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Il cronico trauma della guerra: donne e bambini le prime vittime

Tra le ultime novità librarie del Pensiero Scientifico Editore, Il cronico trauma della guerra. Donne e bambini le prime vittime  di Maurizio Bonati affronta un tema che sta diventando ogni giorno più stringente: i bisogni e i diritti dei bambini in presenza di guerre e conflitti armati.

Nell’introduzione del volume, l’autore chiarisce i termini della questione e, dopo aver dichiarato che “bambini e bambine non sono ‘in testa’ alle priorità della società”, afferma “le dimenticanze nei confronti dell’infanzia sono tante, enormi per complessità, drammatiche per gli esiti, gravi per le responsabilità a livello locale e globale”.

Dovendo ragionare su questo tema, occorre innanzitutto essere consapevoli del fatto che nel corso dei secoli la natura dei conflitti è radicalmente cambiata: “Sebbene ripudiata dalla maggioranza dei cittadini del mondo, oggi la guerra è esperienza in molte realtà: a volte episodica, altre ricorrente; talvolta breve, altre volte di lunga durata; civile, etnica o di altro tipo.”

Attualmente le zone di combattimento sono sempre più ampie e urbanizzate e le armi causano distruzioni sempre più diffuse. Questo comporta che i conflitti non solo uccidano e causino orribili mutilazioni, ma lascino dietro di loro un lunghissimo strascico di traumi fisici e psicologici difficilmente superabili. Anche sotto questo aspetto i bambini risultano le vittime più colpite: “Bambini e bambine vengono uccisi, mutilati, rapiti ed è loro negato l’accesso agli aiuti umanitari. Sono reclutati da gruppi armati ed esposti al rischio di sfruttamento e radicalizzazione.”

Per avere un’idea dei numeri, basti pensare che “Nel 2023 un bambino su cinque nel mondo (400 milioni) ha vissuto o è fuggito da zone di conflitto. Tra il 2005 e il 2022 si sono verificate oltre 315.000 gravi violazioni dei diritti dell’infanzia.”

Maurizio Bonati prende amaramente coscienza della natura irrimediabilmente invitabile della guerra, scenario ricorrente e vicino a tutti noi e che tutti noi potrebbe da un momento all’altro riguardare e, in parte, già riguarda, e propone questo volume nella convinzione che “Per essere realisti bisogna invece riflettere e agire affinché non sia negato il diritto all’infanzia, alla socializzazione, al gioco e all’educazione, non sia danneggiato lo sviluppo e, nel lungo periodo, non sia compromesso il futuro stesso di bambini e adolescenti e quello delle società in cui vivranno, sia in tempi di pace che di guerra.”

Il volume, arricchito da una selezione di scritti per la pace e da innumerevoli suggerimenti di lettura, fornisce una dettagliata analisi degli squilibri che alimentano le tante guerre che infiammano il pianeta, integrata da una documentata descrizione delle prolungate conseguenze che ogni conflitto esercita sulla salute della popolazione coinvolta, donne e anziani compresi, che insieme ai bambini e agli adolescenti ne costituiscono la parte più vulnerabile.

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

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