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Sulla via della sicurezza

Sulla sinistra David Healy, psichiatra e psicofarmacologo nonché autore di Pharmageddon, e sulla destra David Tovey della Cochrane Library. In un botta e risposta serrato, si scambiano le impressioni e le proprie perplessità sui limiti degli studi clinici randomizzati nel valutare la sicurezza dei farmaci. Il punto è che i trial randomizzati potrebbero essere un ottimo metodo per la medicina basata sulle evidenze, ma si rilevano un’arma a doppio taglio: se da un lato dovrebbero dimostrare la verità sull’efficacia di un trattamento, dall’altro possono servire per nascondete magistralmente i fatti e mostrare quello che Big Pharma conviene far credere.

Healy considera che la Cochrane Collaboration dovrebbe concentrarsi sulla sicurezza dei trattamenti piuttosto che sulla loro efficacia e sui metodi per raccogliere informazioni sugli eventi avversi nei trial clinici. “La mia preoccupazione è che quello succede ora è che i trial offrono un’efficacia apparente ma non ci danno dei dati buoni sugli eventi avversi che alla fine possono causare la morte delle persone.”

La strada della sicurezza andrebbe perseguita anche per i dispositivi medici per i quali non sono contemplati gli RCT. Tovey ricorda una Sessione del Royal College of Engineering che aveva seguito un anno fa. “Tutta la discussione era incentrata su come evitare i trial randomizzati. Basta guardare il mondo reale e l’accento sembra essere su come far circolare questi device il più velocemente possibile con il minimo controllo.”

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