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Epidemiologia del dolore

Uno studio californiano descrive la prevalenza del dolore negli ultimi anni di vita.

Circa un terzo dei soggetti coinvolti nella ricerca (4703 in totale) ha riferito un dolore clinicamente significativo nel corso degli ultimi due anni di vita, una percentuale che, se si esaminano gli ultimi 4 mesi, sale al 50%.

Tali risultati – presentati sugli Annals of Internal Medicine – confermano quanto è stato in precedenza riportato in studi meno ampi: il dolore è un problema rilevante della fase finale della vita.

Una ricerca con importanti implicazioni per la clinica: “Tutti i medici, a prescindere dalla loro specializzazione, dovrebbero valutare l’eventuale presenza di dolore significativo ed essere preparati a trattarlo”, afferma Cary Reid nell’Editoriale.

Data l’ampiezza del problema, infatti, non bastano le specialiste e gli specialisti in geriatria, algologia e cure palliative. “Sono necessari interventi a livello di formazione – continua Reid – che migliorino le competenze nella gestione del dolore anche in altre categorie di medici”, come per esempio chi tratta soggetti anziani con malattie croniche (in particolare l’artrite).

Più in generale, con l’avvicinarsi della fine della vita gli obiettivi di cura dovrebbero concentrarsi sulla qualità: in quest’ottica la gestione dei sintomi, e in particolare del dolore, assume una posizione di primo piano.

arabella festa

Fonti
Reid MC. Editorial: What can population-based studies tell us about pain in the last years of life? Ann Intern Med 2010, 153: 612-613.
Smith AK, Cenzer IS, Knight SJ et al. The epidemiology of pain during the last 2 years of life. Ann Intern Med 2010, 153: 563-569

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