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Il valore di un dono, il valore di un rifiuto

Intervista a Silvia Mancini, Advocay Officer di Medici senza frontiere Italia, e Letizia Galli, responsabile raccolta fondi da individui, Medici senza frontiere Italia.

Negli ultimi anni Medici senza frontiere (Msf) ha condotto una lunga battaglia per permettere una vaccinazione più equa in tutto il mondo. “Fairshot: il vaccino giusto al prezzo giusto” è lo slogan della petizione di Msf per chiedere alle aziende farmaceutiche Pfizer e GlaxoSmithKline di ridurre il prezzo del loro vaccino antipneumococco. Quest’anno, in piena campagna, ha scelto di rifiutare la donazione di un numero elevato di dosi di vaccino da parte della Pfizer…

L’immunizzazione infantile di base è un intervento sanitario che nei paesi a risorse limitate previene tra i 2 e i 3 milioni di morti evitabili ogni anno. Nonostante i progressi compiuti a livello globale e la volontà, più volte ribadita, di incentivare una ricerca medica attenta alle esigenze sanitarie dei paesi del sud del mondo, abbiamo assistito con crescente preoccupazione al persistere di barriere all’accesso, in particolare per i vaccini di recente introduzione, come quello antipneumococcico, di provata efficacia nel prevenire infezioni, come polmoniti e meningiti, severe e spesso mortali. A fronte della indiscussa utilità del vaccino, prezzi inaccettabilmente alti privano una parte consistente della popolazione pediatrica mondiale della possibilità di beneficiarne.

Pfizer e Glaxo Smith Kline (Gsk) sono le uniche due case farmaceutiche che, a oggi, producono il vaccino antipneumococcico. Il costo del vaccino è elevato e insostenibile sia per i sistemi sanitari dei paesi in via di sviluppo sia per le organizzazioni umanitarie come Msf. Dopo anni di negoziati infruttuosi con le due case farmaceutiche, Msf ha lanciato la campagna “A fair Shot: il vaccino giusto al prezzo giusto”per chiedere alle due aziende farmaceutiche di ridurre il prezzo del vaccino antipneumococcico a 5 dollari per bambino (per le tre dosi) in tutti i paesi in via di sviluppo e per rivendicare politiche efficaci a favore della ricerca medica e dell’accesso equo a strumenti di prevenzione contro infezioni che ogni anno provocano nel mondo più di un milione di morti.
A fronte di queste richieste la risposta delle due case farmaceutiche si è, per lungo tempo, limitata esclusivamente all’offerta di donazioni di dosi di vaccini che, per Msf, non rappresenta una soluzione sostenibile. Certo verrebbe da chiedersi perché Msf rifiuta donazioni importanti di vaccini laddove ne reclama la fondamentale importanza e l’urgenza della diffusione…

Sicuramente rifiutare un dono potenzialmente vantaggioso per la propria causa è una decisione difficile e un atto di responsabilità nei confronti destinatari delle proprie campagne nonché dei propri donatori. Quali sono le ragioni che hanno spinto Msd a rifiutare questo dono?

I programmi di donazione si affidano alla volontà delle singole compagnie le cui priorità non sempre si adeguano a quelle dei paesi in via di sviluppo, i donatori hanno il controllo ultimo sul prodotto e i rischi di interruzione possono essere elevati. Le donazioni si contraddistinguono sempre per un elevato numero di incertezze e vincoli (solo alcune aree geografiche e alcune fasce di popolazioni ne possono beneficiare) e limitano l’abilità di rispondere alle emergenze mediche. Inoltre le donazioni di farmaci/vaccini possono avere un impatto negativo sull’accesso sostenibile di prodotti farmaceutici impedendo o ritardando le possibili politiche alternative di cui i governi possono giovarsi per ridurre la spesa sanitaria e rispondere alle esigenze di salute pubblica, riducono gli incentivi per l’ingresso sul mercato di altri produttori, limitano la concorrenza che consentirebbe un abbattimento dei costi. Le donazioni possono inoltre determinare una falsa idea di soluzione del problema contribuendo a sottrarre all’attenzione politica una tematica che invece necessita di costante attenzione e interesse.
Per tutti questi motivi Msf ha rifiutato la donazione di un’importante dose di vaccino anti-pneumococcico e, così come l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ritiene la donazione una risposta inadeguata all’incontrollato aumento del costo dei vaccini.
Msf preferisce negoziare direttamente con le case farmaceutiche per trovare soluzioni sostenibili e accessibili dei prodotti farmaceutici. Sono rarissime le eccezioni a questa policy e, se avvengono, come nel 2014 dopo anni di estenuanti negoziati con Pfizer e Gsk, sono sempre richieste specifiche garanzie e congiuntamente non viene mai meno il lavoro per una soluzione strutturata di lungo periodo.
Recentemente, dopo anni di trattative e pressione dell’opinione pubblica, entrambe le imprese farmaceutiche hanno annunciato la riduzione del costo del vaccino antipneumococcico (3,10 $ a dose) per le organizzazioni umanitarie che lavorano in emergenze sanitarie. Si tratta di un passo importante verso la giusta direzione su cui andrà costruita anche una politica di riduzione dei costi per le vaccinazioni di routine nei paesi in via di sviluppo e un incremento del numero di aziende produttrici di vaccini che investono anche nella ricerca di patologie del sud del mondo.

Quanto sono importanti le donazioni private per un’organizzazione onlus come Msf?

Le donazioni dei privati (cittadini e aziende) sono la linfa vitale per Msf: in Italia rappresentano la quasi totalità dei fondi raccolti. È grazie all’impegno e alla generosità dei donatori che i nostri operatori umanitari possono rispondere rapidamente alle emergenze in tutto il mondo, salvando migliaia di vite ogni giorno. La provenienza privata delle nostre risorse garantisce l’indipendenza dei nostri interventi da agenda politiche ed economiche permettendoci di intervenire là dove c’è più bisogno.
Inoltre, grazie alle donazioni generiche, cioè non legate a progetti specifici, Msf è in grado di intervenire nelle prime ore in cui scoppia un’emergenza. Questi fondi ci permettono di intervenire con tempestività dove c’è più bisogno.

Ci sono delle donazioni per voi scomode o imbarazzanti che devono essere rifiutate? Come tracciate il confine tra una donazione etica e una donazione non etica?

Msf Italia si è dotata di una policy etica che disciplina le opportunità di collaborazione con il mondo delle aziende, sulla base dell’appartenenza a settori critici o scandali reputazionali dell’azienda. Grazie al supporto di una società esterna di rating etico, Msf presta massima attenzione al profilo etico dell’azienda, valutandone la reputazione e il rispetto alla mission istituzionale. Aziende appartenenti al settore dell’estrattivo, degli armamenti, del petrolchimico e tabacchi sono considerate da MSF “nere” perché in conflitto con la mission della nostra organizzazione, prescindendo da qualunque giudizio di valore circa la “bontà” o meno del business aziendale. Le aziende di altri comparti merceologici vengono sottoposte a valutazione di profilo etico.
Sul fronte delle donazioni provenienti dalle istituzioni, nel corso del 2016 Msf ha deciso di non accettare più fondi da parte dai paesi membri dell’Unione europea (Ue) e dalle sue istituzioni in opposizione all’accordo siglato con la Turchia e alle dannose politiche di deterrenza sulla migrazione che, oltre ad aumentare la sofferenza delle persone, hanno messo in seria discussione il concetto di rifugiato e di protezione internazionale.
Otto mesi dopo l’entrata in vigore dell’accordo tra Ue e Turchia le persone bisognose di protezione ne pagano il vero costo umano. Più di 8000 persone, tra cui centinaia di minori non accompagnati, sono bloccate sulle sole isole greche come diretta conseguenza dell’accordo. Vivono in condizioni disastrose, in campi sovraffollati, temono un ritorno forzato in Turchia e sono ancora prive di assistenza legale. Non ci aspettiamo che le politiche europee cambino nel breve periodo – è probabile anzi che l’accordo tra UE e Turchia venga preso come un modello per il controllo della migrazione ed esteso a molti paesi dell’Africa e del Medio Oriente – ma come MSF non possiamo continuare ad accettare finanziamenti dagli stessi governi o istituzioni europee le cui politiche provocano tanta sofferenza e mettono in discussione il concetto di diritto di asilo.

Quanto è importante la rendicontazione delle attività nei confronti dei donatori ?

Msf presta grande attenzione alla rendicontazione delle proprie attività. Ogni anno pubblichiamo il Rapporto annuale  e il bilancio – disponibili anche sul nostro sito www.medicisenzafrontiere.it – che riportano, anche da un punto di vista economico, l’impatto delle donazioni a favore di Msf Italia e come queste siano state distribuite nei diversi progetti. Oltre a queste pubblicazioni annuali, Msf comunica regolarmente ai propri donatori aggiornamenti sui progetti tramite lettere, newsletter o email.


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