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Acqua e salute in prima linea

Quanta acqua consuma un ospedale come quello di Bolzano?

Bisogna fare un distinguo tra acqua minerale e acqua di acquedotto. Per quanto riguarda quest’ultima il consumo annuo oscilla tra i 400.000-450.000 m3 considerando globalmente l’utilizzo di acqua dell’intera struttura, e quindi sia per il personale che per i pazienti che, infine, per le altre attività connesse con il ricovero, con le prestazioni ambulatoriali e con le altre attività di supporto. In quest’ultimo anno il consumo di acqua di acquedotto è stato superiore raggiungendo i 500.000 m3 e l’aumento è correlabile all’attuale presenza di un cantiere per i lavori di ampliamento dell’Ospedale che aggiunge un’ulteriore quota di consumo d’acqua.

A quanto corrispondono 500.000 metri cubi di acqua?

Prendendo come riferimento i posti letto attivi che sono 850, il consumo di acqua di acquedotto è di 1600 litri al giorno per posto letto.

E quanta acqua in bottiglia?

Il consumo è di 574 mila litri all’anno di acqua in bottiglia, comprensivi della forma liscia e di quella gasata, e comprensivi anche del consumo del personale. In media 1,9 litri per posto letto al giorno.

Vengono fatti dei controlli di qualità dell’acqua?

L’acqua di acquedotto viene in parte dall’acquedotto municipale, i cui controlli ricadono sotto la responsabilità del Servizio di Igiene di Sanità pubblica dell’ASL che esegue rigorosamente quelli prescritti dalle norme vigenti, e in parte viene pompata da un pozzo dell’Ospedale. La qualità di quest’ultima viene invece monitorata da una Società esterna specializzata in tale tipo di analisi che esegue due controlli all’anno dello stesso di quelli eseguiti sull’acquedotto pubblico. A questi si aggiunge una serie di misure speciali di controllo della qualità, condotte all’interno dell’Ospedale in collaborazione con il Servizio di Igiene Ospedaliera, tra cui la lotta alla Legionella pneumofila, che rappresenta un pericoloso contaminante in ambito ospedaliero. Come è noto gli impianti di condizionamento e le reti interne dell’acqua calda, costituiscono dei siti favorevoli per la diffusione di questo batterio. Per prevenire la legionellosi l’Ospedale di Bolzano applica le linee-guida dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e per la Sicurezza del lavoro (ISPESL) che prevedono particolari misure di monitoraggio e di lotta a tale germe.
 
C’è un controllo sugli sprechi?

Certamente. La strategia si basa su diversi provvedimenti quali ad esempio l’installazione di rubinetti frangi getto, riduttori di flusso per le docce, rubinetto con il controllo dell’erogazione a risparmio con la doppia quantità di erogazione, sciacquoni del wc a doppia erogazione. Questi provvedimenti vengono, però, presi a mano a mano che nella vecchia struttura si rende necessario la sostituzione degli erogatori d’acqua o in occasione di lavori di ristrutturazione. Un altro provvedimento per contenere lo spreco d’acqua riguarda l’irrigazione delle aree verdi e giardini della struttura: l’irrigazione non è automatizzata ma gestita personalmente dai giardinieri che innaffiano quanto serve e con la frequenza corretta.

Che acqua beve il paziente a Bolzano?

L’acqua del rubinetto di Bolzano è di buona qualità anche dal punto di vista organolettico. In città c’è un ampio consumo di acqua del rubinetto. Immagino quindi che i nostri pazienti a casa bevano in alta percentuale l’acqua di rubinetto. In ospedale, invece, bevono quasi esclusivamente l’acqua in bottiglia in quanto per esigenze tecniche quella di rubinetto, pur essendo potabile, è “addolcita”. Com’è noto la riduzione del contenuto di calcare e di sali in generale (procedura comunemente definita come “addolcimento”), allo scopo di prevenire i danni alle numerose e delicate apparecchiature ospedaliere, la rende piuttosto “piatta” e spiacevole al gusto.

Lei che acqua beve a casa?

Rigorosamente quella di rubinetto.

Considera l’acqua un bene pubblico o un bene privato?

Direi proprio pubblico in tutte le sue forme. Il valore dell’acqua lo paragonerei a quello dell’aria.

 

8 giugno 2011

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