La nostra storia

Le origini

La casa editrice Il Pensiero Scientifico nasce a Roma nel settembre del 1946, su iniziativa di Luciano De Feo, intellettuale versatile, per anni grand commis dello Stato agli scambi culturali con l’estero.

Luciano De Feo con Louis Lumiere

Luciano De Feo (a destra) con Louis Lumiere

Laureato nel 1917, dopo alcuni anni dedicati al giornalismo e numerosi viaggi all’estero, nel 1924 De Feo fonda il Sindacato Istruzione Cinematografica, con l’intento di “creare un movimento di cultura a mezzo del cinema, di sana e preziosa diffusione dello schermo nelle scuole come ausilio didattico”. L’esigenza di perseguire obiettivi formativi in un contesto di sempre più articolati scambi con l’estero appare con ancora maggiore chiarezza nella attività di De Feo in qualità di Direttore del neonato Istituto Nazionale LUCE (1925) e, successivamente, dell’Istituto Internazionale del Cinema Educativo ICE (1927) sorto su iniziativa italiana nell’ambito della Società delle Nazioni. Nel 1929, De Feo fonda la Rivista Internazionale del Cinema Educatore, pubblicata in cinque edizioni (italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco), periodico dal quale scaturirà qualche anno più tardi la rivista Cinema. Un anno dopo, De Feo è tra i fondatori della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: come ha scritto Gian Piero Brunetta nella sua Storia del cinema italiano dal 1929 al 1945 (Roma: Editori Riuniti, 1982), “le esigenze di rilancio del Lido di Venezia di cui si fa promotore il conte Volpi di Misurata, si sposano con il progetto di far circolare nel Paese i prodotti cinematografici stranieri offrendo al contempo al cinema italiano palcoscenici internazionali”.

Con l’uscita dell’Italia dalla Società delle Nazioni, l’ICE chiude i battenti. Dalle sue ceneri nasce l’Istituto delle Relazioni Culturali con l’Estero, sempre sotto la medesima direzione.

Nei primi anni ’40, la salute di De Feo è sempre più compromessa dalla malattia che lo accompagna da alcuni anni ma che continua a sfuggire a precise diagnosi. Fin quando il medico che lo ha in cura, Giuseppe Lazzaro, riesce finalmente ad associarne i sintomi a quelli del feocromocitoma, prontamente ribattezzato dal paziente “defeocromocitoma”. Una ricerca di informazioni sulla terapia fa giungere dalla Gran Bretagna una rivista che illustra le fasi di un trattamento chirurgico: testo alla mano, De Feo viene operato.

È il 1944.

Due anni dopo, nasce la casa editrice Il Pensiero Scientifico. Giuseppe Lazzaro è il direttore della prima rivista, Recenti Progressi in Medicina, mensile di informazione e aggiornamento per il medico.

L’ansia di uscire dal lungo isolamento e dall’autarchia culturale del Paese provoca una risposta immediata: in dicembre, a soli due mesi dall’uscita del primo numero, Recenti Progressi in Medicina conta circa 5.000 abbonati.

Il volume di esordio è Penicillina, di Alexander Fleming, Nobel 1945 per la medicina e la fisiologia.

Alexander Fleming

Alexander Fleming

Nel frattempo vengono poste le basi per la diffusione dei primi libri: la distribuzione è affidata alle Messaggerie Italiane, la rete rateale alle Agenzie del Libro per Tutti.

1950-1960

Negli anni Cinquanta il catalogo si arricchisce di trattati di respiro internazionale come la Fonocardiografia clinica, di J. Schmidt-Voigt (la prima pubblicazione medica ad aver allegato uno strumento “sonoro”, un disco a 45 giri), il Trattato di endocrinologia di R.H. Williams e la Medicina Nucleare, di Aldo Perussia, edito nel 1953, accolto con entusiasmo dalla letteratura specialistica: “Un libro che dimostra la permanente vitalità del pensiero latino”, scrive La Presse Medicale; “Un’opera magnifica che fa onore alla scienza italiana”, commenta il Journal Belge de Radiologie.

Aldo Perussia

Aldo Perussia

Alla fine degli anni Cinquanta sono già tredici i periodici, molti dei quali orientati a quella comunicazione con l’estero che continua ad improntare il lavoro dell’editore: Scientia Medica Italica è pubblicato in quattro lingue a partire dal 1959; I Bronchi/Les Bronches è una importante rivista di pneumologia in co-edizione italo-francese; Progressi in Patologia Cardiovascolare, edizione italiana di Progress in Cardiovascular Diseases, nasce nel 1959.

1960-1970

Nella ricerca di integrazione tra cultura scientifica e umanistica, viene messo a fuoco il panorama della cultura medica in tutti i suoi aspetti. Il catalogo si amplia: si aggiungono, tra i periodici, la Rivista di Neurologia e la Rivista di Psichiatria e, tra i volumi, una “pietra miliare” come la Psicopatologia generale di Karl Jaspers (1964), nell’accuratissima edizione italiana di Romolo Priori.

Karl Jaspers

Karl Jaspers

Siamo negli anni Sessanta. Iniziano a delinearsi rivoluzionarie prospettive per la medicina, dal contributo della ricerca di base e della biologia molecolare fino alla chirurgia dei trapianti: nel 1962 James Dewey Watson, insieme a Maurice Wilkins e Francis Harry Crick, riceve il premio Nobel per la medicina e fisiologia, come coronamento delle sue ricerche sul DNA e nel 1967 Christiaan Neethling Barnard esegue il primo trapianto di cuore nell’uomo. Il catalogo dell’editore, ormai strutturato, offre risposte a tali nuove esigenze di aggiornamento. Dalla collaborazione con Sergio Cerquiglini, docente di Fisiologia dell’Università di Roma, nasce l’edizione italiana del trattato di Fisiologia umana di Bernardo Houssay e nel 1966 la prima versione della Fisiologia illustrata, di McNaught e Callander, capostipite di una serie di manuali illustrati dedicati a discipline mediche di base.

“A cosa serve un libro senza figure?” domanda l’Alice di Lewis Carroll. Il successo della serie dei “Testi illustrati” suggerirà l’edizione del periodico Medicina illustrata, diretto da Franco Tripodi, che nel 1976 ideerà e realizzerà un fortunatissimo manuale di Cardiologia illustrata. Protagonista di questa nuova serie di testi illustrati è la fisiopatologia: “Un quadro clinico è un mosaico di fatti patologici, di fenomeni di controregolazione, di conseguenze dannose di meccanismi originariamente difensivi, di interferenze morbose e farmacologiche”, scrive Tripodi. “Non essere in grado di differenziarli uno per uno comporta per il medico (e per il paziente) una grave punizione: sbagliare la chiave della terapia”. Tale originale impostazione, selettiva, coraggiosa nell’escludere argomenti eccessivamente specialistici o di non frequente riscontro nella pratica clinica, fedele nel rispecchiare un’impostazione essenzialmente “internistica”, è premiata da notevole successo.

1970-1980

La fine degli anni Sessanta vede anche l’emergere di nuove conflittualità sociali cui fa riscontro, nel settore della salute mentale, il serrato confronto sulla deistituzionalizzazione psichiatrica. Si apre la stagione di una socializzazione della Sanità e di una medicina sempre più a misura dell’uomo. Il Pensiero Scientifico Editore (così viene completata la ragione sociale) partecipa al clima di novità, offrendo il proprio contributo alla riaffermazione del diritto del singolo e della collettività a non ammalare, prima ancora che a godere di cure efficaci. Sui libri editi nella collana di politica sanitaria “Società e Salute” diretta da Giovanni Berlinguer e Alessandro Seppilli si formano molti giovani igienisti e specialisti in medicina sociale; la serie ospita – tra gli altri – il Significato di una Riforma, un libro di Alessandro Seppilli che sarà un riferimento per i decenni seguenti.

Giovanni Berlinguer

Giovanni Berlinguer

La collana “Società e Salute” diventa uno dei poli di aggiornamento di igienisti, epidemiologi, esperti di medicina del lavoro, bioetica e politica sanitaria; tra i titoli più significativi, La salute e i diritti dell’uomo, un’opera dell’Organizzazione Mondiale della Sanità commentata dai maggiori esperti italiani di salute comunitaria, medicina sociale e bioetica, e il manuale Educazione sanitaria di Maria Antonia Modolo. In quegli anni, il periodico più diffuso è la Rivista degli Ospedali che arriva nelle case di tutti i primari e aiuti ospedalieri, in virtù del patrocinio dell’ANAAO. È una delle prime esperienze italiane che ribadisce l’importanza di “produrre più salute per consumare meno medicina”, in un’ottica di complessiva riconsiderazione del rapporto tra operatori sanitari e utenti dei servizi.

Nel 1974 scompare il fondatore, Luciano de Feo, ma l’azienda conserva il proprio carattere familiare. Nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione e garante della continuità della linea editoriale è la figlia, Annamaria de Feo. Il direttore editoriale è Francesco De Fiore.

Adolfo Ferrata con i suoi allievi

Adolfo Ferrata con i suoi allievi

Il catalogo dei periodici si arricchisce di un’autorevole testata; è dello stesso anno, 1974, l’accordo con la Fondazione Adolfo Ferrata per l’edizione del bimestrale Haematologica, prestigioso organo della Società Italiana di Ematologia, diretto da Edoardo Storti.

Verso la fine degli anni Settanta la struttura commerciale si affida ad agenzie regionali di distribuzione per migliorare il servizio alle librerie. Ai testi di esclusiva pertinenza medica, infatti, si affiancano con sempre maggiore frequenza titoli di interesse più generale. Ad esempio, alcuni dei volumi editi in una nuova collana, la “Piccola Biblioteca di Neuropsichiatria”, che pubblicherà sotto la direzione di Raffaello Vizioli oltre 120 volumi: dalla Melancolia, di Tellenbach (1975), a L’esperienza esistenziale, di Harper (1975); dalla Fisiologia del sonno, di Koella (1974), alla Metapsichiatria, di Marchais (1976); dal Ruolo della diagnosi in psichiatria, di Kendell (1977) al Manuale di Psichiatria, di Antonio Balestrieri (1977, 1981).

La collana – che ospita anche una serie di fondamentali contributi di Bruno Callieri – lascia un segno nella cultura neuropsichiatrica italiana, anche per la controversa “multidisciplinarietà”, che propone un’integrazione costruttiva tra biologia e scienze umane. “È chiaro – scrive Vizioli nella Presentazione del primo volume – come sia ancora tutto oscuro in Psichiatria”. Molti tra i collaboratori della collana hanno avuto il merito e la capacità di “astrarre la figura dallo sfondo”, la qualità di esporre le cose essenziali, senza mai nuocere alla completezza delle informazioni.

Bruno Callieri

Bruno Callieri

In questi anni la collaborazione con prestigiose società scientifiche ed istituti di ricerca si intensifica ed è testimoniata dall’avvio di nuovi periodici e da innovative collane di volumi: il Consiglio Nazionale delle Ricerche affida al Pensiero Scientifico l’edizione dei “Quaderni di Documentazione del Progetto Finalizzato di Prevenzione delle Malattie Mentali” (la collana si completerà nel 1987 con la pubblicazione del ventunesimo volume).

Si apre la collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, il cui direttore Silvio Garattini è nel comitato di redazione della Rivista degli Ospedali.

Di grande rilievo la pubblicazione del Prontuario terapeutico per la medicina generale, la cui prima edizione è del 1978. Il libro è preparato dall’Istituto Mario Negri insieme con il Centro regionale di informazione sul farmaco della Regione Lombardia e la Federazione Italiana Medici Mutualisti. L’intento è provocatorio: sollevare perplessità tra coloro che si apprestano ad utilizzarlo. Infatti, il confronto tra il testo e le abitudini prescrittive porta inquietudini e dubbi: consultando il volume, numerosi medici si accorgono che molti farmaci tra i più usati sono superflui, talvolta dannosi. Nel 1982 sarà pronta la nuova edizione, preparata secondo le stesse modalità della precedente. Nel 1991, un nuovo Formulario per la medicina generale prenderà il posto del Prontuario: sarà redatto a compimento di un lavoro collettivo di 174 medici di famiglia che avranno proposto, discusso e revisionato i suoi contenuti.

Nel corso di un’indagine sulle prescrizioni pediatriche di farmaci nell’ambito della Cassa Mutua dei lavoratori delle Poste e Telecomunicazioni emerge che, in media, 4 farmaci su 5 vengono somministrati ai bambini senza una ragione correlabile con la diagnosi.

Gianni Tognoni con Alessandro Liberati, Albert Sacket e Giovanni Garattini

Gianni Tognoni con Alessandro Liberati, David Sackett e Silvio Garattini

A simili conclusioni giunge anche un altro studio condotto in ambito ospedaliero dalla Società Italiana di Pediatria. Il desiderio di riflettere con spirito critico su questi dati porta alla stesura di Bambini e farmaci (1979), volume che si sviluppa intorno all’obiettivo di restituire la prescrizione a “leggi” di semplicità, valutazione corretta del rapporto tra rischi e benefici, comprensibilità del rapporto tra sintomo-malattia-terapia sia da parte del pediatra che da parte del genitore, in un contesto nè magico nè autoritario di gestione della salute del bambino. Il libro circolerà in oltre centomila copie, confermando una linea di produzione che caratterizzerà Il Pensiero Scientifico Editore negli anni a seguire, fatta di libri-strumenti mirati a promuovere l’uso consapevole e vigile dei farmaci da parte del medico. Curatore di alcuni tra questi testi è Gianni Tognoni, ricercatore del Mario Negri, alla cui creatività si devono numerosi tra i più suggestivi percorsi intrapresi dalla casa editrice, tra cui la Rivista dell’Infermiere, periodico profondamente innovativo, nato nel 1982.

1980-1990

Alla fondazione della Rivista dell’Infermiere, che dopo venti anni assumerà il titolo di Assistenza Infermieristica e Ricerca, fa seguito, un anno dopo, il bimestrale Ricerca & Pratica, anch’esso redatto dall’équipe dell’Istituto Mario Negri, uno dei pochi periodici medici italiani che non ospita pubblicità farmaceutica. Questa rivista e il Giornale Italiano di Farmacia Clinica, organo ufficiale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (il cui primo quaderno è del 1987) sono tra i referenti italiani del Drug Utilization Research Group, un organismo internazionale che lavora alla promozione di un uso corretto del farmaco. La sezione del DURG Italia cura nel 1988 il Prontuario terapeutico commentato (seconda edizione nel 1992) e collaborerà alla redazione dei Centocinquanta farmaci per il medico di famiglia (1993). L’insieme di attività contribuirà in misura significativa a quella “rivoluzione” (“from chaos towards cost-effectiveness”) descritta da The Lancet come esemplare processo di revisione della politica farmaceutica nazionale; all’instaurarsi – in sostanza – di una rinnovata cultura terapeutica nel nostro Paese, più vicina agli standard internazionali ed improntata a maggiore equità ed affidabilità scientifica. L’esperienza maturata nel corso di diversi decenni conduce la casa editrice a collaborare a partire dal 2002 con il Ministero della Salute all’elaborazione della rivista di medicina più diffusa in Italia, il Bollettino di Informazione sui Farmaci, rivista istituzionale che si rivolge ai medici e ai farmacisti italiani con l’obiettivo di promuovere l’informazione e la crescita professionale in campo sanitario e in particolare nell’area dei farmaci.

L’epidemia da HIV, manifestatasi in tutta drammaticità a partire dallo scorso decennio, pone problemi nuovi e di sempre maggiore complessità, richiedendo l’acquisizione da parte di figure professionali diverse, di conoscenze e competenze rimaste fino a poco tempo prima patrimonio di gruppi ristretti di specialisti. Il rapidissimo evolversi delle conoscenze e l’urgenza di fornire risposte ai problemi medici e sociali ha nei periodici scientifici lo strumento più adatto per garantire una adeguata circolazione delle informazioni all’interno della comunità medica. Per iniziativa di Giuseppe Ippolito, anche l’Italia, con la nascita del Giornale Italiano dell’AIDS, nel dicembre del 1990, si dota di uno strumento – di rigorosa attendibilità scientifica – capace di raccogliere i contributi che i ricercatori e i clinici del settore affidano alla pubblicazione. Le nuove prospettive offerte dallo sviluppo della tecnologia e dall’applicazione dell’informatica in sanità favoriscono l’edizione di nuovi periodici e di opere di diagnostica per immagini in medicina, come l’Ecocardiografia mono e bidimensionale, di Alessandro Boccanelli e Giancarlo Gambelli, che riscuote un successo di sorprendenti proporzioni, giungendo ad essere diffusa – in diverse edizioni – in oltre quindicimila copie.

Giuseppe Ippolito

Giuseppe Ippolito

Accanto a specifici strumenti di aggiornamento clinico come questi descritti, la casa editrice inizia a proporre delle guide dedicate ad aspetti importanti – anche se a volta trascurati – del lavoro dell’operatore sanitario. Nella nuova collana dei “Libri con la Spirale” (così chiamati per il tipo di confezione adottata) escono tra l’altro le guide all’How to do it del British Medical Journal (in italiano, Il medico manager), Vivere da medico, di Alpert e Wittenberg, Come gestire lo studio medico, di Aluise. In questo filone si inseriscono le guide alla preparazione dei testi medico-scientifici, direttamente preparate dalla redazione della casa editrice, oggi opere di riferimento per migliaia di clinici e ricercatori universitari ed ospedalieri.

Pubblicato nella stessa serie, Il medico e il counseling, di Giorgio Bert e Silvana Quadrino, fornisce gli strumenti per una migliore gestione dei meccanismi della comunicazione tra medico e utente dei servizi sanitari; Comunicare con il paziente extracomunitario (1991), una guida che contiene un vocabolario essenziale in sei lingue, con voci relative a problemi medico-sanitari rappresenta il primo atto di una collaborazione con i responsabili medici della Sezione italiana di Amnesty International: favorirà la pubblicazione del libro Medici e tortura, nel 1993. Dal lavoro quotidiano del gruppo di operatori sanitari e sociali vicini ad Amnesty e dalla campagna mondiale di informazione “Non sopportiamo la tortura” nascerà un’altra preziosa testimonianza, Guarire dalla tortura, edita nel 2002.

“Avviare alla lettura uno studente o un giovane medico, nel senso più ampio del termine, vuol dire comunque contribuire alla sua formazione medica”, ha scritto J. Trautmann. Successivamente alla pubblicazione di una selezione di lettere al New England Journal of Medicine, Scarpe slacciate e altre strane malattie, altri libri hanno esplorato i rapporti tra medicina e letteratura, contribuendo a sottolineare il legame tra le due discipline. Come testimoniato dalla esistenza nei programmi di numerose università statunitensi di insegnamenti universitari di Literature and Medicine, oltre ad offrire un contributo alla preparazione “umanistica” del medico, i più moderni strumenti di analisi letteraria possono suggerire modalità simili per sezionare, criticare ed infine rafforzare le stesse basi epistemologiche della medicina.

Giancarlo De Cataldo

Giancarlo De Cataldo

Il Pensiero Scientifico Editore, a partire dalla fine degli anni Ottanta, ha portato alla attenzione dei lettori italiani una serie di interessanti antologie: le versioni di due raccolte tematiche di racconti – su cardiologia e disturbi della digestione – curate da un’associazione britannica, la General Practitioners Writer’s Association; Consulti, insulti e pareri inconsulti, una panoramica sui nessi tra medicina e umorismo che spazia da Charles Dickens a Woody Allen; Camici bianchi e impronte digitali, un’antologia sull’influenza della scienza medica nella letteratura gialla e poliziesca curata da Giancarlo De Cataldo, magistrato e scrittore di libri gialli, e Tiziana Pomes, avvocato. Il metodo diagnostico seguito dal medico e il procedimento indiziario che guida il detective sono sempre stati legati da un’intima connessione, ovvero: quanto è simile la semeiotica medica al procedimento investigativo? È una delle prime esperienze di De Cataldo nella narrativa: dopo qualche anno, il magistrato sarà diventato uno degli autori più conosciuti d’Italia, con il grande successo di Romanzo criminale.

1990-2000

Oltre a queste, altre “incursioni” suggeriscono allo scrittore Oreste Del Buono (L’Espresso del 14 marzo 1993) uno spiritoso commento ad una nuova “esplosiva” creatura, le videocassette CardioBlob e NeuroBlob realizzate in collaborazione con Enrico Ghezzi e Marco Giusti, autori del programma televisivo Blob, trasmissione costruita con spezzoni, ritagli e frammenti di cinema e televisione: “Appunto perché scientifico, il Pensiero della casa editrice non poteva conoscere stagnazione e si è spinto in avanti provandosi a superare la diversità del libro medico con specifiche iniziative editoriali in grado di superare il divario e di immettersi nei canali della distribuzione normale …”

Nel settore della salute mentale, l’esperienza della “PBN” e dei “Quaderni” del CNR si rinnova nella collaborazione con differenti Scuole psichiatriche. Grazie all’intesa con il Servizio di Psicologia Medica dell’Università di Verona, WHO Collaborating Centre for Research and Training in Mental Health and Service Evaluation, diretto da Michele Tansella, si pongono le basi per la produzione di strumenti capaci di fornire al medico anche non specialista una preparazione capace di fronteggiare le frequentissime consultazioni di tipo psichiatrico nella medicina di base.

Michele Tansella

Michele Tansella

Studi condotti in Italia e all’estero indicano che fino al 35% dei pazienti che si recano dal medico di famiglia presenta disturbi psichici e oltre il 70% di alcune classi di psicofarmaci è prescritto nella medicina generale. Dal manuale Gli psicofarmaci nella pratica terapeutica, curato da Cesario Bellantuono e Michele Tansella (tre edizioni: 1984, 1989, 1993) e dalla guida I disturbi psichici nella medicina generale (oltre 40 mila copie diffuse) provengono risposte autorevoli e puntuali ai bisogni conoscitivi dei molti lettori. La stessa équipe lavora alla versione italiana delle Schedules for the Clinical Assessment in Neuropsychiatry (SCAN 2.1) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed al manuale Psichiatria nella pratica medica, di David Goldberg e collaboratori. Il trimestrale Epidemiologia e Psichiatria Sociale si affianca ad altre monografie di interesse correlato. Michele Tansella raccoglie i popri scritti nel reading Le radici psicosociali della psichiatria.

Altre Scuole, con costanza trentennale, contribuiscono alla progettazione di volumi e periodici: Paolo Pancheri, condirettore della Rivista di Psichiatria, è curatore di numerosi testi specialistici alcuni dei quali frutto delle esperienze della Fondazione Italiana per lo Studio della Schizofrenia; Gaspare Vella è il fondatore di Noós, oggi diretto da Alberto Siracusano, docente di Clinica psichiatrica all’università romana di Tor Vergata, trimestrale a carattere monografico aperto alla collaborazione di noti esperti italiani ed esteri e coordina diverse monografie di aggiornamento.

Autori assai noti in ambito psicoanalitico sono presenti in catalogo: Donald Winnicott, Hanna Segal, John Klauber, Saul Friedländer, Janine Chasseguet Smirgel, Silvano Arieti, fino a Peter Gay, tra i più noti biografi di Freud, autore di Freud: percorsi di lettura, un viaggio tra gli interessi ed i gusti del padre della psicoanalisi. Anche in questo ambito, la pubblicazione di monografie si accompagna a quello di periodici. Nel 1997 saranno sei, con la nascita di Psicoanalisi, semestrale dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi, affiliata alla International Psychoanalytical Association.

Gli accordi con l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori per l’edizione del bimestrale Tumori, con la New York Heart Association per la nuova versione della Nomenclatura e criteri per la diagnosi delle malattie del cuore e dei grandi vasi, con l’American Association of Blood Banks per l’edizione del manuale di Terapia trasfusionale o con l’International Association for the Study of Pain per la versione italiana della Classificazione del dolore cronico testimoniano le continue occasioni di collaborazione con le più qualificate società e istituzioni scientifiche italiane e straniere per la diffusione dei documenti da esse prodotti. Il rilievo di tali intese è nell’elevata qualità dei contenuti filtrati da istituzioni scientifiche indipendenti e garantita da più rigorose procedure di raccolta e convalida dei dati, qualità che si accompagna ad autorevolezza e credibilità.

La pubblicazione di importanti reference book, come il Dizionario Oxford di Medicina e Scienza dello Sport, in collaborazione con la Scuola dello Sport del Comitato Olimpico Nazionale Italiano o il Dizionario Cambridge di Statistica Medica (1998) è indicativa della determinazione a produrre strumenti di facile uso e di particolare fruibilità. Opere più recenti di questo genere sono Le parole della nuova sanità, maneggevole dizionario critico curato da Antonio Federici e il Dizionario italiano/inglese di Psichiatria, redatto da Hugo Bowles, con la collaborazione di Carmine Pariante e Paola Dazzan.

I “Libri con la spirale” diventano la collana “Spazi”, luogo editoriale che – per primo in Italia – si apre a testi su argomenti del tutto inediti, come la produzione e l’implementazione di linee-guida in medicina (con un libro di Roberto Grilli, Alessandro Liberati e Angelo Penna), il nuovo sistema di finanziamento degli ospedali (di Francesco Taroni), gli screening (Stefano Ciatto); una produzione intensa conferma l’intenzione di sostenere il diffondersi anche in Italia di una cultura della valutazione del sistema sanitario e delle prestazioni erogate, nonché dei contenuti qualificanti l’epidemiologia clinica che – lungi dal caratterizzarsi come una sub-specialità medica – deve riuscire a fecondare l’attività del medico riorientando la sua attenzione verso una visione prospettica di popolazione a partire dalla “gestione” del singolo paziente. L’attenzione per una “medicina delle prove di efficacia” si inserisce in questo contesto. Scaturita da un processo lungo qualche decennio, la evidence-based medicine suggerisce che ogni decisione clinica sia basata sulle più solide evidenze scientifiche disponibili, che il ragionamento del medico sia costantemente supportato da strumenti statistici ed epidemiologici corretti e che la pratica medica sia continuamente sottoposta a verifica. In sostanza, che la gestione della salute dei cittadini sia determinata da comportamenti motivati ed informati e non casuali.

Nel 1997 la casa editrice pubblica il primo testo italiano sulla EBM, La medicina delle prove di efficacia, voluto e curato da Alessandro Liberati, fondatore della sezione italiana della Cochrane. Il libro raccoglie in modo sistematico i contributi di chi in Italia ha introdotto e praticato la EBM: tra gli altri, Luigi Pagliaro, per la medicina in ospedale; il gruppo del Centro studi e ricerche in medicina generale (Vittorio Caimi, Massimo Tombesi, tra gli altri) per la medicina di famiglia; Nello Martini e Silvio Garattini, il cui impegno ha riorientato la pratica prescrittiva dei farmaci nel nostro paese.

Alessandro Liberati

Alessandro Liberati

È ancora Il Pensiero a riproporre in Italia la visione di Archibald Cochrane attraverso la riedizione del libro al quale il movimento internazionale della EBM fa riferimento: le “random reflections” di Archie (Efficienza ed efficacia) sono riproposte ai lettori italiani in un’edizione presentata da Alessandro Liberati e Stefano Cagliano, corredata anche da un’introduzione di Sir Iain Chalmers, tra i fondatori della Cochrane e direttore della James Lind Library, e da una nota di Chris Silagy.

Nel 1997 è nata la collana Tracce, raccolta organica e strutturata di libri tascabili nel settore della medicina, nella quale convivono testi più specialistici e libri destinati ad un pubblico più ampio (Libertà di cura, libertà di terapia, del magistrato Amedeo Santosuosso, Fatti e cifre dei tumori in Italia, realizzato in collaborazione con la “Lega italiana per la lotta contro i tumori” e con l'”Associazione italiana registri tumori“, e Nascere e crescere oggi, curata dall’Istituto “Mario Negri”.

La presenza del Pensiero Scientifico Editore su Internet già a partire dalla seconda metà degli ’90 è un chiaro segnale dell’interesse per l’evoluzione delle nuove tecnologie e per gli innegabili vantaggi che un confronto sempre più serrato, tempestivo e ravvicinato può arrecare alla comunità scientifica. Facendo comunque attenzione a non associarsi in modo acritico alla “retorica della globalizzazione” che sembra non curarsi del rischio che gli anelli più deboli di questa catena planetaria – presenti trasversalmente in ogni società – perdano progressivamente contatto, isolandosi definitivamente dalle comunità tecnologicamente più avanzate.

I servizi disponibili in Rete integrano quelli tradizionali, precisando il profilo della casa editrice che, da semplice information broker si propone come «luogo» di orientamento per chi lavora in Sanità. Una delle possibili “bussole” utili per navigare nell’oceano di informazioni stampate e virtuali che solo in parte risultano essere controllate o convalidate. Lo scenario nel quale la casa editrice aveva visto la luce è radicalmente cambiato: la domanda di informazioni è pari alla facilità di ottenerle ed alla difficoltà di verificarne l’attendibilità. Quasi il 50% dei medici statunitensi accede ad Internet, siano essi specialisti o di medicina generale. Chi, però, ha provato a trovare sulla web soluzioni a problemi clinici solo nell’1% dei casi si è visto proporre risposte evidence-based, frutto cioè di revisioni sistematiche o di studi clinici metodologicamente corretti. Non è un caso che il capitolo forse più originale di uno dei libri di maggiore successo pubblicati nel corso del 1998, Internet in medicina di Eugenio Santoro, sia proprio quello che discute la qualità delle informazioni su Internet. La diffusione del libro è testimonianza di come sia possibile immaginare sinergie tra la stampa e le nuove tecnologie di comunicazione. Ciò vale anche per la guida all’uso di Medline su Internet, di Iannucci e Tringali, che valorizza una delle opportunità più significative che la Rete offre al medico ed al documentalista scientifico. I due libri sono ospitati nella collana Spazi, di cui nel corso del 1999 sono state precisate le finalità e rinnovata la veste grafica.

Dal 2000 ad oggi

Con l’aprirsi del nuovo millennio, da uno spin-off del Pensiero nasce l’agenzia multimedia Think2it, che assume il ruolo di partner privilegiato della casa editrice per quanto riguarda lo sviluppo di prodotti online. Tutte le riviste del Pensiero affiancano l’edizione tradizionale con un sito progettato secondo i criteri condivisi a livello internazionale per il medical publishing.

La evidence-based medicine è nella sua maturità. Una riflessione nuova, complessa, basata sul libro di Alessandro Liberati del 1997 e di nuovo da lui curata esce con il titolo di Etica, conoscenza e sanità. Parallelamente, si moltiplicano i progetti volti a migliorare la capacità dei professionisti sanitari a valutare criticamente l’informazione scientifica: è emblematico il caso del libro Attenti alle bufale, dell’epidemiologo italo-inglese Tom Jefferson. Tom cura anche un blog, e si rende disponibile per attività formative girando l’Italia in workshop residenziali… Siamo intorno al 2005: due anni dopo uscirà una guida molto sintetica curata dai ricercatori dell’EBM Centre di Oxford e nel 2008 un piccolo libro di grande successo in lingua inglese che spiega la EBM accostandola al metodo investigativo di Sherlock Holmes.

Tom Jefferson

Tom Jefferson, qui con l’editor-in-chief del BMJ, Fiona Godlee

La maggiore visibilità del Pensiero Scientifico conseguente alla forte presenza su internet si traduce nell’avvio di una nuova collana di libri formulata come serie di domande e risposte sui temi come depressione, epilessia, alimentazione, psicologia, tumori, arricchita in seguito di altri titoli, curate da autorevoli studiosi. Sulla base di questa collana la casa editrice assume coordinamento e curatela scientifica del portale Yahoo! Salute, nato nel 2003. È un progetto di grande interesse, soprattutto perché rappresenta il primo tentativo, in Italia, di un dialogo con gli utenti su questioni riguardanti la salute e la malattia caratterizzato da un approccio saldamente ancorato alle prove di efficacia.

Crescono le collaborazioni con le istituzioni: il Ministero della Salute affida al Pensiero la cura di programmi di formazione a distanza sul rischio cardiovascolare sul dolore nell’ambito dell’esperienza del Progetto ECCE. La casa editrice vince il bando di gara e si vede assegnare da parte della Agenzia Italiana del Farmaco il rilancio e la cura editoriale del Bollettino di Informazione sui Farmaci, rivista che giunge ogni due mesi all’indirizzo di oltre 320 mila medici e farmacisti italiani. Il Centro Nazionale Trapianti affida al Pensiero la cura del proprio sito istituzionale e delibera il patrocinio della rivista Trapianti, di proprietà della casa editrice. Nel 2006, la Provincia Autonoma di Bolzano inaugura – con il supporto del Pensiero – il progetto della Biblioteca Medica Virtuale, la prima esperienza di informazione medico-scientifica pubblica italiana che integra l’accesso a 3500 risorse documentali e bibliografiche con percorsi tematici interdisciplinari di e-learning. Il progetto diventa modello di altre esperienze: nel 2015 nasce la Biblioteca Alessandro Liberati del Servizio Sanitario della Regione Lazio, intitolata ad un amico e autore della casa editrice, fondatore del Centro Cochrane italiano.

Nel luglio 2013, con la morte di Francesco De Fiore, la presidenza del Consiglio di amministrazione è stata assunta da Luca De Fiore, direttore generale della casa editrice dal 1992.