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Hackerare il quorum sensing batterico?

Combattere le infezioni batteriche ‘sabotando’ la fitta rete di comunicazioni che i microrganismi mettono in piedi per coordinare il loro attacco all’organismo ospite. Ecco la nuova strategia terapeutica sulla quale si sta lavorando in alcuni laboratori statunitensi, come racconta un articolo apparso su Discover Magazine.

“I batteri rappresentano alcune tra le più semplici forme di vita”, spiega Helen Blackwell dell’University of Wisconsin, “eppure comunicano tra loro costantemente mediante messaggi chimici. Il cosiddetto quorum sensing, attraverso il quale i batteri riescono a determinare quando sono in numero sufficiente per attaccare l’ospite, avviene mediante la sintesi e l’emissione continua di un messaggio chimico che dice “Sono qui”. Quando un numero enorme di batteri in uno spazio definito produce il composto, questo raggiunge una concentrazione tale da penetrare le membrane cellulari batteriche e combinarsi ad appositi recettori, che attivano un pathway molecolare che porta all’attivazione del comportamento tipico dei vari ceppi batterici”.

Per realizzare un’alternativa efficace agli antibiotici, i ricercatori statunitensi coordinati dalla Blackwell stanno studiando un approccio diverso: isolare i composti utilizzati dai batteri per il quorum sensing, produrli artificialmente in laboratorio e modificarli per alterarne il messaggio. “Quando saboti il sistema di quorum sensing i batteri non muoiono, soltanto non riescono ad agire come un gruppo coordinato”, spiega la Blacwell. “Per questo non sarebbe possibile un fenomeno di resistenza come avviene con gli antibiotici”.

Fonte: Sobel D. Can we beat bacteria by hacking their conversations? Discover Magazine 21/12/2010.

david frati

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