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6 ore in treno con “The Oral Health Atlas”

Un viaggio in treno è la migliore occasione possibile per leggere. Non solo libri o giornali, ma anche letteratura scientifica. Guido Benedetti, odontoiatra e membro di Cooperazione Odontoiatrica Internazionale (COI) e del Gruppo Italiano per l’Accesso alle Cure Orali (GIACO), ha letto durante un viaggio Pistoia–Sondrio (tre treni, circa 6 ore di tempo compresi i cambi) “The Oral Health Atlas”, pubblicato da FDI World Dental Federation. E ha affidato le sue sensazioni a un post pubblicato dal blog di Politica sanitaria Salute Internazionale.

Scrive Benedetti: “Quest’Atlante mi piace; rappresenta una di quelle rare occasioni che ho di leggere della “mia” materia d’origine nell’ottica di questo nuovo universo. Già la copertina mi dà una chiave di lettura: The Oral Health Atlas – Mapping a neglected global health issue. Delle malattie di bocca e denti si trovano biblioteche intere; biblioteche colme per lo più di tecniche chirurgiche per una disciplina che ha raggiunto livelli di raffinatezza incredibili. Ma c’è un rischio in tutto questo: che il particolare micrometrico ci distolga dall’orizzonte macroscopico, che, ancora una volta, ci si dimentichi di risalire la corrente delle malattie per vedere dove stiano le loro cause originali (e magari per scoprire quali siano le risposte più adeguate). E allora vediamo, con l’aiuto dell’atlante, cosa significa tutto questo in salute orale. Carie, malattia gengivale, tumore del cavo orale, Noma (una patologia infettiva a carico di gengive e tessuti molli che in un quadro di malnutrizione e/o immunodeficienza porta in brevissimo tempo a completa distruzione del volto), manifestazioni orali di HIV/AIDS, patologie congenite, trauma bucco-dentario, servizi di salute orale e impatto della patologia sono descritti nel loro significato globale. (…) Le patologie orali sono prevenibili: per anni si è posto l’accento sul comportamento e sulla necessità di educare a un certo comportamento. Tuttavia, oggi sappiamo che l’educazione sanitaria (soprattutto in età evolutiva) porta sì a un aumento della conoscenza ma non al cambiamento dei comportamenti i quali sono sensibili ai determinanti ambientali, sociali ed economici. Di questo è un brillante esempio il programma governativo filippino Fit For School: le scuole non sono l’ambiente dove si insegna la salute ma dove le buone pratiche (lavarsi le mani e i denti tutti insieme) diventano la quotidianità per i bambini”.

Fonte
Benedetti G. In viaggio con The Oral Health Atlas. Salute Internazionale 27/07/2010.

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