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Antibiotici: la strategia dell’attesa

La prescrizione di antibiotici, a livello europeo, avviene per l’80-90% nell’ambito dell’assistenza di base, principalmente per infezioni delle vie respiratorie. In molte infezioni respiratorie, gli antibiotici non sono necessari e il sistema immunitario del/della paziente è in grado di combattere le infezioni non gravi. In presenza di determinati fattori di rischio (come ad esempio gravi esacerbazioni della broncopneumopatia cronica ostruttiva con aumento dell’espettorato), gli antibiotici rimangono tuttavia necessari.

Uno studio spagnolo pubblicato sul JAMA Internal Medicine ha confrontato quattro strategie nella prescrizione di antibiotici nelle infezioni respiratorie acute senza complicazioni. Lo studio è stato svolto su 398 soggetti adulti (età media: 45 anni) provenienti dall’assistenza di base; le infezioni più comuni erano faringite (46.2%) e bronchite acuta (32.2%); la sintomatologia, al momento della prima visita, era simile nei 4 gruppi.

I principali risultati in base alle strategie prescrittive:
• strategia di prescrizione immediata: in questo gruppo l’uso di antibiotici è stato del 91%;
• strategia guidata dal/dalla paziente, in cui viene prescritto l’antibiotico e si consiglia di assumerlo solo se i sintomi peggiorano o se non migliorano in pochi giorni: in questo gruppo il 33% delle/dei pazienti ha usato antibiotici (riduzione dell’uso di antibiotici: 58%);
• strategia in cui le/i pazienti potevano passare a ritirare la ricetta per l’antibiotico dopo 3 giorni dal primo consulto. In questo gruppo l’uso di antibiotici è stato del 23% (riduzione dell’uso di antibiotici: 68%);
• strategia di non-prescrizione: in questo gruppo l’uso di antibiotici è stato del 12% (riduzione dell’uso di antibiotici: 79%).

Facendo un confronto con la strategia di prescrizione immediata, negli altri 3 gruppi i sintomi severi avevano una durata più lunga di 0.4-1.5 giorni, ma non si sono rilevate differenze nella soddisfazione delle persone trattate. Il dato più rilevante è stato l’uso sostanzialmente inferiore di antibiotici in tutti i gruppi in cui non sono stati subito prescritti gli antibiotici, a fronte di una differenza modesta nelle sintomatologie.

“Le strategie che comportano un ritardo nella prescrizione di antibiotici sono un approccio utile per gestire i soggetti con infezioni repiratorie acute senza complicanze”, scrivono le autrici e gli autori dell’articolo, “Quando le/i pazienti sono preoccupati per il rischio di complicanze, o quando il soggetto si aspetta che gli vengano prescritti degli antibiotici, una strategia di questo tipo può essere particolarmente utile rispetto a una strategia di non-prescrizione”.

La Spagna è con l’Italia una delle nazioni con il maggior uso di antibiotici, bisogna tuttavia sottolineare che all’interno della nostra nazione convivono situazioni molto diverse: la Provincia Autonoma di Bolzano, infatti, è la regione italiana con l’utilizzo meno elevato di antibiotici, con 12,6 dosi giornaliere per 1.000 abitanti (meno della metàà delle regioni in cui il consumo è superiore) (Rapporto OSMED 2014). Secondo il rapporto “Prescrizione farmaceutica nella Provincia Autonoma di Bolzano. Analisi dei dati relativi al 2014”, nel 2014 sia la spesa sia le dosi sono in decremento (-5%).


Fonti

  • de la Poza Abad M et al, for the Delayed Antibiotic Prescription (DAP) Group. Prescription strategies in acute uncomplicated respiratory infections. JAMA Intern Med 2016;176(1):21-29. doi:10.1001/jamainternmed.2015.7088.
  • McCullough AR, Glasziou PP. Delayed antibiotic prescribing strategies—Time to implement? JAMA Intern Med 2016; 176(1): 29-30. doi:10.1001/jamainternmed.2015.7095.
  • Da Cas R, Traversa G, König A, Moser V. Prescrizione farmaceutica nella Provincia Autonoma di Bolzano. Analisi dei dati relativi al 2014.

Per approfondire
ECDC. Giornata europea degli antibiotici. Informazioni essenziali per i medici di famiglia.

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