In primo piano

Ritratto di Luciana Ballini

/tr>

 
Lavoro e formazione professionale
 
Può dire di avere avuto un Maestro?

Veramente sulla mia crescita (professionale e non) più dei maestri hanno influito gli aguzzini, e non sarebbe carino dire quale è stato il peggiore…

Ha passato periodi di studi all’estero dopo la laurea? Se sì dove e per quanto tempo?

Mi sono laureata all’estero, all’Università di Londra, dove sono rimasta anche dopo la laurea per quasi dieci anni.

Il suo più grande successo professionale?

Avere abbandonato per diversi anni la mia attività di ricercatrice (per fare la mamma a tempo pieno) ed essere poi riuscita a riprenderla dal nulla.

E la più grande delusione?

L’amarezza di aver dovuto affrontare un lungo e tortuoso percorso giuridico amministrativo per ottenere il riconoscimento in Italia della mia laurea. Considero una fortuna e un enorme privilegio aver studiato sociologia alla London School of Economics, ai tempi in cui era ancora diretta da Ralph Dahrendorf, e la diffidenza con cui viene accolto chi ha studiato all’estero mi risulta ancora incomprensibile.

Qual è la parte della suo lavoro più gratificante?

Il mio lavoro consiste nell’offrire metodologia e strumenti di interpretazione e mi entusiasmo quando le persone con cui lavoro mi dicono “forse ecco perché …”. E poi c’è lo studio che mi diverte e appassiona: speravo proprio di fare un lavoro che mi permettesse di… “continuare gli studi”.

E quella più noiosa?

I tragitti delle trasferte.

Quanto impiega ad andare al lavoro?

Venti minuti in bicicletta o dieci in moto.

Cosa ha appeso alle pareti del suo ufficio?

Le foto di Mick Jagger e dei miei bimbi.

 
Ricordi, passioni e…
 

Qual è stato il suo primo “esame”?

Guidare per la prima volta una motocicletta, appena comprata, attraversando Londra di sabato pomeriggio.

Qual è il suo più grande rammarico?

Sono una grande esperta di “giustificazionismo a posteriori”, che mi permette di neutralizzare qualsiasi rammarico, rimorso o rimpianto.

Ha delle paure nascoste?

No, le paleso tutte in maniera snervante.

Una lettera che non ha mai spedito?

Riesco a pensare solo a quelle che vorrei non aver ricevuto.

Il compleanno più bello?

Il mio primo compleanno da mamma.

C’è qualcosa a cui non rinuncerebbe?

Stare insieme alla mia famiglia senza fare niente.

E qualcosa a cui vorrebbe rinunciare?

Fare da mangiare.

Una cosa che la appassiona?

Andare ai concerti rock, ma non lo faccio quasi più.

In cucina preferisce stare al tavolo o ai fornelli?

Solo al tavolo.

Si mangia per sopravvivere o per godere?

Per sopravvivere (a malapena se cucino io).

 
Curiosità
 
Qual è la prima pagina che guarda sul giornale?

La prima e la terza.

La televisione serve a guardare…

Ballarò, L’Infedele e i DVD presi a noleggio.

Chi le telefona più spesso?

Mio padre.

Il momento migliore della giornata: l’alba o il tramonto?

La notte…

E il miglior giorno della settimana?

La domenica, quando la notte si prolunga fino a metà mattina.

Il politico che inviterebbe a cena?

Tayllerand (ma…).

 
Lettura e scrittura
 

Come trova il tempo di scrivere e dove?

Più che del tempo ho bisogno dell’umore adatto e quello non lo trovo, viene da solo.

Il computer è un alleato o un nemico?

Un alleato indispensabile (non riesco più a leggere la mia scrittura).

Ha mai scritto una poesia? O ha mai sognato di scrivere una poesia?

Mai; amo moltissimo la poesia e, quindi, ne sono intimidita.

E un diario?

Solo da bambina per poi scoprire che ci si intratteneva l’intera famiglia.

Quale libro ha sul comodino?

“Questione di razza” di Guido Barbujani.

Qual è l’ultimo che ha regalato?

Un libro che non ho ancora letto: “54” di Yu Ming.

 
Tempo libero
 

Quale musica ascolta e dove?

Hard rock, in cuffia, nel tragitto casa-lavoro e mentre stiro.

L’ultima volta che è andata al cinema?

Con i ragazzi a vedere qualcosa di demenziale che interessava a loro.

E a teatro?

"Death of a Salesman", diretto da Robert Falls.

Treno, auto o aereo?

Moto.

La vacanza più bella?

Quando anche l’ultimo dei miei figli ha imparato a nuotare, mettendo così fine a dieci anni di baywatching.

La città europea più bella?

Londra, ma lo so che non vale perché è quella in cui ho passato gli anni più entusiasmanti.

Lo sport preferito?

La scherma.

 

20 luglio 2005

Sociologa di formazione, Luciana Ballini lavora al Centro per la Valutazione dell’Efficacia dell’Assistenza Sanitaria (CeVEAS) di Modena. Ha dato il suo prezioso contributo a Il Pensiero Scientifico Editore per la realizzazione, insieme ad Alessandro Liberati, del volume "Linee-guida per la pratica clinica. Metodologia per l’implementazione".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *