Si sente sempre più spesso parlare di big data, delle loro potenzialità e di come in futuro cambieranno le nostre vite. Tuttavia, un grande volume di dati non corrisponde automaticamente a una migliore qualità delle inferenze e delle applicazioni che da queste derivano. Il punto di vista dell’epidemiologo: Paolo Vineis.
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Tanti dati non fanno una teoria
“Alcuni dei teorici dei big data pensano che questo profluvio di dati sia di per sé una scienza”. Elena Gagliasso, docente di Logica e Filosofia della scienza presso l’Università “La Sapienza” di Roma, crede invece che, per quanto numerosi, i dati da soli non possano mai fornire un calco fedele della realtà o della conoscenza.

