Sono trascorsi esattamente quarant’anni dalla prima edizione di questo volume, pubblicato allora con il titolo “Pediatria di base” a cura di Giorgio Tamburlini. Durante questo lungo intervallo di tempo, i bisogni dei genitori e dei bambini sono molto cambiati, ma, come affermano i curatori del nuovo volume, Michele Gangemi e Giorgio Tamburlini, “l’agire quotidiano del Pediatra non è stato al passo, soprattutto perché la formazione è rimasta troppo simile a quella di molti anni fa, nei contenuti (aggiornamenti scientifici e tecnologici a parte, quelli sì sono stati adeguati), e nelle modalità operative.”
Del resto, bisogna tenere conto che la Pediatria di Famiglia, istituita come disciplina nel 1978, è profondamente cambiata da allora, sia per i grandi mutamenti che si sono verificati nelle dinamiche demografiche, economiche, sociali e culturali, sia per i significativi passi avanti compiuti in campo preventivo e terapeutico. A ciò si deve aggiungere l’enorme balzo in avanti delle tecnologie informatiche che ha contribuito a rivoluzionare il tutto.
Sono cambiati i bisogni di salute e quelli psico-socio-educativi, sono progredite le conoscenze inerenti alla fisiologia e la patologia dello sviluppo, si è attuata una progressiva digitalizzazione che ha portato a profondi mutamenti nei flussi e nella modalità di lavoro all’interno di ospedali e ambulatori. Tuttavia, a fronte di questi importanti cambiamenti, l’organizzazione dei servizi d salute per la maternità e la paternità, l’infanzia e l’adolescenza è rimasta sostanzialmente quella dei primi anni Ottanta. E’ ancora molto carente la prevenzione, sottolineano ad esempio Gangemi e Tamburlini, così come “manca una visione basata sui diritti, pure riconosciuti formalmente, per cui interi gruppi di bambini e adolescenti, dai rifugiati ai nati da genitori migranti, da coloro che abitano in periferie povere di servizi a quelli coinvolti da procedimenti giudiziari a carico dei loro genitori, restano di fatto privati di diritti fondamentali.”
I curatori di questa terza edizione di Pediatria di Famiglia sono fortemente convinti che, a partire dall’insieme dei cambiamenti a cui abbiamo accennato, “sia necessario far emergere una professione nuova, capace di maneggiare i nuovi strumenti, di rispondere ai bisogni dei neogenitori aprendo finestre di dialogo, come nel campo della promozione dello sviluppo e della genitorialità, di condividere piano di intervento con altre figure professionali, di contribuire a che le risposte della comunità a bambini, adolescenti e famiglie siano adeguate.”
La terza edizione di Pediatria di famiglia che approda in questi giorni in libreria è un’opera corale che riassume il percorso, le criticità e le prospettive della Pediatria di Famiglia rivolgendosi a chi già opera nel settore e a chi è impegnato nelle scuole di specializzazione in Pediatria.
Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

