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Impatto ambientale ed oncologia

Dai dati raccolti dall’analisi della mortalità, del bio-monitoraggio e del rischio sanitario connesso alla qualità dell’aria nel territorio circostante l’Ilva di Taranto emerge una fotografia allarmante del costante aumento della mortalità per tumore in quest’area.

Dal Rapporto Sentieri “Ambiente e salute a Taranto: evidenze disponibili e indicazioni di sanità pubblica” promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, emergono dati preoccupanti sull’incidenza – aumentata in maniera esponenziale – di tumori nella zona dell’Ilva di Taranto.

Nello specifico, dal rapporto presentato dal Ministro Balduzzi alla presenza dei responsabili dello studio e dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste, emerge che i casi di tumori nelle donne passano da +24% , rispetto al resto della regione, del periodo 1995-2002, al +100%, ovvero quattro volte tanto, rispetto al periodo successivo, fino appunto al 2009. Pagano anche i bambini: la mortalità dei bambini nel primo anno di vita è maggiore del 20% rispetto al resto della Puglia.

Nella popolazione residente nell’area geografica dello stabilimento siderurgico c’è stato un incremento dei tumori del 30%, con picchi che superano il 400% se si parla di mesoteliomi pleurici e del 100% per i tumori allo stomaco.

Puntuale la dichiarazione del Presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM) Stefano Cascinu, secondo il quale “i dati sull’incidenza di tumori nella zona dell’acciaieria pugliese presentano numeri molto preoccupanti”. Nonostante già da tempo sia profonda la consapevolezza del pericoloso rapporto esistente tra l’inquinamento ambientale e il cancro, gli ultimi dati presentati consolidano l’urgente necessità di un monitoraggio continuo e attento della zona.

A tale proposito, Cascinu ha preannunciato “l’attivazione di una task force dedicata a tale controllo ed alla prevenzione nei confronti dei lavoratori, dei bambini, di tutti, con iniziative mirate. Come AIOM siamo a disposizione per questa campagna di prevenzione e, per le sedi in cui sono previsti, per incentivare gli screening. Diagnosticare i tumori in una fase molto precoce può aiutare infatti i pazienti a superare con successo la malattia”.

Carmine Pinto, Segretario Generale AIOM, ha aggiunto che “la situazione a Taranto è indubbiamente complessa. Ci vorrà ancora del tempo per convalidare le varie ipotesi di nesso di causalità, stabilire quali cancerogeni siano stati utilizzati e quali incidano ancora oggi nei fattori territoriali e ambientali”. Pinto ha infine ribadito la massima disponibilità dell’AIOM a supportare le istituzioni le strutture medico sanitarie.

Fonte
XIV edizione Congresso nazionale AIOM – Roma, 27-29 ottobre 2012

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