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Depressione e attività fisica: tra false verità e vere bugie

attività fisicaUno studio sul British Medical Journal dimostra che dieci telefonate e tre colloqui in cui si raccomanda di fare esercizio fisico sono inefficaci contro la depressione.

Le persone che hanno riferito di fare attività fisica sono più numerose nel gruppo che ha ricevuto le telefonate e ha partecipato ai colloqui che nel gruppo di controllo.

L’articolo ha suscitato numerose reazioni: a sei giorni dalla pubblicazione si contavano già 18 “Rapid responses” sul BMJ e numerosi commenti in rete. Tutti piuttosto vivaci. Il motivo di tanto clamore sta nella distorsione dei risultati dello studio da parte dei media. Malgrado gli effettivi risultati della ricerca e i suoi messaggi chiave, ecco alcuni dei titoli di articoli che la hanno commentata, a cominciare dalla BBC:

  • Depression: Exercise advice questioned when added to standard treatments. Combining exercise with conventional treatments for depression does not improve recovery, research suggests, BBC News Health
  • Exercise doesn’t help depression, study concludes, The Guardian
  • UK study into whether physical activity aids depression finds no additional benefit, comunicato stampa University of Bristol
  • Exercise doesn’t make you happy, United Academics Magazine.

    La dichiarazione raccolta da uno degli autori, forse decontestualizzata, non aiuta certo a fare chiarezza. Il Professor John Campbell avrebbe infatti detto: “Exercise and activity appeared to offer promise as one such treatment, but this carefully designed research study has shown that exercise does not appear to be effective in treating depression.” “L’esercizio non sembra essere efficace nel trattamento della depressione.”

    L’editoriale del BMJ non contribuisce a trasmettere correttamente le conclusioni della ricerca: il titolo è neutro “Exercise to treat depression”, ma continua con la frase “(l’esercizio) non sembra beneficiare pazienti in setting clinico che ricevono già buona assistenza standard”. Un sottotitolo fuorviante, a dispetto dei contenuti dell’editoriale stesso, che analizza più dettagliatamente la ricerca.

    Nonostante tutto, questo articolo ha molto da insegnare: dovrebbe spronare lettori e lettrici a non fidarsi delle semplificazioni dei titoli, dei sottotitoli e degli abstract e a leggere criticamente anche gli articoli pubblicati sulle riviste più autorevoli. La parte più interessante della pubblicazione sono le “Rapid respones” all’articolo che sono molto istruttive: intervengono operatori e operatrici sanitarie, pazienti e anche una rappresentante dei media (Laura Donnelly, Sunday Telegraph) che attribuisce responsabilità alla stampa, ma anche “alla ricerca stessa e al modo in cui è stata presentata, che hanno fatto poco per fare chiarezza su un argomento importante”.

    In conclusione, un articolo più dannoso che utile: non aggiunge molto alle ricerche sul trattamento della depressione, ma forse disincentiverà un certo numero di pazienti depressi a fare attività fisica.

    Efficace la sintesi di Richard Lehman, blogger per il BMJ: ce ne è abbastanza per far disperare per l’accuratezza dell’informazione scientifica, ma la disperazione è proprio un sintomo della depressione, e allora meglio uscire a farsi una corsetta.

    Dalla blogosfera segnaliamo un paio di post che ripercorrono tutta la vicenda:

  • Breaking News: Breaking News: Simply telling depressed people to exercise does not help relieve symptoms of depression, Neurobonkers
  • Exercise doesn’t help depression? Let’s take a real look at that study, Scicurious, Scientific American Blog Network.

    arabella festa

    Fonti
    Chalder M, Wiles NJ, Campbell J, Hollinghurst SP, Haase AM, Taylor AH, et al. Facilitated physical activity as a treatment for depressed adults: randomised controlled trial. BMJ 2012; 344: e2758.
    Daley A. Exercise to treat depression (Editorial). BMJ 2012; 344: e3181

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