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Attenti ai numeri

Secondo i dati demografici ISTAT la mortalità nel 2015 è cresciuta di decine di migliaia di morti rispetto al 2014. Ma sarà vero? In un’intervista doppia Giuseppe Costa e Francesco Forastiere, entrambi epidemiologi, si confrontano sulle possibili spiegazioni di questi dati che hanno “lasciato stupefatti i demografi e studiosi non pronti a variazioni demografiche così improvvise” e sulle possibili implicazioni che potrebbero avere nelle politiche del nostro Paese.

Soddisfatti e informati

Il paziente informato è più sereno, stimola il medico a studiare di più, “consuma” meno medicina, partecipa di più alla ricerca clinica e solleva meno contenziosi nei confronti del sistema sanitario nazionale. Nel tracciare l’identikit del paziente informato, Marco Bobbio…

La prevenzione in fasce

Seguire più di tremila neonati italiani dalla nascita fino all’età adulta. È il progetto di ricerca e sanità pubblica Piccolipiù che ha come obiettivo generale quello di osservare, attraverso un monitoraggio nel tempo, la crescita e la salute dei bambini…

La “terra dei fuochi” tra botta e risposta

I nuovi dati dello studio SENTIERI sulla mortalità nella "terra dei fuochi" sollevano reazioni di segno opposto. Su La Repubblica Roberto Saviano commenta che (in ritardo) abbiamo le prove: “è ora che le istituzioni finalmente rispondano”. Dall'altra parte c’è chi sostiene che gli eccessi di mortalità non possono essere messi in correlazione con i rischi ambientali e non fanno altro che creare allarmismo. Dove sta la verità? La parola all’Associazione Italiana di Epidemiologia.

La ricetta per una ricerca perfetta?

Purtroppo la ricetta ideale non c’è. Prendiamo come esempio il caffè. PubMed raccoglie oltre 35 mila studi sul consumo di caffè, ma sono pochi quelli affidabili. Questo perché, si sa, abbondanza non è sinonimo di qualità. Less is more? Diversi sono i fattori da tenere in considerazione per fare della buona ricerca in campo nutrizionistico e per una lettura critica dei risultati, in un’ottica di promozione della salute.

Sulla via della sicurezza

In un botta e risposta serrato, David Healy spiega a David Tovey le proprie perplessità sui limiti degli studi clinici randomizzati nel valutare la sicurezza dei farmaci. L’editor della Cochrane Library sembra d’accordo. E, rispondendo a sua volta ad una domanda di Healy, conferma che un altro importante ambito orfano di ricerca e trasparenza è quello dei dispositivi medici.

L’eccesso di imaging diagnostico in cardiologia

Ogni anno si eseguono circa 5 miliardi test di imaging diagnostico. Due terzi di questi esami utilizzano radiazioni ionizzanti provati cancerogeni e almeno un terzo è parzialmente o totalmente inappropriato. Su Recenti Progressi in Medicina, Clara Carpeggiani riflette sull’eccesso della diagnostica per immagini in cardiologia: “L’imaging non appropriato porta costi sempre più esorbitanti con benefici sempre più marginali e rischi potenziali fino all’errore”.  Quello che serve è un miglioramento della consapevolezza radiologia e una governance innovativi che penalizzi la medicina inutile.
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