In primo piano

Il futuro della pediatria: collaborare per innovare

Si svolgerà a Roma,  dal 2 al 4 ottobre prossimo, la conferenza internazionale Shaping the Future of Pediatrics, organizzata dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù che proprio quest’anno compie 150 anni.

Shaping the Future of Pediatrics promuove in Europa il concetto di innovazione in pediatria con un approccio multidisciplinare. Obiettivo della conferenza, specificamente dedicata a pediatri, ricercatori, infermieri, pazienti, imprenditori e specialisti nel campo dell’innovazione in pediatria, è quello di promuovere l’idea che l’innovazione sia il risultato di una collaborazione multidisciplinare tra varie discipline. Oltre coinvolgere i molteplici aspetti dell’innovazione in medicina, non limitandosi a quelli di carattere pediatrico, che pure rimangono al centro dell’interesse, è un evento progettato e  realizzato per scoprire cose e persone nuove, che abbiano un unico comune obiettivo: il bene del paziente. Gli speaker che si susseguiranno durante i tre giorni di incontri sono, ciascuno nel proprio settore,  dei  veri e propri rivoluzionari e gli argomenti  trattati sono complessivamente moltissimi.

Come dichiara Alberto E. Tozzi, direttore scientifico del progetto: “Partiremo dai principi di etica e di equità che devono regolare l’innovazione e andremo ad esplorare gli ecosistemi che la sostengono. Avremo temi clinici come le terapie CAR-T, la rigenerazione degli organi trapiantati, la realizzazione di modelli virtuali per la pianificazione operatoria e su come orientare la precision medicine. Parleremo dell’innovazione dei sistemi sanitari e della sua sostenibilità. Avremo uno spazio per l’intelligenza artificiale, incluso l’uso nell’interpretazione delle immagini e nella internet of things”.  Inoltre, si parlerà di come saranno gli ospedali del futuro – da quelli prefabbricati a quelli digitali – e di come sia possibile finanziare un’impresa per costruirne uno nuovo. Uno spazio privilegiato sarà dedicato alla voce dei pazienti pediatrici.

Infine, conclude Tozzi avremo “una serie di relazioni sulla comunicazione digitale e sulle terapie digitali e, siccome non ci accontentiamo, un pitch tematico per le start up.”

Insomma,  tanti temi diversi per tante persone diverse, ma insieme.

Erica Sorelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *