Descrizione
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La sanità italiana dispone oggi di un investimento finanziario complessivo pari a circa l’8,5% del PIL articolato in due componenti: la spesa pubblica, che sostiene il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e che rappresenta circa tre quarti del totale, e la spesa privata che rappresenta storicamente un quarto del finanziamento.
Sin dalla sua configurazione attuale – inaugurata nel 1978 con la nascita del SSN di tipo Beveridge – il sistema sanitario italiano si configura, quindi, come strutturalmente duale.
La spesa pubblica – espressione della finanza pubblica e dei vincoli economici e politici che la determinano – dopo una costante e significativa riduzione sembra essersi stabilizzata al 6,5% del PIL. La spesa privata, anche quando osservata all’interno di un trend molto lungo, appare invece sostanzialmente immutata nel tempo e prossima al 2% del PIL.
Le risorse che il Paese destina alla salute appaiono sottodimensionate rispetto ai principali Paesi UE direttamente confrontabili. In particolare il SSN evidenzia criticità e richiede una importante opera di manutenzione di tutte le sue componenti, finanziarie e organizzative.
Quale futuro si prospetta per la sanità italiana?
Le opzioni possibili sono più di una e le ricerche e le analisi contenute in questo volume si pongono come un contributo all’individuazione di una evoluzione concretamente realizzabile, senza tradire i valori fondanti dell’universalismo e della solidarietà.

