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Sognare a pagine aperte

Carta d’identità della biblioteca

Cosa caratterizza la vostra biblioteca?

Per garantire a tutti i dipendenti la possibilità di accedere al servizio, abbiamo pensato di privilegiare le risorse on line, accessibili da tutti i computer aziendali, tramite indirizzo IP: oggi, da tutte le strutture della Asl di Nuoro è possibile accedere direttamente alle riviste, fare ricerche bibliografiche, chiedere e ricevere informazioni. Questo servizio è stato pensato perché sebbene il territorio sia stato ridimensionato, con l’istituzione di nuove provincie, l’Azienda è ancora molto estesa, con molteplici sedi anche molto distanti fra loro.

A quante riviste siete abbonati?

Attualmente, a 180 riviste. Da diversi anni, siamo abbonati ad UpToDate, importante risorsa di informazioni, curata e costantemente aggiornata da autorevoli medici e ricercatori e da quest’anno, anche a Proquest Journals, servizio di informazione bibliografica e full-text e a Evidence Based Medicine Review, base dati che combina sette delle maggiori risorse dell’evidence based medicine internazionali. Abbiamo, inoltre, un archivio di 250 riviste online e di 350 riviste su supporto cartaceo, relativo al periodo che va dagli anni ottanta al 1997, recuperato con l’aiuto della Regione Autonoma della Sardegna, più precisamente del Polo Sardo SBN.

Chi frequenta la biblioteca e cosa cerca

Chi viene in biblioteca?

Principalmente medici, biologi e infermieri, ma anche studenti e persone che desiderano avere qualche informazione in più sulle loro patologie. La biblioteca è aperta anche agli utenti esterni.

È possibile consultare le risorse anche da casa?

No, tutte le risorse possono essere consultate da ogni computer della rete aziendale tramite riconoscimento di IP.

Il medico cosa cerca? E lo sa trovare?

Il medico spesso richiede aggiornamenti su patologie specifiche e non comuni, ma anche ricerche bibliografiche per presentare lavori a convegni o a eventi formativi. Molti dei nostri medici sono espertissimi nella ricerca, soprattutto, quelli che hanno avuto esperienze all’estero e che continuano a mantenere relazioni internazionali.

Le banche dati sono utilizzate?

Sì abbastanza, ma sempre dagli utenti più esperti.

Gli utenti consultano le fonti a partire da bisogni di informazione specifici, oppure, vengono anche per il piacere di sfogliare una rivista?

È raro che i professionisti si rechino fisicamente in biblioteca. Di solito i bisogni di informazione specifici sono la spinta a richiedere una ricerca bibliografica o un determinato documento.

L’inglese è un problema?

È un ostacolo per molti. Per questo motivo, l’ufficio formazione della nostra Asl organizza periodicamente corsi di inglese, con sessioni dedicate all’inglese medico scientifico.

Avete previsto corsi di formazione sull’uso delle risorse bibliografiche?

Abbiamo organizzato corsi di formazione accreditati, con una parte teorica ed una parte pratica; è servito soprattutto a “gettare un seme”, perché molti partecipanti si sono talmente appassionati che sono tornati in biblioteca molte volte per conoscere in modo più dettagliato tutti i piccoli segreti del come fare ricerca. L’aspetto più interessante della formazione sull’uso delle risorse bibliografiche, a mio giudizio, è quello di accogliere utenti che hanno diversi livelli di conoscenza e anche i più esperti si affidano a noi per scoprire le molteplici possibilità e i siti per l’aggiornamento; da parte loro c’è l’entusiasmo di scoprire nuovi mondi e da parte nostra l’esaltazione nel sentirci dei moderni Virgilio.

Alcune fonti vengono consultate più di altre?

Alcune riviste sono di interesse trasversale, quindi vengono consultate da più specialisti; per altre la frequenza di consultazione è correlata alla specialità, che richiede un aggiornamento più intenso. Per esempio, il nostro record di consultazione è stato raggiunto con il Journal of Neurosurgery.

La gestione delle risorse

Il cartaceo viene ancora preferito all’elettronico?

Le riviste nazionali prevalentemente sono su supporto cartaceo e sono molto apprezzate, soprattutto perché sono in lingua italiana. Purtroppo, il prezzo è molto alto e non si esaurisce nel mero pagamento dell’abbonamento.

Ci spieghi meglio…

Ogni anno bisogna pensare a nuovi scaffali e a nuovi locali per archiviare, dobbiamo pensare alla gestione del tutto, a partire dal semplice discorso delle pulizie, fino ad arrivare ai trattamenti speciali, ai quali dopo un po’ bisogna sottoporre i documenti. Gli editori sanno tutte queste cose, infatti, molto spesso il formato elettronico costa più del supporto cartaceo. Non va trascurato poi, il prezzo del document delivery, della fornitura dell’articolo, delle fotocopie e invio tramite fax o posta dei documenti richiesti; dobbiamo pensare a quanto tempo serve per esaudire un’esigenza formativa. Certamente, in una realtà estesa come la nostra, laddove sia possibile, il formato elettronico è da preferire.

I costi per gli abbonamenti e l’acquisto di nuove risorse sono soltanto una voce di spesa o un investimento?

Per noi sono un investimento. Il servizio è stato fortemente voluto dal nostro direttore generale, che continua a nutrire un grande interesse per la biblioteca; lo dimostra il fatto che nonostante le difficoltà a reperire spazi per i nuovi locali, è stato mantenuto inalterato il budget, esprimendo la convinzione che l’auto-formazione sia fondamentale per il miglioramento personale e professionale. Sottolineo che questa biblioteca è stata addirittura chiusa nel 1997, a causa della difficoltà a reperire locali adeguati.

Quale approccio avete verso le novità dell’editoria medico-scientifica internazionale?

Siamo molto curiosi e sperimentiamo volentieri: facciamo molti trials e quando è possibile, con l’accordo degli editori, li estendiamo a tutti gli utenti, in modo da valutare il gradimento di una nuova risorsa e decidere l’eventuale acquisizione. Quando un editore ci propone una nuova risorsa, chiediamo sempre di poter effettuare un trial della durata di un mese e da poter estendere a tutti gli utenti. Analizziamo gli accessi e chiediamo un parere ad un gruppo di utenti scelto in modo casuale. Se questo è positivo, valutiamo la possibilità dell’acquisto. La collezione delle nostre riviste, invece, è stata scelta singolarmente da tutti i direttori dei servizi ospedalieri.

Quali problemi riscontrate con maggior frequenza nella gestione dei periodici online?

Dipende dagli editori. Se l’editore rifiuta la possibilità di accedere tramite indirizzo IP, per noi diventa problematico gestire le password. Per fortuna, di solito anche gli editori considerano più vantaggioso riconoscere un indirizzo IP.

E degli editori italiani cosa ci può dire?

Non dovremmo avere un rapporto diretto con gli editori italiani, perché le nostre acquisizioni avvengono tramite agenzia. Però, spesso abbiamo avuto risposte più rapide da loro che non da intermediari: mi riferisco all’eventualità di richiedere fascicoli non pervenuti o a difficoltà di accesso al formato elettronico.

Progetti in cantiere

Se potesse decidere liberamente come organizzare e ottimizzare la biblioteca, quali sarebbero i suoi primi provvedimenti?

Riorganizzerei per prima cosa il sito web, inserirei un elenco di tutti i titoli in abbonamento, con una chiara indicazione dell’accessibilità, inserirei tutti i link possibili ed immaginabili relativi all’open access, inserirei dei tutorial per l’utilizzo delle risorse disponibili per tutti e non solo come avviene ora, a chi ne fa richiesta. Il mio sogno è di diventare invisibile, di lavorare sul fondo della scena, cosicché l’utente possa autonomamente gestirsi e accedere a tutte le risorse disponibili.

Come vede il futuro della biblioteca scientifica?

Credo che se riusciremo a far diventare l’auto-formazione un bisogno, come mangiare e bere, il futuro sarà roseo. Ma per fare questo, bisogna anche concedere il diritto/dovere di avere un orario dedicato all’auto-formazione per tutte le professioni sanitarie, come già avviene per i medici, che hanno diritto a quattro ore di studio alla settimana.

Disponete o avete in previsione la creazione di un repository istituzionale, un archivio degli articoli prodotti dal personale della Asl?

Ci piacerebbe molto. Abbiamo in previsione di organizzare per quest’anno, nella nuova sede della biblioteca e della formazione, delle giornate di lettura e commento dei lavori scientifici pubblicati in passato dai medici dalla nostra Asl. L’ultimo lavoro è stato presentato lo scorso dicembre al congresso annuale dell’American Society of Hematology, da biologhe ed ematologi della nostra azienda. Altri articoli, sono stati inviati proprio in queste settimane per la pubblicazione su prestigiose riviste nazionali ed internazionali e contemporaneamente vorremmo rendere disponibili le pubblicazioni nella pagina della biblioteca; anzi, abbiamo già previsto uno spazio “pubblicazioni” nella nostra home page.

Che opinione hanno i vostri operatori sanitari del fenomeno dell’open access?

È una meravigliosa opportunità che tutti apprezzano, a partire da chi opera nelle biblioteche. Garantire l’accesso e la divulgazione delle informazioni è al centro del nostro interesse professionale. Del resto, se pensiamo che la ricerca è finanziata in buona parte dai contribuenti, viene da sé che il pubblico possa e debba accedere a tali risorse.

21 gennaio 2009

La biblioteca della Asl 3 di Nuoro è un’istituzione presente fin dai primi anni ottanta; è stata chiusa nel 1997 per ristrutturazioni tuttora in corso, ed ha riaperto nel 2002.

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