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Il vero Dr. House è lei!

Sapevate che la serie televisiva statunitense “Dr. House – Medical Division” ideata da David Shore e Paul Attanasio nel 2004 e incentrata attorno al ruolo del burbero e geniale dottor Gregory House e del suo team nell’immaginario ospedale universitario Princeton-Plainsboro Teaching Hospital del New Jersey è ispirata al lavoro di una giornalista medica di nome Lisa Sanders, che tuttora lavora anche come consulente tecnica della serie? Ci racconta la sua storia il prestigioso British Medical Journal.

Lisa ha lavorato come giornalista televisiva per 14 anni, e solo successivamente si è iscritta alla Medical School: ora è un’internista presso la Yale University. Dal 2002 inoltre cura una rubrica per il magazine del New York Times intitolata “Diagnosis”, che racconta casi clinici misteriosi o problematici, ed è proprio questa che ha colpito gli autori del telefilm. “Iscriversi a Medicina a 36 anni è molto insolito qui negli Stati Uniti, ma la Yale Medical School ha la tradizione di accogliere il 10% di studenti con background non tradizionali: nel mio anno si sono iscritti un giocatore di baseball professionista, un architetto, un fisico”.

“Quando ho iniziato a scrivere la mia rubrica sul New York Times nessuno parlava di diagnosi sui mass-media”, spiega la Sanders. “Come giornalista televisiva mi sono occupata di tantissime storie di medici, di farmaci o di patologie. Ma nessuna scendeva nel cuore del mistero che è al centro del rapporto medico-paziente: eppure era proprio quello che mi interessava di più quando studiavo Medicina”.

Come fa una rubrica su un giornale – per quanto interessante la rubrica, per quanto prestigioso il giornale – a divenire un fenomeno di massa in tv? “Quando i produttori mi hanno chiamato al telefono spiegandomi che intendevano trarre un serial televisivo dai miei articoli e che volevano lavorassi con loro come consulente, ho chiesto maggiori informazioni sul telefilm, e mi hanno spiegato che il protagonista sarebbe stato un medico arrogante, irritabile, con una brutta dipendenza da farmaci. Lì per lì ero scioccata: chi avrebbe voluto guardare in tv una serie del genere? Ma ho pensato di accettare la proposta perché non avrei avuto altre chance. Anche io come lui amo fare diagnosi difficili, ma è l’unica cosa che abbiamo in comune. House spesso dice tutti i pazienti mentono, e ha ragione. Ma quello che non dice che probabilmente mentono anche perché si trovano di fronte un medico come lui. La relazione medico-paziente è infatti essenziale nella vita vera per arrivare a una diagnosi corretta”.

david frati

Fonte
Mead-Robson A. The real life Dr House. BMJ Careers 2010; ISSN 1752-8526.

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