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Pediatri in prima linea: il caso del benzo(a)pirene

Ilva di Taranto, foto di Grazia Benedetti, primo premio del Concorso fotografico ACP 'Pasquale Causa', edizione 2008

Ilva di Taranto (dettaglio)
Primo premio del Concorso fotografico ACP “Pasquale Causa”,
edizione 2008.
© Grazia Benedetti

Sono passati quasi sei mesi dall’approvazione del Decreto di Legge n. 155 del 13/8/2010 con cui il Governo ha posticipato al 31 dicembre 2012 il divieto di superamento del livello soglia per il benzo(a)pirene. Il Decreto svincola le aziende inquinanti dall’obbligo di abbattere le emissioni in eccesso del benzo(a)pirene che è un agente cangerogeno genotossico. Il che vuol dire che ancora per 2 anni i cittadini italiani saranno esposti al rischio di esposizione a livelli elevati di questo pericoloso inquinante. Questa situazione di rischio è più gravosa per i cittadini e i bambini di Taranto dove ha sede l’acciaieria più grande d’Europa (ILVA) che, secondo i calcoli dell’ARPA Puglia, rilascerebbe il 98% del benzo(a)pirene presente nel quartiere Tamburi a ridosso dell’impianto.

PeaceLink ha lanciato una campagna nazionale, a cui ha aderito la comunità medico-scientifica che ha posto all’attenzione del Governo i costi umani dovuti all’esposizione al benzo(a)pirene. La campagna è sostenuta dalle tre importanti associazioni italiane di pediatria – Associazione Culturale Pediatri (ACP), Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri – che hanno firmato un Appello al Governo italiano perché venga modificato – con la massima urgenza – il provvedimento indifendibile. Hanno aderito anche la Società Italiana di Aerosol, l’ISDE Medici per l’Ambiente, la Società Chimica Italiana.

Ieri Annamaria Moschetti, referente per la Puglia e Basilicata dell’ACP, ha relazionato per conto di Peacelink davanti alla Commissione bicamerale infanzia per la richiesta di modificare il decreto legislativo 155/2010.

Dottoressa Moschetti cosa è emerso dall’incontro? Buone nuove per i bambini di Taranto, e non solo?

Purtroppo erano presenti solo sei tra deputati e senatori e, purtroppo, c’erano solo due rappresentanti della maggioranza di Governo che però hanno lasciato ben presto l’incontro. Questo certo non ha consentito un dibattito ampio con le diverse forze politiche, come l’importanza della questione avrebbe richiesto e come speravamo di poter fare. Noi crediamo che l’impegno per garantire il diritto alla vita e alla salute dei cittadini – e in particolare dei bambini – debba vedere tutte le forze politiche impegnate in un’azione serena di cooperazione e di collaborazione costruttiva. I pediatri chiedono con forza di poter di cooperare con il mondo della politica. Chiedono di poter mettere a disposizione la loro competenza e la loro esperienza. Il mondo della politica deve saper accogliere questa proposta con sempre maggiore attenzione e sensibilità.

Ai presenti è stata presentata l’emergenza sanitaria determinata da una elevata e incontrollata immissione in ambiente e sulle popolazioni di questo pericoloso inquinante, rappresentando in particolare la situazione delle popolazioni che vivono nei pressi delle acciaierie come succede a Taranto e a Trieste. All’audizione erano infatti presenti rappresentanti di associazioni ambientaliste delle due città.

Quali i rischi delle proroghe dei valore di soglia di alcune sostanze inquinanti quali il bezo(a)pirene?

Il benzo(a)pirene è sostanza cancerogena; è un genotossico e un neurotossico. L’immissione in ambiente deve essere limitata quanto più possibile per evitare gli inevitabili e irreparabili danni che potrebbero conseguire ad una contaminazione ambientale. Le leggi devono puntare a questo obiettivo in maniera prioritaria.

Il pediatra come può contribuire al miglioramento dell’ambiente di vita dei cittadini, in particolare dei minori ai quali andrebbe garantita una protezione “rinforzata”?

I pediatri dovrebbero acquisire una conoscenza accurata della qualità dell’ambiente nel quale operano, sviluppare una maggiore competenza rispetto alle patologie ambiente correlate, contribuire a creare una sensibilità alla tutela dell’ambiente attraverso un lavoro costante di informazione e di educazione delle famiglie, e creare attivamente un piano di collaborazione con il mondo della politica.

In un editoriale su Medico e Bambino, la Moschetti ha raccontato che “lo sguardo del pediatra deve sollevarsi dal microscopio con cui esplora le cause più prossime delle malattie, per guardare l’orizzonte dei ‘determinanti distali della salute’. Lo sguardo, così, assume una prospettiva politica. Perché solo controllando le alterazioni dell’ambiente si possono evitare le malattie da inquinamento, che spesso piovono di più sul bagnato delle fasce sociali a rischio, chiudendo il cerchio perverso che vede fasce di popolazione peggiorare progressivamente la loro condizione sociale ed economica.”

2 febbraio 2011

Il caso del benzo(a)pirene

  • Benzo(a)pirene no grazie! (la campagna di Peacelink)
  • L’appello dei Pediatri (PDF: 177 Kb)
  • Moschetti A. Azione politica e salute infantile. Medico e Bambino 2009; 28: 619-23 (PDF: 133 Kb)
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