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I primi passi per una vita sana

“I nonni rivestono durante tutta la fase di crescita del bambino un ruolo assai importante riguardo l’alimentazione”, commenta Federico Marolla, pediatra di famiglia.

Professoressa Rondanelli, forte della sua esperienza nella nutrizione e alimentazione dell’anziano cosa chiederebbe al pediatra per investire nella salute del bambino di oggi, l’adulto di domani?

Chi è l’anziano? La più bella definizione che ho avuto modo di incontrare venne proprio da un ultraottantenne che ebbe a dirmi: “Nato prima! Mi chiami così perché così è”.

Ma per arrivare ad essere “nati prima” bisogna gettare le basi giuste durante il periodo degli “appena nati” e dei “nati da poco”. In particolare, costruire un giusto rapporto con il cibo è essenziale per una vita sana anche nell’età dei “nati prima”.

Noi non mangiamo soltanto per nutrirci, ma anche per soddisfare il gusto, per comunicare, per stare bene con gli altri e con noi stessi e gli “appena nati” e i “nati da poco” devono essere guidati lungo un percorso di lavoro che li conduce verso l’acquisizione di un atteggiamento consapevole e responsabile nei confronti della loro alimentazione che poi manterranno nel percorso di vita.

foto-russell-lee-2014© Russell Lee, 1941

In quell’età particolare attenzione deve essere posta nell’insegnare la corretta alimentazione attraverso l’attività ludica, in quanto nel gioco il bambino esprime e soddisfa le proprie esigenze motorie, percettive, relazionali, affettive e cognitive. Inoltre, il gioco costituisce il canale privilegiato mediante il quale il bambino comunica agli altri i suoi sentimenti, i suoi pensieri e tramite il quale trova un modo di rapportarsi alla realtà.

Attenzione particolare deve essere posta nel presentare l’atto alimentare nella sua dimensione più allargata: un fatto complesso che non coinvolge soltanto gli aspetti della fisiologia, ma comprende anche aspetti di tipo psicologico, sociale e culturale.

Infine, è necessario che i bambini vengano adeguatamente avvicinati alla cultura del territorio e alla conoscenza del patrimonio agroalimentare che ne è espressione diretta e che rappresenta anche la continuità tra gli “appena nati” e i “nati prima”.

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