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Con Twitter un congresso a km zero

Per la settima volta, ecco il Congresso internazionale sulla Peer Review and Biomedical Publication. Un’invenzione di Drummond Rennie che oggi molto più che in passato sembra essere di grande attualità: l’editoria scientifica è assediata da distorsioni, falsificazioni, truffe e dalla persistente tentazione di non rendere trasparente l’attività di ricerca. Cinquecento persone a Chicago più Richard Smith, che, giustamente, sostiene che non c’è più bisogno di andare ai congressi: “Mentre voi andate in canoa o fate l’amore, ci penso io a tweettare quel che c’è di più interessante…” Per chi non l’ha seguito in diretta, ecco il congresso tweettato da @Richard56.

ChicagoSono in viaggio per Chicago senza calze. È la mia prima volta. | “La gente può scrivere sul modulo per autori ‘Non ho fatto assolutamente nulla’. A me sta bene.” Drummond Rennie. | Si sa da 15 anni che la authorship nella scienza è un filo rotto, ma non possiamo abbandonarlo. Come il White Russian |Il 4% della gente crede che Elvis sia ancora vivo: è lo stesso 4% che crede alla authorship nella scienza? | Non perdete tempo a cercare una definizione concreta di authorship. Piuttosto, domate il vento e le maree: più aria fresca. | Onorato di avere incontrato Eric Turner che ha dimostrato un enorme bias negli studi sugli antidepressivi. | Studio interpretato da alcuni psichiatri come ‘Le nostre terapie non funzionano e siamo tutti truffatori’. | Studio che andrebbe ripetuto per tutte le classi di farmaci. | Paul Glasziou sta lavorando ad una Pharmacopeia of non-pharmaceutical treatments. Terribilmente necessaria. Sbrigati Paul. | Il messaggio di John Ioannidis che gli studi sulle “grandi riviste” hanno più probabilità di essere sbagliati sembra non riesca mai a passare. Manda in frantumi il nostro mondo così accogliente. | Non c’è più bisogno di andare ai congressi. Semplicemente seguire i tweet stando in canoa o a letto col vostro efebo preferito. Molto più salubre. | È ora che la scienza stia con la verità invece che con le carriere. | È tempo di farla finita con i direttori per hobby ma non è una convinzione diffusa. L’editoria scientifica è un’impresa di dilettanti incorporata in enti che fanno grandi profitti. | Entusiasmo per un falso referee che ha dato il parere su 24 articoli propri. Sempre rispondendo in 24 ore ha dato il via libera. | In una sala con 500 direttori circa 6 avevano svolto un training prima di prendere il posto. Fortuna che non è così per i chirurghi. | Perché il COPE con 8500 membri ha lo stesso numero di casi di cattiva condotta di quando gli iscritti erano 20? 1. Perché i direttori non sanno di essere iscritti al COPE. 2. Perché devono essere sensibilizzati alla cattiva condotta. E per lo più non lo sono. | PLoS non sta facendo nulla di quel 16% di articoli proposti che ha “grandi” problemi di plagio. Negligenza? Ho capito male? | “Se è interessante è sbagliato”. Si dice tra i fisici e lo riporta Phil Campbell di Nature. | “Il nostro processo di selezione degli articoli è lo stesso di 30 anni fa.” Phil Campbell, Nature. | “L’eccessiva importanza delle riviste ad alto impatto è il primo di tutti gli altri errori.” Phil Campbell, Nature. Ha ragione. | Molte università stanno diventando indistinguibili dalle Contract Research organizations. Nessun nome, ma Houston è stata citata. | “Ci sono degli articoli che ci piace pubblicare solo perché sono divertenti.” Phil Campbell, Nature. Grande, mi sa. |

Peer review congress5 tipi di amore non corrisposto da uno studio su Sage Open: 1. cotta per qualcuno non disponibile, 2. cotta per qualcuno nelle vicinanze… | 3. rincorrendo un oggetto d’amore, 4. nostalgia di un amante passato, 5. un rapporto di amore impari. | L’amore non corrisposto è quattro volte più frequente di quello ricambiato. Ottime notizie per gli editori di poesia. | Una rivista chiede il protocollo di un lavoro pubblicato. “Dateci due settimane e lo scriviamo”. | La metà delle mail di richiesta dati torna indietro. Metà degli autori non risponde. Il 20% di chi risponde dice di no. Una vergogna. | I dati di 20 anni fa sono essenzialmente non disponibili. Risposta: chiedere di depositare i dati alla pubblicazione. | La Purdue University ha creato un archivio di dati ma nessuno lo usa. | La Norvegia vieta la conservazione di dati da studi sull’uomo per oltre 5 anni. Insensato. | Il Canada richiede ai ricercatori di conservare i dati 25 anni. | Per 10 mila dollari l’anno la Norvegia rende disponibili a 5 milioni di persone il testo complete delle principali riviste più strumenti come BMJ Best Practice. | “Sarò sepolto con i miei dati.” Grand Old Epidemiologist. | “Postare retrospettivamente i data set complete è praticamente impossibile.” Taddy Dickersin. |

L’industria farmaceutica è come la mafia. | “Nell’editoria medica abbiamo un ‘problema colossale di qualità’.” Drummond Rennie. | “Gli editor oliano e lucidano le loro macchine d’epoca senza avere nessuna idea di come funzionano dentro o di come migliorarle.” Drummond Rennie. | “Dopo 25 anni non abbiamo ancora degli studi sui processi cognitivi degli editor.” Drummond Rennie. | “Non siamo riusciti a fare dei progressi con lo studio delle ‘macchine per fare i salami’, ma sappiamo un sacco di cose dei difetti delle ‘fette di salame’.” Drummond Rennie. | “Gli RCT sono come un’illusione ottica che brilla tra una pubblicazione scientifica e ‘una parola dai nostri sponsor’.” Drummond Rennie. | “Un’analisi condotta 47 anni fa su 149 studi pubblicati in 10 importanti riviste dimostrò che il 75% non era scientificamente valido.” Drummond Rennie. | “Una peer review anonima è completamente non etica. Ho passato la mia vita a lavorare in un sistema non etico.” Drummond Rennie. | Sappiamo come fare le revisioni e come pubblicare. Ma poi abbiamo un vuoto di memoria. Non abbiamo le strategie per la disseminazione o l’implementazione. | “Tre presentazioni consecutive ci hanno lasciato con una domanda: perché?. C’è bisogno di molta più ricerca qualitativa.” Roger Jones, BJGP. | Un vero spasso tornare editorialmente defunto dal Peer Review Congress. Ben fatto Drummond, Annette, Fi, Trish e tutti gli altri.

11 settembre 2013

PeerReviewCongress su Twitter @peerrevcongress
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