla comprensione della necessità dell’intervento, dalla modalità e tempistica di applicazione, dai benefici attesi, dagli eventuali rischi e dai costi.

Il presente Decreto-legge si caratterizza per le finalità di salute pubblica che andrebbero sostenute dall’intera collettività, tuttavia le modalità di attuazione proposte necessitano di un’adeguata contestualizzazione nella pratica territoriale nazionale basata su: i risultati raggiunti, i limiti e gli ostacoli alle iniziative sinora attuate; le differenze organizzative e strutturali dei servizi vaccinali a livello nazionale e regionale; una strategia che contempli la partecipazione attiva (anche vaccinandosi) degli operatori  sanitari e degli educatori; il monitoraggio continuo dell’attività vaccinale per valutare l’efficacia e la sicurezza dei vaccini, documentando l’impatto nel prevenire le malattie e ridurre le ospedalizzazioni (aumentare il benessere della popolazione) informando periodicamente e con continuità i cittadini.

Il Decreto-legge è motivato dalla alla “straordinaria necessità e urgenza” di far fronte a malattie infettive prevenibili con vaccino senza indicare quali e su che base, se non indicando come obiettivo quello di raggiungere una copertura del 95%, valida solo per alcune malattie altamente invasive. Dunque, “garantire adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica”, ma queste variano a seconda delle malattie considerate. Per ottemperare a “obblighi assunti a livello internazionale”, ma questi sono solo per morbillo, rosolia congenita, polio-free, controllo HBV e non per tutte le 12 vaccinazioni previste come obbligatorie. La Circolare che accompagna il Decreto-legge parla di “… rischio epidemico… in ragione della loro elevata contagiosità…” Rischio epidemico per tetano ed epatite B? Elevata contagiosità per meningococco B e C? Sempre la Circolare prevede l’obbligo di assolvere agli adempimenti documentali per tre coorti di nati delle 12 vaccinazioni obbligatorie non considerando la disponibilità di vaccini registrati per età diverse da quelle previste (p.es., l’anti-haemophilus influenzae tipo b non disponibile come singolo vaccino e registrato solo per bambini fino ai 5 anni di età). Analogamente si fa riferimento all’anti-meningococco C, ma quale indicazione per il tetravalente contemplato anche nel PNPV? Queste solo alcune delle molte incongruenze del testo del Decreto-legge segnalate alla Commissione.

Cosa manca? Molte cose e tra queste: l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e per gli educatori nelle diverse realtà lavorative; strategie di catch-up-recupero di giovani adulti suscettibili, per esempio al morbillo; l’indicazione per interventi di implementazione organizzativa e gestionale dei servizi vaccinali; il riferimento alla vaccinazione raccomandata contro HPV ai/alle dodicenni prevista dal PNPV; così come la vaccinazione contro lo pneumococco in età pediatrica. Manca inoltre ogni riferimento alle attese/previsioni. Per esempio, senza recupero di adolescenti e adulti suscettibili, l’eliminazione del morbillo richiede alcuni anni per essere raggiunta, anche con coperture elevate.

Nella presente forma, il provvedimento rischia di essere frettoloso, generale, incompleto, di difficile comprensione per gli operatori e i destinatari, e ancor più di limitata applicazione/realizzazione, basato sulla richiesta di un’obbedienza cieca e non un’obbedienza illuminata.

Commenti

  1. R. Guerra 21 giugno 2017 at 18:26 Rispondi

    Leggere il DL in alternativa al piano nazionale di cui rappresenta solo una modalità attuativo è un gravissimo errore. Tutto quanto esposto è contemplato nel piano, che è offerto in modalità attiva, è completamente finanziato, è inserito nei LEA, prevede interventi strutturali e di sistema e, ovviamente, dà ragione di un’intera gamma prescrittiva, non idonee al recepimento di un DL. Il perché di questa miopia selettiva rimane sconosciuto, ma appare tendenzioso.

  2. Valerio 22 giugno 2017 at 19:20 Rispondi

    Mi sembra davvero condivisibile. Personalmente rilancerei lo studio delle basi del ragionamento scientifico. Per il Ministro in primis.

  3. Giancarlo Aulizio 22 giugno 2017 at 23:16 Rispondi

    dobbiamo vaccinare in modo così ben descritto dal Pensiero scientifico per proteggervi maggiormente da noi stessi o da chi sbarca in Italia in modo così incontrollato e pericolosamente infetto

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