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Due libri per capire meglio le ragioni della pace

Il 24 febbraio si è tenuta una maratona online promossa dalla coalizione delle reti pacifiste per chiedere, dopo tre anni di guerra in Ucraina, il cessate il fuoco e denunciare la corsa al riarmo, ribadendo che la pace è l'unica alternativa possibile. La nostra casa editrice coglie l'occasione per segnalare i volumi di Pirous Fateh-Moghadam e di Maurizio Bonati.
Il cronico trauma della guerraguerra o salute

 

Nella giornata in cui si promuove una maratona online per chiedere, dopo tre anni di guerra in Ucraina, il cessate il fuoco e denunciare la corsa al riarmo, ribadendo che la pace è l’unica alternativa possibile, Il Pensiero Scientifico Editore coglie l’occasione per riportare all’attenzione dei lettori i volumi Guerra o salute di Pirous Fateh-Moghadam e Il cronico trauma della guerra  di Maurizio Bonati.

Il primo è una guida che aiuta il lettore a individuare un posizionamento genuinamente umanitario, sia rispetto alla guerra in corso sia rispetto al militarismo attuale, sottolineando il ruolo fondamentale dell’epidemiologia e della sanità pubblica nell’impatto della guerra sulla salute.

Il secondo richiama al ruolo e alle responsabilità degli operatori sanitari che, nel triste scenario che ci circonda, sono spesso a contatto con gli effetti della violenza sulle popolazioni e soprattutto sui bambini.

“Di fronte al militarismo e alla guerra ci possono essere due differenti posizionamenti: il rifiuto pacifista, assoluto e categorico, oppure un atteggiamento possibilista, secondo il quale è necessario procedere a una valutazione specifica prima di formulare un giudizio a favore o contro. Credo che siano le persone che seguono quest’ultimo approccio a poter trarre il maggiore profitto personale dalla lettura di questo saggio”, così comincia Guerra o salute.

Il volume ha un obiettivo preciso che consiste nel proporre un metodo, dei criteri e delle evidenze scientifiche che possano costituire una sorta di guida per trovare un posizionamento autenticamente umanitario. E questo non solo rispetto alla guerra in corso in Ucraina, che rappresenta lo scenario in cui il libro è stato scritto, ma anche rispetto al militarismo che caratterizza il nostro tempo, di cui i recenti eventi a Gaza e in Israele sono solo gli ultimi esempi in ordine di tempo.

Nel suo ultimo libro Il cronico trauma della guerra Maurizio Bonati sostiene che occorre innanzitutto essere consapevoli del fatto che nel corso dei secoli la natura dei conflitti è radicalmente cambiata: “Sebbene ripudiata dalla maggioranza dei cittadini del mondo, oggi la guerra è esperienza in molte realtà: a volte episodica, altre ricorrente; talvolta breve, altre volte di lunga durata; civile, etnica o di altro tipo.”

L’autore prende amaramente coscienza della natura irrimediabilmente inevitabile della guerra, scenario ricorrente e vicino a tutti noi e che tutti noi potrebbe da un momento all’altro riguardare e, in parte, già riguarda, e propone questo volume nella convinzione che “Per essere realisti bisogna invece riflettere e agire affinché non sia negato il diritto all’infanzia, alla socializzazione, al gioco e all’educazione, non sia danneggiato lo sviluppo e, nel lungo periodo, non sia compromesso il futuro stesso di bambini e adolescenti e quello delle società in cui vivranno, sia in tempi di pace che di guerra.”

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore​

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