Il 18 e 19 settembre si svolgono a Erice, presso la Fondazione Ettore Majorana e Centro di Cultura Scientifica, le Giornate dell’Etica 2026 promosse dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Fondazione AIOM. Guerra, salute globale e oncologia. Responsabilità, continuità delle cure e dignità della persona è il titolo scelto per questa edizione, che propone una prospettiva diversa rispetto alle consuete riflessioni bioetiche sulla pratica clinica. Il focus, infatti, non riguarda soltanto la relazione medico-paziente, ma anche le conseguenze dei conflitti armati sui sistemi sanitari e sulla cura del cancro nel mondo.
Come ricordano gli organizzatori nella presentazione dell’evento, il conflitto armato non è soltanto un evento geopolitico: interrompe diagnosi e trattamenti, danneggia ecosistemi e infrastrutture, spezza le catene di approvvigionamento dei farmaci ed espone operatori sanitari e pazienti a condizioni di vulnerabilità estrema. Situazioni che aprono nuovi e complessi dilemmi etici nella pratica clinica quotidiana.
Ad aprire i lavori, con una keynote lecture dal titolo “War and cancer: geopolitical, strategic and health perspectives”, sarà Richard Sullivan, oncologo e direttore dell’Institute of Cancer Policy e co-direttore del Centre for Conflict & Health Research del King’s College di Londra, che interverrà in collegamento da remoto. Per una prima anticipazione dei temi che Sullivan porterà a Erice è possibile recuperare l’intervista che la redazione di Oncoinfo, il sito tematico del Pensiero Scientifico Editore, gli aveva dedicato tre anni fa in occasione di un congresso ESMO.
A scorrere il programma, caratterizzato dalla riproduzione di una combustione di Alberto Burri – una scelta di grande impatto fortemente voluta da Francesco Perrone, presidente di Fondazione AIOM –, emerge come la prima giornata, dedicata alla guerra e alle sue conseguenze in ottica one health, si apra proprio con Sullivan. A seguire, gli interventi di Matteo Guidotti (CNR di Milano) sulle ripercussioni ambientali dei conflitti e di Pirous Fateh Moghadam (Trento) sull’impatto epidemiologico e clinico nei contesti bellici.
Il programma prosegue con le sessioni dedicate all’impatto della guerra sui sistemi sanitari: dalla testimonianza di Emergency sull’interruzione delle cure oncologiche, all’intervento di Nicola Magrini sull’accesso a farmaci e corridoi sanitari, fino a quello di Yuliia Novytska (oncoHUB, Kyiv) sulla ricerca clinica in tempo di guerra. Spazio anche a operatori sanitari e testimonianze, con l’apertura della bioeticista Virginia Sanchini sui dilemmi etici nella pratica clinica in contesti di scarsità.
La prima giornata si conclude con un momento corale, “Testimonianze – Voci dai Paesi in guerra”, che darà spazio, tra gli altri, a Don Dante Carraro di Medici con l’Africa CUAMM, alla giornalista Francesca Mannocchi e a Veronika Patsko del National Cancer Institute of Ukraine.
Sabato 19 settembre, la seconda giornata sarà dedicata alla prospettiva del paziente oncologico, con l’intervento in ottica antropologica di Cristina Cenci e le esperienze delle associazioni dei pazienti e delle Case del cuore LILT sul tema della migrazione sanitaria e dell’oncologia pediatrica.
Il convegno si chiude con una discussione aperta, seguita dalla stesura di raccomandazioni operative e di uno Statement delle Giornate di Erice.
Tra i relatori della prima sessione, Pirous Fateh Moghadam è anche autore di Guerra o salute. Dalle evidenze scientifiche alla promozione della pace pubblicato dal Pensiero Scientifico Editore. In un’intervista rilasciata alla rivista Gli Asini, Fateh Moghadam ha spiegato come gli effetti indiretti dei conflitti condotti con eserciti e tecnologie moderne colpiscano indiscriminatamente popolazione civile e infrastrutture: ospedali, scuole, reti idriche ed elettriche, campi coltivati, strade e ferrovie diventano, nelle sue parole, bersagli a tutti gli effetti al pari degli obiettivi militari.
Un convegno che mette in relazione guerra e salute dei più fragili richiama anche alla memoria il lavoro di Maurizio Bonati, medico e ricercatore, scomparso di recente, che per anni ha studiato gli effetti dei conflitti sulla salute di bambini e donne. A questo tema Bonati aveva dedicato un libro pubblicato dal Pensiero Scientifico Editore, Il cronico trauma della guerra, che resta un riferimento per chi voglia comprendere il costo umano, spesso invisibile, delle guerre contemporanee.
Le Giornate dell’Etica AIOM, giunte a una nuova edizione dopo quelle degli anni scorsi dedicate ad altri grandi temi di sanità pubblica, confermano la loro natura di appuntamento transdisciplinare. Attorno allo stesso tavolo si incontrano oncologi, epidemiologi, bioeticisti, infermieri, sociologi, filosofi e testimoni diretti dei conflitti in corso, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza della guerra in raccomandazioni operative per la pratica clinica e per le società scientifiche.
Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

