Descrizione
Rimanere sulla soglia non è una condizione di indecisione, ma una questione di equilibrio.
Per creare le tende nelle stanze degli abbracci, in epoca di coronavirus, è stato a volte utilizzato lo stesso tessuto con cui si realizzano le mongolfiere: diaframma sottilissimo per consentire il contatto e la protezione, una soglia a cui avvicinarsi e da cui, al tempo stesso, essere raggiunti dall’altro. È a questa immagine che ricorrono gli autori, un infermiere e un’assistente sociale, per proporre un’emozionante riflessione sul senso della cura, dell’integrazione sociosanitaria e della fragilità umana, realizzata attraverso la narrazione delle loro esperienze personali e professionali. Cadenzato da momenti di ironia e arricchito da richiami letterari e musicali, il testo racconta un mondo fatto di relazione e di senso della comunità, nella ricerca di un equilibrio costante tra tecnica della cura e umanità: una risposta contro l’individualismo e l’egoismo, un invito a riscoprire il valore della relazione e della solidarietà. Si rivolge a professionisti della salute, studenti e docenti di scienze infermieristiche e servizio sociale, operatori della relazione d’aiuto, ma anche lettori interessati a temi di cura e comunità.
Testi introduttivi di Barbara Mangiacavalli e Barbara Rosina.



