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Tra emozioni ed EBM

 
Qualche anno fa, chi era spaventato dalla EBM la accusava di essere una "cook-book medicine", una pratica medica basata su ricette preconfezionate simili a quelle che troviamo sulle riviste di cucina; in altre parole ne contestava la spinta ad una normalizzazione dei percorsi assistenziali. Il tempo è passato e si è portato via le accuse dei detrattori della EBM e, cosa che non guasta, ha portato anche una nuova originalità in cucina. Del resto, davvero qualcuno può pensare all’EBM come ad un monolite culturale, conoscendo da vicino la personalità di chi ha più contribuito a costituirla? I ritratti dei nostri Autori offrono una panoramica eccellente. Molti gourmant (Bert, Jenicek e Tansella, su tutti), pochi cuochi. Molti sono uniti dalla passione per il calcio: lo juventino Jefferson (peccato per lui), gli interisti Liberati e Cartabellotta, l’atalantino Garattini e il milanista Tansella; di altri, come Pagliaro o Burns possiamo solo immaginare la squadra del cuore. Tutti detestano la burocrazia; se sono uomini, la persona che più spesso telefona loro è una donna: la moglie, la mamma o… la segretaria. Gusti musicali divergenti (dal Vivaldi di Liberati all’hard rock di Luciana Ballini), così come quelli letterari (dal Philip Roth di Pastorale americana, sul tavolo di Burns, al Veronesi di Caos calmo letto da Addis, fino al Vasari di Simona Giampaoli).

Tuttavia sembra che le evidenze da sole non bastino: per un accesso meno disomogeneo alla salute ci vuole "una medicina più equa basata sulle emozioni" ci ha spiegato Paolo Cornaglia Ferraris. Di qui un percorso che partendo dalle cause e meccanismi sociali quotidiani, individuali e di contesto che minacciano la salute – la Status Syndrome di cui ci ha parlato Giuseppe Costa – è giunto fino all’analisi storico-politica di Giovanni Berlinguer delle iniquità; passando per la discriminazione di genere vista da Eva Buiatti. Ed è sempre parlando di donne e con le donne che ci siamo soffermati sul desiderio di maternità che prende posto già nel mondo dell’infanzia, quando si gioca ad avere un bambino nella pancia e a fare la mamma, con Anna Maria Speranza. Per passare poi ai particolari sogni e racconti di gruppo di donne detenute nel carcere milanese di San Vittore con l’esperienza raccontata da Lella Ravasi Bellocchio, e alle fiabe di Alba Marcoli che sottolineano quanto poca attenzione si presti alla solitudine delle giovani mamme, aspetto fondamentale nella prevenzione o nell’attenuazione del disagio psicologico nei bambini. Questi ed altri interventi sul tema delle iniquità e della maternità sono raccolti nella sezione Etica, salute, equità.

 

26 luglio 2006

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