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Gaza: appello a tutti i professionisti sanitari italiani e europei

Sono le donne e i bambini quelli che pagano il prezzo più alto in ogni guerra. E i numeri contenuti nella lettera che Foad Aodi (presidente dell’Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), dell’EuroMediterranean Medical Union (UMEM) e del Movimento Internazionale Transculturale Interprofessionale UNITI PER UNIRE) ha inviato agli Editor del Journal of Sex- and Gender-Specific Medicine* per descrivere la terribile situazione che la popolazione di Gaza sta vivendo in conseguenza del conflitto scatenato dall’attacco terroristico di Hamas, ancora una volta lo dimostrano.

Ci sentiamo quindi di condividere con forza il suo appello rivolto a tutti i professionisti sanitari italiani e europei a offrire il proprio sostegno ai medici attivi a Gaza e ai governi perché percorrano tutte le strade possibili per una soluzione di pace.


* Il Journal of Sex- and Gender-Specific Medicine è una rivista quadrimestrale pubblicata da Il Pensiero Scientifico Editore il cui obiettivo principale è lo sviluppo e la promozione della medicina di genere attraverso l’integrazione di evidenze scientifiche con questioni psico-sociali e politiche.
La rivista pubblica, in particolare, studi che trattano le differenze di sesso e di genere in tutte le malattie umane ed è rivolta a ricercatori clinici, farmacologi, decisori e operatori sanitari.

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

Commenti

  1. Graziella Rogolino 23 Novembre 2023 at 15:13 Rispondi

    Quali medici dobbiamo sostenere? Quelli che hanno ignorato i numerosi passaggi di Hamas con gli ostaggi? Quelli che hanno visto i passaggi per i tunnel? Quelli che hanno assecondato i numeri dati da Hamas e i loro filmati fake? Quelli che partecipano senza vergogna alla mangiatoia Palestina/ONU?

    1. Il Pensiero Scientifico Editore 24 Novembre 2023 at 9:53 Rispondi

      Buongiorno, innanzitutto grazie per l’attenzione rivolta ai nostri contenuti. L’appoggio rivolto all’appello di Foad Aodi ha l’obiettivo di sostenere i medici che prestano la propria opera per aiutare la popolazione colpita dalle atrocità della guerra.

    2. giovanni 20 Dicembre 2023 at 20:19 Rispondi

      sottoscrivo in toto le parole di Graziella Rogolino

  2. Valeria colasanti 7 Gennaio 2024 at 13:45 Rispondi

    La vita umana e il suo rispetto non hanno bandiere. Il dovere di ogni sanitario è salvare e tutelare vite umane, sempre. Potete diffondere il vostro odio su facebook se proprio ci tenete a rendere il mondo un posto peggiore, cari Graziella e Giovanni.

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