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Ictus? Prevenire formando

“Progettare e valutare la fattibilità di un Piano di formazione per la prevenzione secondaria degli accidenti cerebrovascolari” è un progetto promosso dal Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali di concerto con l’Agenzia Sociale e Sanitaria Regionale dell’Emilia-Romagna. Perché il Ministero si è fatto carico di promuovere e finanziare questo progetto?

Le patologie cerebrovascolari, unitamente alle altre patologie croniche, rappresentano una sfida ed un impegno per il nostro sistema sanitario, in considerazione dell’enorme impatto clinico-assistenziale­ e socio-economico che esercitano sul sistema sanitario nazionale. Tuttavia, le patologie croniche, sono in larga misura prevenibili e da ciò scaturisce la necessità di promuovere strategie ed interventi di prevenzione, anche nell’ambito delle patologie cerebrovascolari. Proprio in questa direzione si muove il Ccm, la cui mission è implementare la prevenzione nel Paese attraverso strategie ed interventi la cui efficacia è dimostrata da solidi dati scientifici, adoperando una modalità di lavoro per progetti, con obiettivi, procedure, responsabilità, risorse e tempi di realizzazione definiti e integrandosi con le attività già presenti sul territorio. È in quest’ambito che è nato questo progetto sulla prevenzione secondaria dell’ictus.

Quali obiettivi vi eravate prefissati?

L’obiettivo generale del Progetto era “favorire la realizzazione di interventi di provata efficacia per la prevenzione secondaria dell’ictus con particolare riferimento al ruolo di programmi di formazione e di comunicazione promossi dai servizi sanitari”. Tale obiettivo è stato raggiunto attraverso la produzione di una Guida formativa sulla prevenzione secondaria dell’ictus cerebrale, G-PAC – Guida formativa per la prevenzione secondaria degli accidenti cerebrovascolari, e un disegno di piano formativo secondo un modello “a cascata”, che prevede che i partecipanti al corso diventino i formatori delle edizioni future, passando dal ruolo di allievi a quello di tutor. L’idea di fondo è di creare una rete di formatori, che a livello locale assicuri la formazione di diverse figure professionali per condividere un background di conoscenze, esperienze e obiettivi nell’ambito della prevenzione dell’ictus. La realizzazione della guida formativa G-PAC e del modello di piano formativo per la prevenzione secondaria dell’ictus rappresentano standard di riferimento per la realizzazione di interventi formativi a livello regionale e/o nazionale. Si tratta di una proposta di corso di formazione che, essendo stato progettato e strutturato per rispondere alle esigenze di un target eterogeneo, potrà essere incluso fra i modelli di interventi formativi utilizzabili nella formazione di base, specialistica e continua del personale sanitario, con particolare attenzione ai Medici di medicina generale (Mmg).

Quale valore ha il fatto che il Ministero affidi ai gruppi interregionali lo sviluppo della formazione?

Nel quadro delle competenze definite dalla riforma del titolo V della Costituzione (Legge Costituzionale 3/2001), questo Dicastero fornisce indirizzi, stipula accordi e produce atti necessari a promuovere strategie preventive, attraverso interventi di prevenzione, sia primaria che secondaria, ed interventi di educazione e promozione della salute, che mirano ad aumentare la consapevolezza del rischio e a ridurre la frequenza dei fattori di rischio. In risposta ai contenuti dei provvedimenti nazionali e per rendere attuative tali indicazioni, pur nel rispetto delle singole peculiarità regionali, le Regioni possono formulare provvedimenti ad hoc sulle malattie cerebrovascolari con duplice obiettivo: da una parte, fornire sostegno all’attività di prevenzione primaria dell’ictus (tramite la riduzione dei fattori di rischio associati a tale patologia) e dall’altra implementare la prevenzione secondaria (tramite diagnosi precoce e avvio del trattamento farmacologico) per rallentare e impedire lo sviluppo di severa disabilità.
Rimane in capo alle Regioni la facoltà di programmare, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, specifici progetti sulla base delle conoscenze epidemiologiche caratterizzanti le diverse realtà regionali. Ai programmatori regionali e locali, spetterà il compito di rimodulare le indicazioni contenute in questa Guida formativa in funzione delle varie specificità territoriali, pur mantenendo l’obiettivo comune del raggiungimento di standard elevati nella cura delle persone affette da patologie cerebrovascolari.

Prevenzione dell’ictus attraverso la formazione rientra tra i vostri programmi futuri?

Nella bozza del Piano nazionale di prevenzione 2009-2011, che è attualmente in discussione tra Ministero, Regioni e Province autonome, viene confermato l’attenzione alla prevenzione dell’ictus. La riduzione di incidenza e mortalità per malattie ischemiche del cuore e cerebrovascolari è inserito tra gli obiettivi prioritari, nel capitolo dedicato alla “Prevenzione di abitudini, comportamenti, stili di vita non salutari”. Ricordiamo che la formazione adeguata dei professionisti che si prendono cura del paziente con ictus cerebrale acuto o a rischio di recidiva è da tempo parte integrante dei processi di modernizzazione dei sistemi sanitari. Al fine di promuovere la pianificazione di iniziative di formazione nell’ambito della prevenzione secondaria dell’ictus cerebrale rivolte ai Mmg ed agli operatori sanitari, sono state finanziati altri due progetti Cmm.

Ce li può descrivere?

Un progetto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze: “Promozione della assistenza all’ictus cerebrale in Italia“. Si tratta di un progetto ampio che si propone di favorire l’implementazione sistematica dell’accordo Stato-Regioni “Linee di indirizzo per la definizione del percorso assistenziale dai pazienti con ictus cerebrale” attraverso il monitoraggio e l’audit delle esperienze regionali, l’individuazione degli ostacoli all’implementazione, la messa a punto degli strumenti organizzativi, gestionali e formativi in grado di risolvere i problemi emersi. Uno degli obiettivi del progetto è la diffusione dei progetti formativi nelle Aziende ospedaliere, attraverso corsi di formazione che utilizzeranno la G-PAC.

L’altro progetto?

Il secondo ha come titolo “Piano di formazione nazionale sugli operatori di stroke unit e gestione integrata con i Mmg”, in collaborazione con il CNESPS dell’Istituto Superiore di Sanità. Il suo obiettivo è la preparazione di un piano di formazione nazionale per coloro che operano nell’ambito delle stroke unit ed integrare la formazione con la Medicina generale. Questo progetto si propone di: elaborare un manuale per l’addestramento del personale afferente alle stroke unit, pianificare un piano di formazione per il personale delle stroke unit e corsi residenziali e a distanza per i formatori degli operatori delle stroke unit (personale medico e paramedico); programmare un piano di formazione per i Mmg sulla prevenzione secondaria, con corsi residenziali e a distanza.


Bibliografia

Progettare e valutare la fattibilità di un piano di formazione per la prevenzione secondaria degli accidenti cerebrovascolari

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Prevenzione secondaria dell’ictus: una scuola basata sulle evidenze. Intervista a Salvatore Ferro, Direzione generale Sanità e politiche sociali Regione Emilia-Romagna.

Note informative

L’ictus cerobrovascolare. Le patologie cerebrovascolari, in particolare l’ictus cerebrale, rappresentano la seconda causa di morte a livello mondiale e la terza nei paesi industrializzati, dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori. L’ictus rappresenta inoltre, la prima causa di disabilità nell’anziano con un rilevante impatto sull’individuo, sulla famiglia e sul sistema sociosanitario. La sua incidenza aumenta con l’età, soprattutto dopo i 50 anni, con oltre 196.000 nuovi casi all’anno in Italia. Di questi, il 20% recidiva nel giro di alcuni mesi causando una mortalità molto alta; basti pensare che nell’ictus ischemico il 20% dei soggetti muore entro 30 giorni mentre nell’ictus emorragico tale percentuale può arrivare al 40%. Se invece consideriamo tempi più lunghi, a 6 mesi avremo: in un terzo dei casi morte, in un altro terzo disabilità e in un altro ancora recupero discreto o totale. Stime per l’anno 2005 hanno attribuito all’ictus cerebrale 6 milioni di morti nel mondo. Le stime indicano che entro l’anno 2020 la mortalità per ictus sarà raddoppiata sia a causa dell’aumento dei soggetti nelle classi più avanzate di età sia a causa dell’incremento dell’abitudine al fumo nei paesi in via di sviluppo.

Il Ccm. Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) è un organismo di coordinamento tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e le Regioni per le attività di sorveglianza e di prevenzione.

Il Piano nazionale della prevenzione. Il ruolo centrale del Ccm nel panorama della Sanità pubblica italiana è stato riconosciuto anche a livello istituzionale con l’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, che gli ha affidato il coordinamento del Piano nazionale di prevenzione, che include attività di prevenzione sulle seguenti aree:

  • rischio cardiovascolare
  • recidive degli accidenti cardiovascolari
  • complicanze del diabete
  • obesità
  • screening oncologici
  • vaccinazioni
  • incidenti stradali
  • infortuni sul lavoro
  • incidenti domestici

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