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Guardare sempre al di là dell’immediato

Lavoro e professione
Può dire di avere avuto un Maestro?

fotoCerto! Più di uno. Intanto Carlo Caltagirone che mi ha insegnato la Clinica Neurologica e il metodo Neuropsicologico e che, soprattutto, mi ha fatto conoscere il piacere per la ricerca. E poi ho avuto la fortuna di lavorare con Elisabeth Bates, indimenticata neuroscienziata, capace di guardare sempre al di là dell’immediato.

Se tornasse indietro, rifarebbe le stesse scelte professionali?

Assolutamente si! A parte un paio di sciocchezze … certo avrei bisogno della stessa quota di fortuna.

Scrivere quanto spazio toglie al “mestiere” primario?

Molto. Ma, come dico sempre, scrivere è l’aspetto ludico del mestiere per cui si riesce a farlo nei fine settimana, sotto l’ombrellone, di notte, …

Qual è la parte del suo lavoro più gratificante? E quella più noiosa?

La clinica. Il rapporto con i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie. La più noiosa? Le riunioni, la burocratizzazione che seppure necessaria a volte è estenuante.

Qual è stato il suo primo “esame”?

Biologia. Fine maggio del primo anno di Medicina su un testo improbabile ma un professore molto divertente.

Ricordi, passioni e curiosità…
foto Qual è il suo più grande rammarico?

La coppa dei campioni della stagione ‘83-‘84 a Roma, contro il Liverpool … Non succederà mai più.

Quale forma di aggiornamento le sembra più utile? Leggere, andare ai congressi, e-learning…

Leggere e discutere coi colleghi ma a piccoli gruppi. I congressi sono utili per le relazioni che si riescono a stabilire. L’e-learning… mi annoia.

Qual è la sua rivista professionale “preferita”?

Brain, Journal of American Accademy Child Adolescent Psychiatry, Neuropsychologia.

Le capita ancora di sfogliare l’edizione cartacea di una rivista o consulta la letteratura solo su web?

La carta conserva un suo fascino ma ormai uso prevalentemente le riviste on-line. Però, gli articoli che devo studiare in genere li stampo.

Può dirci una cosa che l’appassiona veramente?

Il mare, una gita con la mia moto, i fritti di mia madre.

Qual è la prima cosa che farebbe se fosse Ministro della Salute?

Renderei veramente pubblica l’assistenza sanitaria anche attraverso una incompatibilità assoluta tra pubblico e privato.

In cucina preferisce stare ai fornelli o a tavola?

Tavola. Ho una madre che ancora stende la pasta a mano… Ma mi diverte cucinare e non sono troppo male (così almeno dicono i miei amici).

Lettura, cinema e teatro
Il suo romanzo preferito?

Ce ne sono molti. Il primo che mi viene in mente è Un giorno questo dolore ti sarà utile, di Peter Cameron.

Quale libro ha sul comodino?

In questo momento ne ho tre: Dove nessuno ti troverà di Alicia Gimnez-Bartlett, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks e Nascita della clinica di Michel Foucault.

Qual è l’ultimo libro che ha regalato?

Mia suocera beve di Diego De Silva.

Ha un lettore di e-book? Ha mai acquistato un’edizione digitale?

Ho un iPad e ho scaricato qualche libro in edizione digitale… però la carta è un’altra cosa

Il cinema: qual è l’ultimo film che ha visto?

Cose dell’altro mondo.

Consiglierebbe un film particolare ad uno specializzando nella sua disciplina?

Frankestein junior. Senza alcun dubbio. E se non ride alle battute o non le capisce, lo caccio.

Tempo libero… social web
Quali zone della sua città le sono più care?

Sono molte perché sono cambiate nel corso degli anni. Negli anni ’70 adoravo Boccea Pineta Sacchetti perché sono nato lì; negli anni ’80 l’area tra Pantheon, Piazza navona, Piazza Farnese, … Oggi mi piace molto la vista che c’è dal mio Ospedale, il Gianicolo e la parte alta di Trastevere ma anche il Celio e Garbatella. Non sopporto i Parioli.

Qual è la città all’estero dove si reca più volentieri?

New York, tutte le volte che posso.

Il suo sport preferito?

Il calcio, calcetto, calciotto, …

Usa uno smartphone? iPhone o Blackberry?

Blackberry, sono uno dei pochi che resiste al fascino della concorrenza.

Crede che gli strumenti del social web possano essere utili al medico? Se sì, quali, soprattutto?

Sì. Personalmente utilizzo molto Facebook anche per pubblicizzare eventi, iniziative, articoli, libri, congressi, … e lo trovo molto efficace.

18 gennaio 2012

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