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Teleconsulto: panacea di tutti i mali

Tecnologie nate per la comunicazione e poi importate nell’ambito della medicina per rendere possibili visite mediche a distanza: da cosa nasce Telemedicina Rizzoli?

Il tutto nasce dalla volontà di rendere disponibili su tutto il territorio nazionale i Centri di eccellenza medica prevalentemente dislocati nel Nord Italia.
L’azienda fornisce e gestisce servizi di teleconsulto rivolti al paziente, mettendolo in comunicazione con il centro specialistico d’eccellenza.
Una prima fase di sperimentazione con gli Istituti Ortopedici Rizzoli (IOR) ha mostrato che è possibile garantire una visita specialistica di alto valore attraverso il teleconsulto. Dopo questa fase si è compreso che per rendere il teleconsulto una realtà è necessario affidarsi ad un’azienda privata, da qui è nata Telemedicina Rizzoli. Si è partiti dal modello del consulto degli IOR, unendo esperienze informatiche e di ingegneria genetica, e avvalendosi di consulenti medici che hanno permesso la progettazione di servizi adatti alla pratica medica e adattabili ai diversi contesti.

Ci spieghi meglio…

Non si tratta solo di rispondere alle esigenze della medicina, ma anche a quelle dei diversi tipi di consulto: un ospedale, un distretto medico, una ASL. Nello scegliere se avvalersi delle risorse tecnologiche già disponibili o creare un’area di ricerca interna, abbiamo optato per una strada intermedia. Per quanto riguarda i servizi di teleconferenza ci siamo avvalsi della tecnologia disponibile nel campo della videocomunicazione. Diverso è stato il discorso per la parte applicativa, dove si è ritenuto opportuno creare in casa i sistemi software che seguissero il processo del teleconsulto medico, per adattarli meglio alla diversa funzione e tenere sotto controllo tutti gli aspetti medico-legali che costituiscono una visita medica.

Quali sono gli elementi per garantire un servizio efficace di visite specialistiche a distanza?

Il primo è la prudenza con la quale deve essere affrontato il teleconsulto che non viene promosso come una panacea o un sistema rivoluzionario che sostituirà completamente il rapporto diretto medico-paziente. Il servizio di teleconsulto in videoconferenza consente al paziente, solo in casi selezionati, di interagire con un medico in remoto per effettuare una visita.
Il secondo è che il progetto nasce dopo una fase di sperimentazione cominciata nel 1997 ed effettuata seguendo protocolli medico-scientifici condivisi. La ricerca, condotta insieme agli IOR, ha valutato l’efficacia del servizio mostrando che è possibile garantire una visita specialistica di alto valore anche attraverso il teleconsulto. Nel 2001 è nato con gli IOR un modello che oggi permette ai pazienti dislocati su tutto il territorio nazionale di avvalersi delle consulenze specialistiche di un centro di eccellenza in Ortopedia.
Il terzo elemento è la possibilità di delegare il servizio ad un soggetto esterno. Telemedicina Rizzoli è infatti il soggetto esterno che gestisce tutti gli aspetti organizzativi della relazione con il paziente, per lasciare al centro di eccellenza la possibilità di concentrarsi sulla sua attività primaria: offrire le competenze specialistiche.

Come funziona il modello che permette di far circolare l’informazione tra medico e paziente…

I casi possibili sono sostanzialmente due: la visita di follow-up e la richiesta di un secondo parere. Nel primo caso ci si trova di fronte ad un paziente già conosciuto dalla struttura che originariamente l’ha avuto in carico; dunque, al momento della prima visita o del primo incontro, il centro comunica a quei pazienti che non risiedono in zone vicine al centro, l’esistenza di un’alternativa alla seconda visita presso il centro. Nel caso degli IOR, il numero di pazienti che si rivolgono alla struttura dal Centro o Sud Italia è piuttosto alto: nell’ordine di 15.000 pazienti ai quali può essere offerta una possibilità di essere visitati a distanza. Nel caso in cui il paziente è favorevole, in prossimità della visita di controllo, avvalendosi di specifici moduli di consenso informato, egli telefona al call center tramite il numero verde per avere spiegazioni sulle dinamiche del teleconsulto e il tipo di documentazione richiesta per la visita.

In che modo avviene la visita?

Il paziente si reca presso i nostri teleambulatori, strutture distribuite sul territorio nazionale, prevalentemente nel Sud Italia. Questi centri sono attrezzati per la condivisione dei diversi referti medici a disposizione del paziente – dagli esami diagnostici al parere di un altro medico – che vengono digitalizzati attraverso le apparecchiature disponibili e trasmessi al Centro di eccellenza. Il medico, coadiuvato da un tecnico che lo aiuta nella raccolta dei dati, prima della vera e propria videoconferenza, da remoto valuta i dati disponibili per quella visita che gli permettono di formulare un’opinione sull’argomento per condividerla, successivamente, con il paziente. Nel momento della videoconferenza, le telecamere permettono al medico di seguire il paziente mentre compie particolari movimenti o deambula, oppure, nel caso di visite dermatologiche, di zoomare un’area particolare dell’epidermide del paziente. Queste informazioni fornite in videoconferenza si aggiungono ai dati disponibili al fine di fornire al medico gli strumenti utili per una visita completa e per la formulazione di un referto che viene poi trasmesso alla struttura in cui il paziente si trova.

Trasmissione di dati sensibili: in che modo viene garantito il rispetto della privacy?

Il sistema di rete che ci permette di gestire il teleconsulto non vive su Internet, ma, avvalendosi dello stesso paradigma, viaggia all’interno di una rete dedicata: una rete virtuale privata (virtual private network) all’interno della quale è molto difficile ipotizzare intrusioni. Una rete a banda larga che consente una velocità di trasmissione garantita che va dai 384 Kb/sec ai 1,24 Mb/sec, grazie alla quale da una parte il medico riceve nel più breve tempo possibile i dati necessari alla sua valutazione, dall’altra il consulto in videoconferenza riesce a svolgersi nel modo più “confortevole” possibile. Un’ulteriore misura di sicurezza consiste nel fatto che la trasmissione di dati relativi ai materiali diagnostici, video e audioconferenza vengono protetti attraverso un algoritmo di crittografia.

Comunicazione confortevole…

L’obiettivo è di creare la complicità necessaria al rapporto medico-paziente per favorire una comunicazione confortevole anche dal punto di vista emotivo, sicuramente più adatta allo scambio di delicate informazioni mediche. La velocità per garantire comunicazione fluida è di 384 Kb/sec, il valore minimo che consente una trasmissione sincrona tra audio e video di sufficiente qualità.

Eccellenza dal Nord al Sud del paese, ma a quale prezzo?

Il teleconsulto oggi è un servizio privato che non può essere rimborsato dal Servizio sanitario nazionale; quindi, il costo della visita è maggiore di quanto sarebbe pagando solo il ticket. Tuttavia, bilanciando i costi effettivi con i costi indotti da una visita vera e propria (viaggi e trasferte), la soluzione del teleconsulto risulta più conveniente per il paziente. Il modello di valutazione economica prevede infatti che i costi della visita si assestino al di sotto dei costi previsti per il paziente se si prendono in considerazione anche tutte le variabili che si aggiungono alla visita, come, ad esempio, lo spostamento che in alcuni casi prevede l’accompagnamento da parte di familiari o caregivers.

Nel caso di notizie difficili da comunicare al paziente sono previste delle accortezze particolari all’interno di questo protocollo di comunicazione?

Un problema che riguarda soprattutto la possibilità di richiedere un secondo parere, dove la prenotazione della visita perde il suo automatismo. Poiché non esiste una storia precedente del paziente all’interno della struttura di eccellenza a cui sta facendo riferimento, il paziente è tenuto ad esporre il suo caso al call center, i dati vengono organizzati all’intero dei protocolli specifici della struttura di eccellenza di riferimento e la richiesta indirizzata alla divisione di riferimento. La visita viene prenotata solo dopo che un medico di riferimento ha preso visione del caso e ha valutato, in base alle informazioni raccolte, se rientra in quelli previsti, cioè se è idoneo ad essere erogato in modalità di teleconsulto. Decide, inoltre, quali sono i dati clinici del paziente necessari alla visita. Solo dopo questi passaggi si contatta il paziente per indicare i referti necessari per la visita, fornire il modulo per il consenso informato e fissare la visita.

Quali sono i centri che visitano pazienti a distanza attraverso la rete di Telemedicina Rizzoli?

Oltre agli IOR, altri due centri di neurologia si appoggiano alla nostra rete per il servizio di teleconsulto: il Centro Parkinson, Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, e il Centro San Giovanni di Dio di Brescia, specializzato nel ricerca per l’Alzheimer. Infine, il Centro Cardiologico Monzino di Milano.

 

12 maggio 2004

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