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Giovani oncologi, pericolo burnout

Quasi metà degli specializzandi in Oncologia europei soffre di burnout. Si tratta di un fenomeno largamente sottostimato e sottovalutato dalle autorità sanitarie, avverte uno studio presentato al 35esimo Congresso dell’European Society for Medical Oncology (ESMO) in corso a Milano.

Laurence Albiges dell’Institut Gustave Roussy, che ha pubblicato qualche mese fa assieme ad un team di ricercatori uno studio sull’argomento sull’European Journal of Cancer, spiega: “Il burnout non è un problema individuale perché non impatta solo sulla qualità di vita del medico, ma anche sulla sua relazione con i pazienti. E probabilmente scoraggia anche molti studenti che vorrebbero specializzarsi in Oncologia. “I nostri dati ci dicono che il 44% degli specializzandi in Oncologia europei soffre di burnout. Quello che è ancora più preoccupante è che il 18% di loro mostra livelli gravemente anormali sia di esaurimento emotivo sia di depersonalizzazione, e il 20% assume farmaci per tamponare il problema. Non abbiamo riscontrato differenze significative tra Radiologia oncologica, Oncologia medica, Ematologia”.

Una combinazione di fattori causa questa ‘epidemia’ di burnout. Spiegano Marina Garassino dell’ESMO Young Committee e Massimo Di Maio dell’Italian Young Oncologist Committee: “Le cause principali sembrano essere innanzitutto il peso emotivo derivante dal trovarsi a gestire continui decessi di pazienti che danno vita a interrogativi esistenziali e sensazioni di inadeguatezza, e in secondo luogo i fattori interni correlati allo status di specializzandi in ansia per il futuro e magari in tensione con il personale medico di ruolo per diverse scelte terapeutiche”.

Le soluzioni? La chiave sembra essere la comunicazione. Spiega infatti Fortunato Ciardiello, professore di Oncologia Medica alla Seconda Università di Napoli: “Forse il burnout dei giovani oncologi nasce anche dal violento contrasto tra gli entusiasmi iniziali della loro carriera – quando ritengono troppo ottimisticamente di poter curare qualsiasi paziente – e la disillusione successiva. E poi c’è la difficoltà di gestire il rapporto con le attese dei pazienti e dei loro familiari. Per questo gli skill comunicazionali hanno un impatto molto positivo sul fenomeno del burnout, contribuendo a ridurlo significativamente. Se sai comunicare con i pazienti e con il tuo team, molte delle situazioni più stressanti possono essere evitate”.

david frati

Fonte:
35esimo Congresso European Society for Medical Oncology (ESMO), Milano 2010.

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