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In uscita a fine giugno Medicina dello Sport

Medicina dello Sport, importante testata scientifica interamente dedicata alla medicina dello sport e all'esercizio fisico, fa il suo ingresso nel parco delle riviste pubblicate dalla nostra casa editrice. Abbiamo intervistato per voi Attilio Parisi, direttore della rivista insieme a Giorgio Santilli.

Medicina dello SportMedicina dello Sport  è organo ufficiale della Federazione Medico Sportiva Italiana, organo Ufficiale dell’European Federation of Sports Medicine Associations e partner editoriale dell’International Federation of Sports Medicine. La rivista è segnalata su BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SCIE), Scopus. Impact Factor 0.6 (2023). Ha periodicità trimestrale (pISSN 0025-7826 – eISSN 1827-1863).

La rivista, diretta dai professori Attilio Parisi e Giorgio Santilli, pubblica articoli originali, casi clinici, comunicazioni brevi, editoriali, segnalazioni di prospettive clinico-terapeutiche, rassegne e linee-guida e protocolli nei principali ambiti di interesse Medicina dello Sport e discipline correlate.

In particolare, la rivista intende fare il punto sugli argomenti più rilevanti e attuali della Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico attraverso la pubblicazione di studi e ricerche sia di carattere nazionale che internazionale, atte a promuovere la corretta pratica sportiva e più in generale la tutela della salute non solo degli atleti ma della popolazione generale, sostenendo l’importanza dell’esercizio fisico quale fisiologico, economico ed efficace strumento di prevenzione primaria, secondaria e terziaria per il contrasto e il trattamento delle principali patologie croniche non trasmissibili.

Ogni numero della rivista affronta i vari aspetti scientifici correlati alla Medicina e alla Scienza dello Sport.

La rivista si rivolge a tutti quei professionisti che vogliano aggiornarsi sulle tematiche di maggiore attualità e utilità in ambito medico-sportivo, quale utile strumento di supporto per la più efficace implementazione delle recenti innovazioni scientifiche nella pratica clinica.

Proponiamo di seguito alcune domande sulla rivista che abbiamo posto al professor Attilio Parisi.

D. Professore, la rivista Medicina dello Sport è oggi punto di riferimento nazionale e internazionale nel settore. Quali strategie editoriali adottate per mantenere alta la qualità scientifica e l’attualità dei contenuti pubblicati?

R. Sottoponiamo tutti gli articoli che ci vengono proposti a due livelli successivi di valutazione. Il 1° livello è quello del comitato editoriale che legge l’articolo e ne dà una prima valutazione che, se positiva, dà adito al livello successivo in cui l’articolo viene mandato a revisori specializzati nella singola materia del caso; il 2° livello è rappresentato dalla valutazione dei revisori specializzati a cui l’articolo viene sottoposto; a questo punto l’articolo può essere accettato o viene richiesta una o più ulteriori revisioni, minor che indica che l’articolo è fondamentalmente solido, sia dal punto di vista scientifico che metodologico, ma i revisori hanno identificato alcuni problemi secondari che vanno corretti prima che l’articolo possa essere definitivamente accettato per la pubblicazione o maior che invece indica come sia necessarie delle modifiche sostanziali prima di poter essere accattato. Se il processo di minor o maior revision non si conclude positivamente l’articolo viene rifiutato.

D. Negli ultimi anni si è assistito a un crescente riconoscimento del ruolo dell’esercizio fisico nella prevenzione e nel trattamento delle patologie croniche. In che modo la rivista contribuisce a diffondere queste evidenze tra i professionisti della salute e della medicina sportiva?

R. Medicina dello Sport si propone di diffondere anche l’importanza dell’esercizio fisico nella prevenzione e nel trattamento delle patologie croniche promuovendo il cosiddetto “esercizio fisico adattato”. L’esercizio fisico adattato è una forma di attività fisica modificata per rispondere a esigenze specifiche di persone con patologie croniche, – tra le quali, ad esempio, diabete, ipertensione, BPCO, cardiopatie -, disabilità fisiche o cognitive, età avanzata o fragilità oppure in fase post-operatoria o riabilitativa. L’esercizio fisico adattato viene progettato dal medico dello sport che prescrive un programma di esercizio mirato, allo scopo di garantire al paziente in questione sicurezza, efficacia e accessibilità. Gli obiettivi principali dell’esercizio fisico adattato sono: la prevenzione primaria, ovvero la riduzione del rischio di sviluppare patologie; la prevenzione terziaria, che consiste nel migliorare la prognosi in chi ha già una patologia e/o di ridurre la comparsa di recidive; la riabilitazione e il mantenimento funzionale; la promozione dell’autonomia e della qualità della vita.

D. Considerato l’Impact Factor in crescita e la presenza in database internazionali come SCOPUS ed EMBASE, quali sono le prospettive di sviluppo della rivista in termini di visibilità e collaborazione con realtà scientifiche globali?

R. Medicina dello Sport è già segnalata su BIOSIS Previews, EMBASE, Science Citation Index Expanded (SCIE), Scopus, ma vorrebbe entrare anche su PUBMED con l’obiettivo di aumentare l’attrattiva nei confronti degli autori stranieri.

D. Qual è, secondo lei, il ruolo che Medicina dello Sport può svolgere nel promuovere una maggiore integrazione tra ricerca, pratica clinica e politiche sanitarie, soprattutto alla luce delle sfide poste dalla crescente incidenza delle malattie croniche non trasmissibili?

R. Medicina dello Sport, in quanto organo ufficiale della Federazione Medico Sportiva Italiana e dell’European Federation of Sports Medicine Associations e partner editoriale dell’International Federation of Sports Medicine, svolge un ruolo attivo non solo nel settore della pratica agonistica e dell’antidoping, ma anche in quello della prevenzione delle patologie croniche non trasmissibili di cui è importante ritardare sia l’insorgenza sia lo sviluppo. Tenendo conto che per patologie croniche non trasmissibili si intende un vasto insieme di patologie, tra le quali cardiopatie, malattie neurodegenerative, tumori, BPCO, le evidenze scientifiche ci evidenziano che anche svolgere attività fisica moderata per 20-30 minuti al giorno sarebbe sufficiente a ridurre l’insorgenza di patologie come l’Alzheimer, la comparsa di recidive per almeno 17 delle forme tumorali più diffuse (tra cui colon, seno, utero, tiroide, polmoni) e sarebbe in grado di ridurre del 20% la mortalità per tutte le patologie.

Erica Sorelli
Ufficio Stampa Il Pensiero Scientifico Editore

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