In primo piano

Esperti? No grazie

Pare che la maggioranza degli oncologi, se si ammalasse di cancro, non si farebbe curare dai colleghi più famosi. E dopo aver visto i dati al congresso ANMCO di Firenze, è probabile che anche qualche cardiologo infartuato cerchi di dirottare l’ambulanza verso un’unità coronarica meno prestigiosa, ma con risultati più rassicuranti.

Tira una brutta aria per gli esperti, ed era ora. L’anno scorso, il libro di David Freedman, Wrong, ha scatenato molte discussioni ma era soprattutto un libro sugli errori. “Experts are helpful except when they’re wrong. The problem is, people tend to believe experts even if they are wrong”. Così Guy Kawasaki, ma i problemi, con gli “esperti”, non nascono quando sbagliano ma quando barano. E accade spesso.

Come difendersi? Usare particolare cautela quando il consiglio di un esperto…

• promuove un’innovazione
• è troppo bello per essere vero
• attira l’attenzione della gente
• proviene da una fonte di prestigio
• esce su un giornale accreditato
• è supportato da qualcuno che potrebbe avere vantaggi se la gente ci credesse.

Per arrivare a dieci (aridaje coi decaloghi), è bene non fidarsi quando…

• si fa riferimento a fatti di cui si è stati testimoni (“The plural of anecdote is not data”, avverte Ben Goldacre)
• si minimizzano le complessità
• si invoca un rapido cambiamento dei comportamenti
• non si accenna ai costi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.