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La Spagnola attraverso gli occhi del BMJ

 

Eliana Ferroni, medico specialista in Sanità Pubblica, A.ge.nas.- Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

 
  • Il concorso del BMJ
  • La consegna del premio: Eliana racconta
  • Il discorso di presentazione
  • Il concorso del BMJ

    Dopo avere digitalizzato e reso accessibile online tutto l’archivio dei numeri pubblicati a partire dal 1840, il BMJ ha indetto un concorso e messo in palio mille sterline da destinare agli autori della ricerca che facesse dell’archivio online l’uso "più intelligente".
    Con una revisione della letteratura pubblicata tra il 1918 ed il 1924 sull’epidemia di influenza Spagnola, Tom Jefferson ed Eliana Ferroni, della Cochrane Collaboration si sono aggiudicati la vittoria. Lo studio, pubblicato sul numero del 19 dicembre del BMJ, si intitola The Spanish influenza pandemic seen through the BMJ’s eyes: observations and unanswered questions. L’articolo riporta nuovamente alla luce alcuni aspetti ed osservazioni sorprendenti sull’evento pandemico, nonch alcune questioni rimaste tuttora irrisolte; inoltre riportando i dati di un “grande esperimento di vaccinazione” condotto da Sir William Leishman, rileva come l’elevata mortalità registrata a quei tempi non sia necessariamente da addebitarsi al solo virus influenzale, ipotizzando il ruolo fondamentale delle sovra-infezioni e polmoniti batteriche (1, 2). "Alcune delle problematiche e delle riflessioni emerse all’epoca – hanno commentato Jefferson e Ferroni – potrebbero essere rilevanti anche per la situazione attuale".
    Il prestigioso premio è stato consegnato ad Eliana Ferroni, ospite d’onore del Christmas cocktail party, che la redazione del BMJ ha organizzato a Londra, il 16 dicembre scorso, al “The Paget Room, BMA House", la storica sede della British Medical Association a Tavistock Square.
    Eliana Ferroni racconta così la sera della consegna del premio.

    La consegna del premio: Eliana racconta

    "All’evento hanno partecipato circa 50 persone, tra colleghi, autori, editori del BMJ e medici della British Medical Association. Il party era di gran gala (tutti rigorosamente in abito da sera) e sono stati serviti agli ospiti prosecco e finger-food.

    immagineAttraversando in taxi una Londra fredda ed in attesa della neve che l’avrebbe resa ancora più spettacolare e natalizia, se ce ne fosse stato bisogno, sono arrivata infreddolita alla BMA House, ma subito mi sono sentita a mio agio, complice il caloroso benvenuto con cui mi ha accolto l’unica persona che potevo riconoscere tra gli invitati al cocktail, Fiona Godlee: come non riconoscerla e non notarla? è davvero una donna di presenza e di altezza, anche. è stata lei a presentarmi agli altri invitati e tra questi, a Tony Delamothe, deputy-editor del BMJ. Ero l’unica italiana presente al cocktail ed è stato emozionante rendermi conto che, in quel contesto di personaggi di rilievo nel panorama dell’editoria medico scientifica e tanto stimolante dal punto di vista professionale, io ero l’ospite d’onore. A me e Tom Jefferson sono arrivate anche le congratulazioni degli altri partecipanti al concorso, risultati non vincitori e quelle graditissime di Sir Iain Chalmers.

    immagineimmagineLa Godlee, chief editor del BMJ dal 2005, ha preso la parola ed ha fatto con ironia e simpatia il suo discorso di fine anno, ricco di sorprese e battute di spirito, strappando sorrisi e applausi da tutti. Ha ricordato ai presenti come il suo giornale continui a rappresentare, insieme al JAMA, una delle riviste di elevata qualità medico-scientifica a livello internazionale. Alla fine del discorso, ha consegnato il premio più prestigioso; sono stati consegnati anche altri premi, alcuni assai divertenti come il premio all’editoriale che è stato seguito dal più lungo scambio di e-mail e quello all’editoriale cui ha fatto seguito la più breve corrispondenza.
    Il nostro studio si inserisce all’interno di una revisione più ampia della letteratura sull’argomento influenza, e non solo quella spagnola; siamo stati i primi, probabilmente, a dar voce a scrittori e medici che negli anni della Grande Guerra, documentavano con perizia il loro lavoro, nonostante le difficoltà oggettive del momento; alcuni di loro erano medici militari che stavano al fronte, altri sarebbero diventati personaggi di spicco dell’epidemiologia inglese. Tutti comunque, testimoni di due grandi e terribili eventi contemporanei, la guerra e la pandemia."

    Il discorso di presentazione

    Nel discorso di presentazione, scritto da Tom Jefferson e che è stato letto dalla Godlee al cocktail party, viene sottolineata l’importanza di quelle testimonianze e quindi, va a quei medici il nostro ringraziamento.

    "Please recognize the worth of Eliana’s work and also raise your glasses to Dr Andrew Garvie, a GP in Halifax, Dr Major Greenwood later first professor of Epidemiology and Vital Statistics at the London School of Hygiene and Tropical Medicine, Dr Mercer Watson, Surgeon Lieutenant Francis Temple Grey in charge of the Samoa relief expedition, Dr AH Macklin formerly of the Imperial Trans-Antarctic Expedition, Drs Shufflebotham and Gregor who cared for poison gas munitions workers, Dr Benjafield of the British Expeditionary Force in Egypt and Drs Rose Bradford, Bashford and Wilson and Lt Gen William Leishman of the British Armies in France (Leishman does not need any introduction). We would like to acknowledge the keen interest and accurate reporting of our predecessors who kept their nerve in the midst of an ugly pandemic and the carnage of war. We believe we have given their voices back thanks to the digitalisation of your archives. Credit should lie where it is due."

    22 dicembre 2009

    Bibliografia

    1. Brundage JF, Shanks GD. Deaths from bacterial pneumonia during 1918-19 influenza pandemic. Emerg Infect Dis. 2008 Aug;14(8):1193-9
    2. Brundage JF. Interactions between influenza and bacterial respiratory pathogens: implications for pandemic preparedness. Lancet Infect Dis. 2006 May;6(5):303-12

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