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Il lavoro degli oncologi in tempo di COVID-19

La redazione di Oncoinfo durante l’emergenza Coronavirus moltiplica i suoi sforzi per realizzare una lunga serie di interviste video ai medici oncologi che in queste settimane sono coinvolti in prima linea nel far fronte al continuo mutare delle esigenze dei pazienti. Le videointerviste forniscono informazioni utili, notizie aggiornate e dati scientifici rigorosi, tutti elementi preziosi sia per gli addetti ai lavori sia per i cittadini che oggi più che mai necessitano di contenuti autorevoli e affidabili.

Tra le interviste realizzate in questi ultimi giorni, ve ne segnaliamo di seguito alcune, esortandovi a seguire costantemente il sito Oncoinfo.it per gli aggiornamenti.
Chiara Cremolini, oncologa e ricercatrice dell’Università di Pisa spiega che, per aiutare i pazienti oncologici che sono già in sperimentazione a proseguire il loro percorso nonostante l’emergenza coronavirus, la forza da mettere in campo è il network, la capacità di fare rete, di comunicare. Quello che conta, dichiara Cremolini, è ottimizzare il rapporto rischio/beneficio: “Tutte le nostre decisioni in questo momento di emergenza sono fortemente protese al tentativo di ottimizzare il rapporto rischio/beneficio di tutto quello che proponiamo ai nostri pazienti, dove, alla voce rischio, Covid riveste un ruolo importante.”

Daniele Santini, professore Ordinario di oncologia medica e responsabile del Day-hospital di Oncologia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, focalizza l’attenzione sulla fragilità dei pazienti oncologici e racconta come l’emergenza stia significativamente impattando sulle normali attività cliniche anche se il Campus Bio-Medico di Roma non è un ospedale COVID.

Anna Costantini, Direttore dell’Unità di Psiconcologia all’Ospedale Sant’Andrea di Roma, sottolinea come in tempo di COVID-19 i pazienti oncologici attraversino una doppia crisi. Già di per sé costretti a fronteggiare la loro personale crisi individuale familiare, esistenziale e fisica, adesso devono fare i conti con un sovraccarico di ansia, paura e depressione. La psico-oncologia in tempi normali è in grado di aiutare efficacemente questi pazienti, ma nell’attuale situazione di emergenza gli incontri sono stati sospesi. E dunque come si fa? Anna Costantini risponde che a questo scopo ha attivato una helpline dedicata.

A Giampiero Porzio (UOC Oncologia Medica – Ospedale San Salvatore, L’Aquila) di cui il Pensiero Scientifico ha recentemente pubblicato Il dolore, l’oncologo e il basket, la redazione di Oncoinfo ha chiesto cosa possano fare gli operatori sanitari (e in particolare gli oncologi) per salvarsi dallo stress e dalla sofferenza in una emergenza come questa e cosa invece è preferibile che non facciano. Nell’intervista video, Porzio fa un interessante riferimento alla sua personale esperienza nella gestione del post-terremoto di qualche anno fa. A questo proposito vi segnaliamo il manuale intitolato La sofferenza psicologica da disastri naturali e traumi importanti pubblicato dal Pensiero Scientifico Editore, che affronta il tema in modo esaustivo proponendosi di aiutare le persone a superare un distress post-traumatico senza che esse necessariamente presentino una diagnosi psichiatrica o un quadro clinico definito.

Giampaolo Tortora, Direttore della UOC Oncologia medica della Fondazione Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” IRCCS di Roma, spiega come nella Capitale sia stato realizzato in tempi record il Columbus Covid 2 Hospital, che affiancherà nella lotta all’emergenza Coronavirus lo Spallanzani, hub regionale. Inoltre Tortora sottolinea come l’oncologia del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma (UOC e Cancer Center) abbia deciso di garantire la massima continuità, preservando al massimo la presa in carico dei pazienti oncologici e le attività dei clinici.

Raffaele Giusti dell’Oncologia Medica dell’AO Universitaria Sant’Andrea di Roma ha spiegato che a maggior ragione in tempo di COVID-19, si deve dare ascolto ai pazienti oncologici: a quelli che approcciano un percorso di trattamento adiuvante, a quelli in linee di trattamento più avanzate, ai pazienti che devono gestire i sintomi, a quelli sottoposti a cure palliative.

Altre interviste seguiranno…

Erica Sorelli

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