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Bibliostorie a Bibliostar

Il variegato e vivace mondo delle biblioteche si è incontrato il 14 e 15 marzo a Milano, al convegno Bibliostar “Biblioteche in cerca di alleati. Oltre la cooperazione, verso nuove strategie di condivisione”.

L’aumento esponenziale della produzione di letteratura accademica, la sua smaterializzazione e trasformazione, l’open access nelle sue diverse declinazioni rendono le biblioteche protagoniste della conservazione, organizzazione, valorizzazione e distribuzione del sapere, come si è visto nell’incontro “I nuovi confini delle biblioteche accademiche”.

Ha aperto la sessione Maria Cassella, coordinatrice Commissione nazionale Biblioteche dell’Università e della ricerca, sulle partnership delle biblioteche accademiche con docenti e studenti universitari, al suo interno, e con partner pubblici e privati all’esterno.

Per Antonella De Robbio del Centro di Ateneo per le biblioteche dell’Università di Padova, “se la comunicazione pubblica della scienza è il sistema linfatico che ha la funzione di filtraggio verso l’esterno delle informazioni utili alla società, le biblioteche accademiche ne sono l’organo propulsore e nel digitale sono i gangli del sistema che raggiunge i nodi periferici del sistema sociale”. Le biblioteche rivestono dunque un ruolo chiave, cui spetta tra l’altro la Digital Curation, la conservazione digitale di dati e contenuti, attività che implica competenze correlate alla proprietà intellettuale e alla gestione dei diritti.

Nel contesto della relazione De Robbio ha fatto brevemente cenno anche a un suo lavoro sui Nobel 2012, dove conclude che gli indicatori bibliometrici dei Premi 2012 per la chimica, la fisica e la medicina “confermano l’ipotesi che maggiore è l’apertura di un risultato di ricerca verso l’esterno (…) tanto più il valore di impatto aumenta”. Ma al di là delle riflessioni sull’OA, consigliamo l’articolo per la suggestiva lettura dei tre premi “ tra metafore della luce e paradigma del tempo”.

I convegni sono anche occasione per ascoltare storie ed esperienze, come quella che ha raccontato Paola Coppola dell’Università “Tor Vergata” di Roma: all’interno della biblioteca si è creato un circolo di lettura chiamato dagli studenti “Salotto”: “un luogo informale di scambio e circolazione delle idee, di discussione e progettazione culturale. (…) è divenuto oggi il luogo di maggiore aggregazione dell’intera comunità, capace di mettere insieme studenti, docenti e bibliotecari”, un luogo dove può succedere che un matematico legga Dante, per far scoprire la poesia dei numeri, mentre un astrofisico evidenzia le equazioni della cosmologia medievale.

Un’altra bella storia la abbiamo ascoltata da Laura Ballestra della Biblioteca M. Rostoni della LIUC Università Cattaneo, Castellanza: ha riferito del laboratorio Non solo tesine, organizzato dalla Biblioteca della LIUC e svolto nelle biblioteche pubbliche, facendo perno sui documenti lì presenti per aiutare i ragazzi “a capire come affrontare un argomento di ricerca (…) attraverso documenti autorevoli”. Il progetto ha finora coinvolto 500 ragazzi e 30 biblioteche pubbliche. Un primo passo per far sì che l’apprendimento (permanente) sia “costruito su fonti di valore e documentazione scientificamente fondate, e non su quanto accidentalmente recuperato in rete”.

arabella festa

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