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Affinità elettive

fotoLo scorso mercoledì, da Va’ Pensiero, il direttore di Internazionale Giovanni De Mauro ha voluto farle gli auguri per la nuova avventura di direttore dell’Unità…

Sono auguri particolarmente graditi, perché Internazionale è una delle mie letture preferite. Credo anche si tratti di uno dei fenomeni editoriali più interessanti nel panorama giornalistico degli ultimi anni: una scommessa molto coraggiosa da parte di una persona giovanissima. Mi piacerebbe riuscire a trovare con loro delle sinergie per stabilire una sorta di circuito tra letture che si somigliano e che si stimano.

Una donna direttore di un quotidiano come lUnità è di per s una buona notizia?

Una questione delicata. Ritengo sia necessario andare oltre la soddisfazione di pensare che “all’Unità c’è una donna”. C’è donna e donna: Sarah Palin non è Hillary Clinton. Le donne sono persone che vanno considerate con i loro pregi e i loro difetti. Possono avere talento o non averlo, essere acute o superficiali, capaci o meno capaci, simpatiche o antipatiche. Di per s, che una donna assuma una posizione di potere può non essere un fatto positivo, anche se in un certo senso ci si dovrebbe rallegrare quando a una donna viene affidata una importante responsabilità. Seguo molto da vicino le ricerche che vengono svolte sulla tendenza ad affidare a donne ruoli non tanto di semplice “responsabilità”, ma più che altro critici. Si finisce col correre un duplice rischio: se la cosa funziona non fa statistica, per così dire; in caso negativo, viene assunta come una conferma dell’incapacità di una donna di gestire situazioni complesse. Così, posso dire che non sono contenta in quanto donna di essere diventata direttore, sono contenta perché faccio una cosa che mi piace molto fare, ma come persona.

Cosha un quotidiano che internet non ha?

La capacità di assecondare la lentezza del pensiero, il tempo del pensiero. Internet è funzionale per l’informazione spontanea. Il bisogno di conoscere ha bisogno di qualcosa di scritto sulla carta; il quotidiano è un oggetto da toccare, da tenere in mano e in più ha un’autorevolezza che internet non ha, trasmette fiducia in un rapporto di affidamento reciproco.

Come sarà la sua Unità?

La nuova forma sarà funzionale ai contenuti che vorremo trattare. Sarà un giornale molto scelto, che selezionerà molto, sceglieremo i temi sui quali ci interesserà intervenire con l’obiettivo di mantenere diritta la barra del timone. Molto scandito, uno o al massimo due articoli per pagina. Cercheremo di privilegiare articoli brevi: 80 o 90 righe possono essere sufficienti a dire quasi tutto.

Che ruolo giocano le immagini in un quotidiano?

Hanno una funzione fondamentale ma non per una ragione estetica: spesso informano al pari o più di un Editoriale. Non solo le immagini indimenticabili che hanno fatto la storia del giornalismo; anche quelle imperfette dal punto di vista formale possono avere un grande valore nel raccontare la realtà della cronaca. Nel nuovo giornale l’iconografia avrà un ruolo preponderante.

Quanto spazio darete a ciò che accade fuori dal nostro Paese?

L’attenzione al mondo è indispensabile, non possiamo guardare a noi stessi senza metterci in sintonia con ciò che cammina insieme a noi.

Ha parlato prima di affidamento reciproco tra il giornale e il lettore: come sarà valorizzato il contributo di chi legge l’Unità?

Un primo segnale di attenzione ho voluto darlo aprendo i miei Editoriali della domenica con una frase tratta da una delle lettere ricevute dal quotidiano. Anche ieri, in prima pagina, abbiamo voluto dare spazio alla lettera di una ragazza che ha voluto raccontare l’antifascismo della nonna. Il contributo dei lettori andrà in prima pagina, quando sarà così significativo, e sarà una conferma della nostra volontà di restare sempre ancorati alla realtà, vicini alle attese dei lettori.

17 settembre 2008

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