In primo piano

I romanzi rosa sono sessualmente diseducativi?

“Solo un uomo era capace di provocarle certe reazioni”: chi di noi non continuerebbe a leggere? Di sicuro lo fanno ogni anno almeno 6 milioni di donne, tale è in Italia il volume di vendite della più nota collana di letteratura rosa, i cosiddetti “libri per sognare”.

Sono stati bistrattati, considerati solamente come un prodotto commerciale di basso profilo intellettuale, e anche demonizzati negli anni ’70 dalle femministe che li consideravano un’istigazione al matrimonio. Ora anche una nota psicologa americana punta il dito contro i libri romance di cui lei stessa afferma di essersi nutrita durante l’adolescenza. “Per essere espliciti” dichiara Susan Quilliam sul Journal of Family Planning and Reproductive Health Care, “il problema è che ai romanzi rosa non piace il preservativo”.

L’affermazione non è azzardata. Dopo una ricerca affannosa di sguardi languidi e baci appassionati, solo nell’11% dei titoli delle collane più “spinte” compare un preservativo. Ma è la stessa protagonista a rifiutarlo, prima ancora che le lettrici, perché non vuole “barriere” fra lei e il suo amato.

Se fino ad oggi gli Harmony & co. sono stati criticati per il romanticismo melenso e l’idealizzazione di un rapporto sentimentale in aperto contrasto con l’emancipazione femminile, adesso si aggiunge alle svariate lamentele anche quella di una mancanza di attenzione verso la salute sessuale delle donne. Non è un aspetto da sottovalutare, come sottolinea la dott.ssa Quilliam, poiché i romanzi rosa sono il genere letterario più diffuso proprio tra le donne tra i 20 ed i 65 anni ed offrono un genere di informazione che riesce a penetrare molto facilmente. In un certo senso, c’è una “concorrenza sleale” tra i romanzi rosa e l’informazione medica e scientifica, che fatica a diffondersi in maniera capillare e corretta.

In effetti le interviste fatte alle lettrici dei romanzi rosa confermano una generale predisposizione all’idealizzazione dell’amore in tutte le sue forme, accompagnata di pari passo da una resistenza all’idea del preservativo, identificato come fastidioso killer del romanticismo. Un problema serio, con cui poi devono scontrarsi i medici e gli specialisti di pianificazione familiare quando si trovano a dover risolvere casi di gravidanze indesiderate o malattie a trasmissione sessuale. Un peccato, anche secondo la dottoressa, poiché vi sono molti aspetti positivi in questo genere di letteratura, primo fra tutti quello di spingere le donne a desiderare e a mostrare i propri desideri. Sarebbe bene inserire tra questi anche la voglia di amare se stesse e la propria salute.

emanuela valente

Fonte
Quilliam S. “He seized her in his manly arms and bent his lips to hers…”. The surprising impact that romantic novels have on our work. J Fam Plann Reprod Health Care 2011; 37: 179-81 doi: 10.1136/jfprhc-2011-100152.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.