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Ritratto di Michela De Petris

 

Passeggiando in bicicletta

 
Lavoro e professione
 
Può dire di avere avuto un Maestro?

de petris Certo, più di uno. Il più grande, quello del quale ho più stima è il dottor Franco Berrino direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori (da poco in pensione). Con lui ho lavorato diversi anni come ricercatrice in studi di intervento alimentare su donne con diagnosi di tumore al seno o predisposte ad ammalarsi (niente sperimentazione su animali). L’alimentazione che proponevamo era prettamente vegan (nessun ingrediente di origine animale) e di stampo macrobiotico (molta attenzione nella scelta dei cibi integrali e di verdura e frutta di stagione e biologiche). Ho imparato come costruire un pasto bilanciato, le proprietà nutrizionali degli alimenti e il loro impatto diretto sulla salute oltre che a formulare ricette e a cucinare.

Se tornasse indietro, rifarebbe le stesse scelte professionali?

Assolutissimamente sì.

Scrivere quanto spazio toglie al lavoro?

È sicuramente un impegno, ma ne vale la pena. Informarmi, leggere, studiare e comunicare ciò che ho imparato mi appassiona sempre molto.

Qual è la parte del suo lavoro più gratificante? E quella più noiosa?

La più gratificante: il rapporto con i pazienti, sia quello in ambulatorio, sia quello via mail. La più noiosa: la burocrazia medica.

Qual è stato il suo primo "esame"?

Di esami ne ho sostenuti (e passati) un sacco: in università, fra laurea e specialità più di sessanta. L’esame più nuovo (ed avventuroso) è stata la mia prima conferenza per parlare di alimentazione vegan: era organizzata a Milano dall’OIPA (Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali) e dall’AVI (Associazione Vegetariana Italiana). È stato un tale successo che non mi sono più fermata!

Ricordi, passioni e curiosità…
 

Qual è il suo più grande rammarico?

A bruciapelo direi nessuno. Pensandoci un po’, forse di non essere diventata vegan prima (lo sono da 6 anni).

Quale forma di aggiornamento le sembra più utile? Leggere, andare ai congressi, e-learning

Andare ai congressi: il confronto diretto con i colleghi permettere di cogliere tante sfumature che leggendo potrebbero sfuggire. Non c’è niente come ascoltare una persona per capire quanto crede in quello che fa e che dice.

Qual è la sua rivista “preferita”?

Mi piace molto Altro Consumo (rivista indipendente dei consumatori) con il suo allegato Test Salute.

Le capita ancora di sfogliare l’edizione cartacea di una rivista o consulta la letteratura solo su web?

Sì, la carta la preferisco decisamente di più: mi sembra di assaporare meglio le notizie.

de petris Può dirci una cosa che l’appassiona veramente?

Sono 3 le mie passioni: alimentazione, sport all’aria aperta e Igloo (il mio cane vegan di 16 anni) con il quale ho fatto di tutto (sci di fondo e da discesa, bicicletta, pattinaggio in linea, agilità, un corso di acquaticità e tante passeggiate al parco)

Conoscendo da vicino i problemi della formazione in Sanità, qual è la prima cosa che farebbe se fosse Ministro della salute?

Inserirei un corso di Nutrizione clinica (con esame finale obbligatorio) per tutti gli iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia. È incredibile che allo stato attuale i medici non abbiano potuto imparare nulla di alimentazione durante il corso universitario di 6 anni. Se fossero adeguatamente formati si potrebbero evitare tanti errori alimentari e potenziare il discorso della prevenzione invece che investire solo sulla terapia di chi si è già ammalato.

In cucina preferisce stare ai fornelli o a tavola?

Mi piace un sacco cucinare ma, tra le due cose, preferisco assaggiare!

Quale ricetta – rigorosamente vegetariana – suggerirebbe ai nostri lettori?

Il mio cremotto bris, non solo vegetariano, ma addirittura vegano. È la mia versione vegetale del classico tiramisù preparato con uova, mascarpone, zucchero e savoiardi. Si può ottenere lo stesso risultato utilizzando tofu vellutato, crema di mandorle e malto con il grosso vantaggio di preparare una leccornia completamente priva di colesterolo, più digeribile e decisamente più etica (nessun sfruttamento o morte di animali). Adoro i dolci.

Lettura, cinema e teatro

Il suo romanzo preferito?

Hook – Capitano Uncino di Terry Brooks.

Quale libro ha sul comodino?

Il gusto segreto del cioccolato amaro di K. Alan Milne. Me l’hanno regalato perché sanno della mia passione per il cioccolato fondente. Nelle diete che preparo non manca mai e i miei pazienti sono stracontenti.

Qual è l’ultimo libro che ha regalato?

Il Piccolo Principe di A. De Saint Exupery: mi commuove tutte le volte che lo leggo e lo regalo solo alle persone speciali.

Ha un lettore di e-book? Ha mai acquistato un’edizione digitale?

Non ancora, ma è uno dei miei prossimi buoni propositi da realizzare.

Che rapporto ha con i social network?

So che sono un mezzo potentissimo di comunicazione, ma purtroppo (per ora) non li utilizzo. Problemi di tempo…

Utilizza Facebook, YouTube o Twitter?

Non ancora. Ma prima o poi ce la faro anch’io.

Usa gli sms anche come mezzo per comunicazione di lavoro?

Sì, tanto.

Il cinema: qual è l’ultimo film che ha visto?

Adoro i cartoons; l’ultimo che ho visto è stato Rapunzel.

Consiglierebbe un film particolare a un giovane che si occupa di alimentazione?

Sì, Il Pianete verde: semplice, bucolico e molto illuminante

Tempo libero
 

Qual è la città italiana dove si reca più volentieri?

Sono due: Roma per il “profumo di storia” che si respira ad ogni angolo; Como, la città della mia nonna materna (a cui ho dedicato Scelta vegetariana e vita in bicicletta) per tutti i bei ricordi legati alla mia infanzia.

E all’estero?

Parigi, che ho già visto 8 volte.

Il suo sport preferito?

La pallavolo: ce l’ho nel sangue. Sarà per la mia altezza (1.81 m) e per la passione per la palla che mia nonna mi ha trasmesso già da piccolissima, ma tutte le volte che vedo un campo ed una rete mi illumino! Il gioco di squadra poi insegna a crescere, a sacrificarsi per gli altri e a gioire tutti insieme: bellissimo. Ma mi piace tanto anche andare in bici e pattinare con i roller al parco, rincorsa dal mio inseparabile Igloo.

 

4 luglio 2012

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