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Differenze di genere nel declino cognitivo e nell’Alzheimer

Le donne hanno un rischio quasi doppio di Alzheimer: una review a cura di Carlo Gabelli e Alessandra Codemo (Centro Regionale per lo studio e la cura dell’Invecchiamento Cerebrale, Dipartimento di Medicina, Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova) pubblicata sull’Italian Journal of Gender-Specific Medicine ne illustra le cause principali e sottolinea l’importanza di una prospettiva di genere anche in questo ambito.

Le differenze di sesso e di genere, intese come effetti culturali e sociali, influenzano lo sviluppo e la biologia del sistema nervoso centrale nel corso di tutta l’esistenza dell’individuo. Ne consegue che anche le funzioni cognitive presentano delle peculiarità di genere e sono diversamente influenzate dai processi patologici che portano alla demenza. La malattia di Alzheimer è la principale forma di demenza e, a causa dell’invecchiamento globale della popolazione, è destinata a una rapida crescita. Le donne sono esposte nell’arco della vita a un rischio di Alzheimer quasi doppio rispetto agli uomini e la prevalenza di malattia è nettamente maggiore, specie nelle fasce di età più avanzata. Anche se la maggior mortalità maschile può spiegare in parte queste differenze, è chiaro che altri fattori entrano in gioco. Ad esempio, l’effetto negativo dell’allele ε4 di APOE e un basso grado di scolarizzazione contribuiscono allo squilibrio tra i sessi.

La menopausa si associa a un aumentato rischio di malattia di Alzheimer e una terapia ormonale sostitutiva effettuata nel tempo più opportuno potrebbe avere un ruolo positivo nel ridurre il rischio di malattia. Anche i fattori di rischio cardiovascolari giocano un ruolo nell’insorgenza della malattia di Alzheimer. Il diabete tipo 2 e l’ipertensione mostrano un preoccupante incremento di prevalenza tra le donne a livello globale. Il sesso femminile è maggiormente colpito dalla malattia di Alzheimer sotto diversi punti di vista: epidemiologico, biologico e sociale, ma la ricerca ha finora considerato questi aspetti con insufficiente attenzione. Gli aspetti legati al genere sono invece fondamentali per la ricerca futura e per formulare strategie di cura efficaci.

Carlo Gabelli presenterà al 3° Simposio altoatesino di Medicina di genere (7 ottobre 2016) la relazione “Le malattie neurodegenerative nel confronto di genere”.

Fonte

Gabelli C, Codemo A. Gender differences in cognitive decline and Alzheimer’s disease. Ital J Gender-Specific Med 2015;1: 21-8.


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