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Dalla diseducazione continua alla sanità dimezzata

C’è un libretto accanto alla scrivania che non vuole sapere di stare dritto e continua a cadere. La cosa peggiore è che si apre sempre alla stessa pagina, quella che al rigo più in alto attacca con una delle più vere e detestabili delle leggi di Murphy; “If a series of events goes wrong, it will do so in the worst possibile sequence“. Niente di più vero se andiamo a rivedere, “sfogliando” i Va’ Pensiero di questi primi sei mesi del 2008, quello che è successo alla Sanità italiana.

Avevamo chiuso lo scorso anno aspettando un nuovo corso per la formazione di medici, infermieri e farmacisti; ne avevano parlato l’assessore Enrico Rossi, il consulente del ministero Ivan Cavicchi, poi Luisa Saiani e Gennaro Rocco, per dar voce agli operatori del Nursing. Non è successo niente che ci si augurasse e niente di diverso da ciò che, peraltro, tutti si attendessero: non è successo nulla, per l’appunto.

Se in un Paese poco educato c’era da aspettarsi vita difficile per l’educazione continua, abbiamo creduto che lo stesso medicalizzato Paese conoscesse dei farmaci vita, morte e miracoli. Così, Va’ Pensiero ha cercato di capire quali strani percorsi facciano i medicinali che consumiamo e non, prima venendo a sapere delle acque drogate delle grandi città, poi delle imperscrutabili strade prese dai farmaci scaduti: una filiera che si interrompe troppe volte, con molte zone d’ombra, in cui tutti sospettano di tutti. Insomma, della vita e della morte delle medicine non importa quasi a nessuno: dei miracoli parlano tutti e sempre di più si continuerà a farlo ora che della più efficiente delle nostre istituzioni sanitarie, l’Agenzia Italiana del Farmaco, è stato disarcionato il direttore.

A quel punto non avevamo più il Governo. Ci siamo fatti spiegare da Ignazio Marino, Maura Cossutta, Marco D’Alema cosa era stato fatto nei due anni precedenti: proposte di legge sul testamento biologico e contro l’accanimento terapeutico, per regolare la professione intramuraria dei medici, per promuovere la salute del bambino e della madre, per tutelare le persone che soffrono di disturbi psichici. Giovanni Padovani e Gavino Maciocco hanno raccomandato di mettere al centro l’equità, la solidarietà, l’istruzione, la cultura. Sono stati presi in parola, al punto che è stato direttamente abolito il ministero della Salute, una roba d’altri tempi: non è chic.

Per tirarsi su il morale non restano che le rimpatriate tra amici, poco importa se attempati; come quelli incontrati a Verona a inizio maggio. Tra cene un po’ indigeste e indipendenti dipendenze, siamo alle solite: chi lavora bene lo fa nell’ombra e con pochi risultati. Nel frattempo, l’editoria medico-scientifica italiana rimedia figuracce.

Che fare, dunque? Dopo la discussione sul polpo ci hanno sconsigliato di aprire un ristorante; del resto, l’Osteria tipica con cucina Va’ Pensiero già esiste, no? Occorre avere fiducia: riposarsi in agosto e ripartire a settembre con il sorriso sulle labbra. Del resto, sono così anche i libri: basta aprirli alla pagina giusta. Anche quello che non vuole mai stare diritto, alla pagina dopo ci dà la soluzione: “When things go wrong, don’t go with them“.

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