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Scelte compartecipate in Sanità

“Esiste un divario tra quello che i ricercatori studiano e quello di cui i pazienti hanno bisogno”, aveva scritto Alessandro Liberati in una lettera al Lancet. Per colmare il divario basterebbe dare la parola ai diretti interessati: coinvolgere i pazienti e i cittadini nell’agenda della ricerca e non tenerli isolati nei comitati etici. Mission impossible? L’esperienza del Regno Unito insegna che è impresa fattibile. Qualcosa in Italia si sta muovendo per mettere in comunicazione il mondo della ricerca scientifica e il mondo dell’associazionismo quindi dei pazienti e dei cittadini, commenta Paola Mosconi dell’Istituto Mario Negri. Ma c’è ancora molta strada da percorrere.

18 gennaio 2012

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