Descrizione
È un percorso importante e allo stesso tempo affascinante quello che Sandro Spinsanti disegna nell’ambito della bioetica, della medicina narrativa, della Slow Medicine e delle medical humanities: tematiche familiari per chi si occupa della qualità della cura, che rischiano di essere trascurate se confrontate con problemi come la scarsità delle risorse e la necessità di riorganizzare i servizi per includere il crescente numero di cittadini tagliati fuori dalla sanità pubblica, ma che non possono essere ignorate.
Per questo Spinsanti ci invita ad avventurarci con lui su un terreno impegnativo, quello in cui prende forma la buona cura: un territorio pieno di conflitti, in cui vengono rimessi in discussione ruoli e comportamenti standardizzati da secoli.
È il cantiere aperto della nuova pratica della cura, di cui l’autore mette in evidenza gli aspetti più promettenti, i motivi di speranza, i segnali positivi sia per chi la cura la eroga nelle sue molteplici forme (pietas familiare, solidarietà sociale e soprattutto professionalità sanitaria) sia per chi la riceve.
Dovunque ci si collochi, tra questi due ambiti, è verso l’altra sponda che ci si deve muovere nel cercare la giusta risposta ai problemi di salute, poiché la buona cura non può nascere se non dall’incontro e dalla collaborazione. Ed è una questione che riguarda tutti, perché, ci ricorda Spinsanti, nella cura siamo immersi.



