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Deprescrivere per il bene dell’anziano

Il Rapporto OsMed sull’uso dei farmaci nella popolazione anziana in Italia ha evidenziato una dissociazione fra la mancata presenza dei soggetti anziani negli studi clinici controllati sull’efficacia e sicurezza delle terapie e l’ampio impiego di farmaci negli anziani, ha commentato Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, in un’intervista rilasciata a Recenti Progressi in Medicina.

Questo richiede una maggiore attenzione da parte delle autorità regolatorie perché gli anziani siano presenti nei triali clinici e anche una maggiore consapevolezza da parte dei prescrittori che i vantaggi non sempre superano i rischi. Per esempio potrebbe non avere senso trattare un anziano con un farmaco con un NNT (number needed to treat) pari 100 e senza conoscere le possibili interazioni con gli altri farmaci che assume ogni giorno. La cessazione di un farmaco ritenuto non più necessario dovrebbe far parte di un percorso di cura appropriato.

Cosa prescrivere e deprescrivere andrebbe valutato da un panel di specialisti e non autonomamente dal singolo specialista, e andrebbe condiviso con i pazienti. Inoltre, sottolinea Garattini, andrebbe recuperato e insegnato il valore della prevenzione – anche se confligge con gli interessi del mercato della medicina. Ogni malattia che poteva essere prevenuta è l’esito di una medicina che ha fallito. “Serve una grande rivoluzione prima di tutto culturale”.

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