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La medicina di precisione, una dolce illusione

Quando applicata in un contesto clinico reale l’oncologia di precisione assume i contorni di un’illusione, una promessa non ancora mantenuta. È questo il punto di vista di Vinay Prasad, ematologo al Knight Cancer Institute e professore all’Oregon Health and Sciences University, che in più occasioni ha espresso la sua perplessità riguardo alle reali potenzialità di questo approccio terapeutico.

Nell’intervista rilasciata in occasione del suo intervento a 4words: le parole dell’innovazione in sanità, la prima riunione annuale di Forward, Prasad spiega i motivi alla base del suo scoraggiamento. Sulla base dei risultati ottenuti fino a questo momento non si può concludere che l’oncologia di precisione permetterà di fare il tanto atteso cambio di passo nella lotta contro il cancro. La possibilità di individuare specifiche mutazioni genetiche in grado di guidare il trattamento riguarda infatti un numero estremamente limitato di pazienti e i risultati ottenuti finora dalla farmacogenomica non hanno portato a miglioramenti sostanziali in termini di sopravvivenza.

Inoltre, il numero di mutazioni che caratterizzano ogni tumore è talmente elevato che è difficile pensare di poter agire in modo mirato su ognuna di queste. Tuttavia, si investono moltissime risorse in quest’area della medicina, anche in assenza di trial clinici randomizzati in grado di dimostrare un reale effetto sull’outcome. Un problema che si lega inoltre a quello dell’elevato prezzo dei farmaci antitumorali, “l’elefante nella stanza” dell’oncologia di precisione, come lo definisce Prasad. Diventa sempre più chiaro che, in assenza di una strategia finalizzata all’abbassamento dei prezzi, questo approccio sarà difficilmente sostenibile da un punto di vista economico.

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