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Medicinali nel cassonetto

Quante tonnellate di farmaci vengono raccolte attraverso la differenziata?

I dati di cui disponiamo si riferiscono al 2005, anno in cui sono stati raccolti complessivamente 4 mila e trecento tonnellate.

Ci sono aree in cui la raccolta selettiva dei farmaci è maggiormente estesa?

Nel Nord Italia vengono raccolte in modo differenziato oltre 2 mila e ottocento tonnellate, cioè più del 65% del totale.

Da quale fonte provengono i dati sulla raccolta differenziata dei farmaci?

Dal Rapporto annuale sui rifiuti: sono dati ottenuti dalle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, Regioni, Province, dai Commissari per l’emergenza rifiuti e da altri soggetti che entrano nel ciclo dei rifiuti. Vengono raccolti a livello comunale e si riferiscono alla produzione totale ed alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

Tutti gli Enti coinvolti vi comunicano le informazioni sulla differenziata?

Il dato viene richiesto innanzitutto a livello regionale, cioè alle ARPA, che sono il nostro punto di riferimento; qualora il dato non venga comunicato, andiamo sempre più nel dettaglio, fino ad arrivare ai singoli comuni e alle aziende municipalizzate di gestione dei servizi di igiene urbana. Nel caso in cui il dato non sia reperibile da queste fonti, allora, ricorriamo alle informazioni contenute nel data base dei MUD, il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (inviato dagli stessi produttori, per esempio le aziende ospedaliere, ndr).È un dato parziale

Si tratta di certo di un dato di massima, sottostimato perché non tutti i farmaci scaduti o non più utilizzabili vengono conferiti negli appositi contenitori per la raccolta differenziata. Un dato difficile da disaggregare, in considerazione delle sue proporzioni: 4 mila tonnellate circa (di farmaci raccolti con la differenziata nel 2005, ndr) contro gli 8 milioni dell’intera raccolta differenziata e i 32 milioni di tonnellate di rifiuti totali raccolti in un anno.

Avete mai stimato quanti medicinali si perdono nella raccolta indifferenziata?

No, purtroppo è uno studio che non abbiamo mai fatto. Abbiamo soltanto i dati sulla differenziata, il cui flusso, peraltro è difficile da seguire, perché si tratta di quantità piccole rispetto al dato globale, comunicate spesso insieme ad altre tipologie di rifiuti che rientrano nella raccolta selettiva. Ciò significa che il dato può essere aggregato dal Comune insieme a quelli della raccolta di pile e olii minerali usati.

Avete da poco pubblicato il Rapporto rifiuti 2007: ci sono aggiornamenti sulla raccolta differenziata dei medicinali?

No, abbiamo i dati sulla raccolta differenziata delle diverse frazioni riferiti al 2006, ma non per quanto riguarda, nello specifico, i farmaci.

In base ai dati da voi pubblicati: nel 2004 sono state prodotte oltre 142 mila tonnellate di rifiuti sanitari e ne sono state smaltite meno di 80 mila. Perché questa differenza?

Perché sono flussi di dati ottenuti da fonti diverse. I dati sulla produzione della categoria rifiuti sanitari umani, li otteniamo attraverso le dichiarazioni (i MUD), compilate dalle aziende sanitarie e ospedaliere, dai gestori degli impianti etc. Tutti gli altri dati, invece, sulla raccolta differenziata e sullo smaltimento, provengono dal Rapporto rifiuti, quindi sono dati censiti.

Non è possibile seguire un unico flusso di informazioni?

In base alla procedura del MUD, il produttore del rifiuto consegna la quantità dichiarata a chi dovrà smaltirla. Questa stessa quantità dovrebbe essere dichiarata da chi riceve il rifiuto. Tuttavia, sul MUD ci sono una serie di esenzioni, per cui non tutti i produttori hanno l’obbligo di dichiarare quanto hanno prodotto, ma l’impianto che riceve quei rifiuti deve dichiarare quanto sta trattando.

Nel 2005, meno dell’1% dei rifiuti sanitari sono stati smaltiti attraverso la discarica. È una buona notizia?

Certo. L’incenerimento è la forma di smaltimento prevista per i rifiuti sanitari e per i farmaci raccolti con la differenziata; la discarica rappresenta l’ultima spiaggia, una forma residuale di gestione del rifiuto.

Anche i rifiuti sanitari possono essere avviati a recupero?

Se i rifiuti a rischio infettivo possono soltanto essere distrutti, per quelli non pericolosi può essere previsto il recupero. Inoltre, quasi tutti gli inceneritori moderni prevedono sistemi di recupero energetico.

Tra il 2001 e il 2004 le regioni del Nord hanno prodotto meno rifiuti sanitari (vedi tabella). Centro e Sud, invece, nonostante nel totale producano meno del Nord, mostrano un trend in aumento.

AREA
2001
2004
Nord
73.859
72.699
Sud
31.159
31.794
Centro
31.588
37.957
Italia
136.606
142.450
Produzione dei rifiuti sanitari (in tonnellate) elaborati dalla banca dati MUD.

 

Si tratta di oscillazioni quantitative minime, sia in aumento sia in diminuzione, che possono essere legate non tanto ad una ottimistica riduzione nella produzione, ma ad alcune dichiarazioni MUD in più o in meno nel corso degli anni, all’apertura di nuovi centri di cura etc. Inoltre, va precisato che ci sono Regioni che non forniscono informazioni complete relativamente alla produzione ed alla raccolta differenziata e in tal caso dobbiamo fare riferimento alla banca dati MUD.

20 febbraio 2008

La classificazione europea dei rifiuti

I rifiuti vengono classificati sulla base dell’Elenco europeo dei rifiuti, con un codice numerico che tiene conto della sua origine. La categoria 20 comprende tutti i rifiuti urbani, in cui sono compresi i farmaci raccolti con la differenziata; la categoria 18 si riferisce ai rifiuti sanitari: nel dettaglio vengono individuati con il codice 1801 i rifiuti legati a diagnosi trattamento e prevenzione delle malattie negli esseri umani e 1802 i rifiuti sanitari legati a malattie degli animali.

Sui percorsi “invisibili” dei farmaci

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